Paola Turani dice addio a Venezia: «Basta mostrare mio figlio, a 18 anni mangiavo due frutti al giorno»

Paola Turani sul red carpet
Paola Turani spiega i motivi del suo addio alla Mostra del Cinema di Venezia e la scelta di proteggere la famiglia.

Paola Turani chiude un capitolo importante della sua carriera pubblica. Con oltre due milioni di follower su Instagram e una presenza fissa agli eventi più esclusivi, l’influencer e modella bergamasca ha annunciato che la sua recente sfilata sul red carpet di Venezia segna il punto finale con la Mostra del Cinema.

«Lascio spazio alle ragazze più giovani e sono contenta così», ha spiegato in un’intervista al Corriere della Sera. Dietro questo passo indietro c’è una riflessione più ampia che coinvolge il suo percorso professionale, i canoni estetici del passato e la gestione della privacy familiare.

Lo stop alle foto del figlio Enea sui social

La decisione più netta riguarda la totale protezione del figlio Enea, nato dopo un’attesa durata otto anni. Nei primi mesi di vita, il bambino appariva regolarmente negli scatti quotidiani condivisi online tra parchi, viaggi e mura domestiche.

La percezione del pericolo è cambiata all’improvviso durante una giornata all’aperto. Una sconosciuta ha incrociato la famiglia e ha salutato direttamente il piccolo per nome, ignorando inizialmente la madre.

«Mi sono detta: “Ok, non va bene”. Non sono disposta a fargli fare questa vita», ha chiarito l’influencer. Da circa un anno il volto del bambino è completamente sparito dai suoi profili social.

La battaglia contro l’infertilità e l’arrivo della gravidanza

Il percorso per diventare genitori con il marito Riccardo Serpellini era iniziato nel 2013. Dopo una diagnosi che certificava gravi difficoltà nel concepire naturalmente, la coppia aveva vissuto anni complessi prima di optare per la procreazione medicalmente assistita.

Paola Turani dice addio a Venezia: «Basta mostrare mio figlio, a 18 anni mangiavo due frutti al giorno»

La gravidanza è arrivata in modo del tutto inaspettato, per via naturale, proprio nel mese fissato per avviare il percorso clinico di PMA.

Il peso delle domande indiscrete

Turani ha ricordato quanto siano state dolorose le continue pressioni esterne durante quegli otto anni di tentativi a vuoto.

«Frasi come: “Ma quando lo fate un bambino?” creano un dolore profondo, un senso di inadeguatezza», ha raccontato la modella. Ogni minimo gonfiore addominale diventava subito pretesto per speculazioni pubbliche sul web.

Gli esordi nella moda: digiuni e magrezza estrema

Prima dell’esplosione dei social network, il lavoro di modella a inizio anni Duemila imponeva regole durissime sulla forma fisica. A 18 anni, costantemente in viaggio per lavoro, i parametri richiesti dai casting spingevano verso un’estrema magrezza.

I pasti venivano spesso ridotti drasticamente: una colazione leggera e due frutti per tutto il resto della giornata. L’attività fisica intensa era persino sconsigliata dalle agenzie per evitare qualsiasi accenno di massa muscolare.

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