Nel film post-apocalittico The Dog Stars – Le stelle dopo la fine, il personaggio di Jasper divide la scena con Jacob Elordi. Dietro quel ruolo c’è Rak, una femmina di pastore belga di nove anni che nella vita quotidiana vive con il proprietario Michael Camilli, altri cani e due bambini piccoli.
Per prepararsi al set cinematografico diretto da Ridley Scott, l’animale ha affrontato un percorso durato quattro mesi, trasferendosi temporaneamente a casa della dog trainer Carolina Basile, fondatrice di Dog Studios.
Carolina Basile insieme a Rak prima delle riprese.
L’incontro a Cinecittà e la scelta di Ridley Scott
La selezione per il ruolo non è passata attraverso provini a distanza. Dopo aver visionato una lista di cani esperti capaci di sostenere una sceneggiatura complessa, il regista britannico ha preteso un incontro dal vivo.
Carolina Basile ha accompagnato Rak agli studi di Cinecittà a Roma. A Ridley Scott è bastato osservarla direttamente sul posto per assegnarle la parte senza valutare alternative.
Jacob Elordi in una scena del film insieme al cane.
Nonostante la visibilità cinematografica del pastore belga, Basile mette in guardia rispetto alle caratteristiche della razza. Si tratta di animali ad altissima energia, adatti esclusivamente a persone esperte e disposte a un impegno quotidiano costante.
Carolina Basile sul set del film The Dog Stars con Rak.
L’animale aveva già maturato brevi esperienze sul piccolo schermo e nello spot di lancio del quotidiano Domani, ma il lungometraggio di Scott ha richiesto un livello operativo inedito.
Una sequenza tratta dalla produzione di The Dog Stars.
La sintonia con Jacob Elordi sul set
L’attore australiano è arrivato sul set a ridosso delle riprese, proprio la domenica di Pasqua, avviando subito le prove pratiche con la cagnolina. Per costruire la necessaria confidenza, Elordi ha trascorso le pause interagendo con lei e ripetendo i passaggi con i rinforzi di cibo.
Jacob Elordi e Rak insieme a Carolina Basile, Marta Fabiani e Chiara Dolzani.
Nel corso della lavorazione, Elordi ha fatto proprio il richiamo verbale utilizzato dall’addestratrice: «Brava amore». La frase funzionava da indicazione rassicurante a cui Rak rispondeva distendendo le orecchie e appoggiando il muso.
Jacob Elordi e Carolina Basile con Rak durante le pause di lavorazione.
A fine riprese, l’attore ha donato spontaneamente un giocattolo a Rak e una bottiglia a Carolina Basile, a conferma di una collaborazione andata oltre il semplice copione.
Rak alla prima del film a Londra.
Tre cani per un ruolo e le misure di sicurezza
Sullo schermo il personaggio canino appare unico, ma la produzione ha impiegato tre esemplari differenti per gestire l’intero spettro delle scene.
Il team di Dog Studios con Carolina Basile, Marta Fabiani e Chiara Dolzani.
Rak ha coperto la parte principale della narrazione. Una controfigura rimaneva costantemente a disposizione, mentre un terzo cane specializzato è stato utilizzato per le scene di morso e di attacco concitate.
Protocolli di tutela e gestione delle scene complesse
Le sequenze d’azione hanno richiesto l’intervento di stuntman protetti e addestrati nei movimenti per evitare traumi agli animali. Per la scena dell’aereo, la struttura del velivolo è stata posizionata a terra modificando sedili e pedane in base alle esigenze del cane.
Jacob Elordi sul set insieme a Rak.
Un ente esterno ha vigilato costantemente sui parametri ambientali, intervenendo sulla distanza di sicurezza degli effetti speciali come il fumo scenico.
La preparazione tecnica delle inquadrature con l’animale.
Scott lavorava contemporaneamente con dieci macchine da presa. In una scena di pesca, lo stesso regista ha lanciato personalmente una pietra in acqua per indirizzare il tuffo dell’animale verso il fondale.
L’addestramento ha sfruttato riflessi e abitudini domestiche: per farla restare ferma sul divano per ore, la trainer ha impiegato la stessa coperta usata a casa nei momenti di riposo.
L’esperienza si è chiusa con la passerella ufficiale alla première di Londra, dove Rak ha sfilato insieme al cast prima di rientrare nella propria routine familiare.











