Le dipendenti della Tour Eiffel sono state costrette a nascondersi e a non farsi vedere per assecondare le richieste di una delegazione religiosa straniera. È l’accusa formale sollevata dalle lavoratrici del monumento parigino, che ha innescato un’immediata mobilitazione sindacale culminata nella chiusura anticipata dell’impianto ai turisti.
L’ordine di sparire dal terzo piano
I fatti, ricostruiti dal quotidiano francese Le Parisien, sono avvenuti in occasione dell’arrivo a Parigi di un gruppo di dignitari della Baps (Bochasanwasi Akshar Purushottam Swaminarayan Sanstha). L’organizzazione indù aveva concordato con la Sete, la società pubblica che gestisce la Torre, un tour privato riservato fino al terzo piano.
Per concedere il via libera alla salita, la delegazione avrebbe posto una condizione vincolante: l’assenza totale di personale femminile lungo il percorso. La direzione operativa avrebbe accettato la richiesta, disponendo la sostituzione immediata delle operatrici con colleghi uomini.
Un dipendente presente al momento dei fatti ha riferito che il personale femminile è stato letteralmente «nascosto». Alcune addette alla sicurezza e all’accoglienza hanno ricevuto disposizioni formali di chiudersi dentro locali di servizio e retrobottega per l’intera durata della visita.
La lettera delle lavoratrici e la chiusura della Torre
La reazione interna è stata immediata. In una lettera indirizzata ai vertici aziendali, il personale ha denunciato disposizioni tassative impartite non solo alle dipendenti dirette della Tour Eiffel, ma anche a quelle delle aziende in appalto.
«Tutte le lavoratrici hanno ricevuto la consegna di non passare e di non attraversare determinate zone durante la presenza della delegazione», si legge nel documento diffuso dai rappresentanti dei lavoratori. Le dipendenti denunciano una palese violazione della dignità professionale sull’altare di concessioni religiose incompatibili con i valori della Repubblica francese.
I sindacati hanno proclamato un’assemblea generale d’urgenza ai piedi del monumento. Nel corso del pomeriggio la società di gestione ha disposto lo sbarramento totale degli ingressi, lasciando all’esterno migliaia di visitatori in coda, pur senza ammettere esplicitamente il nesso tra il blocco e le proteste.
Il profilo dell’organizzazione Baps
La presenza dei dignitari a Parigi era legata alle celebrazioni per l’apertura di un monumentale tempio a est della capitale francese, una struttura da 3.500 metri quadrati costata oltre 21 milioni di euro secondo le verifiche condotte dalla testata Mediapart.
Il movimento Baps è una branca influente dell’induismo contemporaneo, nota per posizioni teologiche fortemente conservatrici e per gli stretti legami politici con il primo ministro indiano Narendra Modi e il partito di governo Bharatiya Janata Party (BJP).
Mentre i vertici della Sete continuano a respingere formalmente le accuse di accondiscendenza verso tali richieste, le sigle sindacali hanno aperto una vertenza formale per fare piena luce sul caso di discriminazione sessuale registrato all’interno del simbolo di Parigi.

