L’Assegno unico universale modifica i propri criteri di assegnazione attraverso una revisione strutturale dei parametri economici. L’intervento punta a rendere la misura mensile più aderente alle necessità finanziarie dei nuclei con figli, superando le rigidità emerse nei primi anni di applicazione.
Un indicatore economico separato per i sostegni alla famiglia
Il perno della riforma è l’abbandono del calcolo Isee tradizionale a favore di un binario autonomo. Nasce l’Isee specifico per le prestazioni familiari e l’inclusione, uno strumento riservato esclusivamente ad interventi mirati quali l’Assegno unico, l’Assegno di inclusione, il bonus nido e il bonus nuovi nati.
Povertà in Italia e andamento del reddito reale delle famiglie.
Questa separazione impedisce che l’accesso a specifici sussidi per la natalità venga penalizzato da parametri patrimoniali calibrati su altre forme di assistenza pubblica generale.
I nuovi coefficienti per chi ha più figli
Il meccanismo rimodula la scala di equivalenza assegnando un peso crescente ai carichi familiari. Il coefficiente sale dello 0,10 in presenza di due figli, dello 0,25 per tre figli, dello 0,40 per quattro e arriva a 0,55 per i nuclei con cinque o più minori.
A tutela del patrimonio familiare interviene anche una soglia di esenzione più elevata sul valore dell’immobile di residenza, riducendo l’impatto della prima casa sulla cifra finale dell’indicatore.
Soglie mensili e criteri anagrafici
L’erogazione copre l’intero percorso di crescita a partire dal settimo mese di gravidanza fino al compimento dei 21 anni, purché i giovani risultino studenti, disoccupati in cerca di impiego o con redditi minimi. Per i figli con disabilità accertata, il sussidio non prevede alcun vincolo di età anagrafica.
Sul piano economico, le famiglie nelle fasce di reddito più basse possono superare i 200 euro mensili per ciascun figlio minore. L’importo decresce progressivamente con l’aumento della ricchezza attestata, fino a raggiungere la quota minima base riconosciuta a chi supera le soglie limite o non presenta la dichiarazione economica.
Il quadro prevede maggiorazioni fisse al verificarsi di determinate condizioni:
- Nuclei numerosi a partire dal terzo figlio.
- Madri con età inferiore a 21 anni.
- Genitori entrambi titolari di reddito da lavoro.
- Presenza di neonati fino a un anno di vita.
- Figli con disabilità a carico.
Apertura ai lavoratori transfrontalieri e regole per gli arretrati
Le disposizioni garantiscono la copertura anche ai nuclei transfrontalieri prima esclusi, estendendo il diritto alle famiglie con prole residente in un altro Stato membro dell’Unione Europea. La tutela opera allo stesso modo per i genitori non residenti stabili che mantengono attività lavorativa e domicilio fiscale sul territorio italiano.
La presentazione della richiesta garantisce la salvaguardia economica anche a fronte di ritardi burocratici. Gli aventi diritto che trasmettono l’istanza prima del rilascio dell’attestazione Isee ricevono tutti gli arretrati spettanti, a patto che la documentazione economica venga regolarizzata entro la fine del mese di giugno.


