Anak Krakatau erutta di nuovo: colonna di 15 km, 3.000 voli bloccati e pioggia artificiale nei cieli

Anak Krakatau erutta di nuovo: colonna di 15 km, 3.000 voli bloccati e pioggia artificiale nei cieli
Anak Krakatau erutta di nuovo: colonna di 15 km, 3.000 voli bloccati e pioggia artificiale nei cieli

L’Anak Krakatau riprende l’attività nello Stretto della Sonda

Il vulcano Anak Krakatau ha intensificato la propria attività eruttiva nello Stretto della Sonda, rilasciando dense nubi di cenere e colate laviche che hanno raggiunto quote elevate nell’atmosfera.

Secondo le rilevazioni del Servizio geologico indonesiano, la dinamica è tornata a un regime di tipo stromboliano, caratterizzato da esplosioni intermittenti ma meno violente rispetto alle fasi precedenti.

Tra l’8 e il 9 agosto sono state registrate otto deflagrazioni minori, ciascuna con una durata compresa tra 10 e 15 secondi, con materiali piroclastici depositati prevalentemente lungo i fianchi del cono e nell’area craterica.

Questo ciclo segue una sequenza eruttiva continua di circa 25 ore, iniziata la sera del 4 settembre e conclusasi all’alba del 6 settembre, durante la quale sono state emesse colate laviche incandescenti e imponenti volumi di particolato.

Blocco dello spazio aereo e disagi per 300.000 passeggeri

I venti hanno disperso i pennacchi vulcanici verso le province di Banten, Lampung e l’area metropolitana di Giacarta.

Nel momento di massima energia, la colonna eruttiva ha toccato i 15 chilometri di altitudine, imponendo la chiusura precauzionale di diversi scali aeroportuali per scongiurare danni alle turbine dei velivoli commerciali.

Nel giro di 48 ore sono stati cancellati o ritardati quasi 3.000 collegamenti aerei, coinvolgendo oltre 300.000 viaggiatori prima della progressiva ripresa dei normali corridoi di volo.

Le autorità sanitarie locali hanno raccomandato ai cittadini delle aree interessate dalla ricaduta di polveri di indossare mascherine protettive e occhiali, riducendo ogni spostamento non necessario.

La strategia della pioggia indotta con sale e acqua nebulizzata

Per accelerare la rimozione del particolato sospeso, l’Agenzia nazionale indonesiana per la gestione dei disastri ha attivato missioni speciali di modificazione meteorologica insieme al Ministero dei trasporti e ai servizi meteorologici.

Nelle giornate dell’8 e del 9 agosto, due velivoli Cessna Caravan hanno completato cinque sortite operative decollando dalle piste di Pondok Cabe e Halim Perdanakusuma.

Le operazioni hanno previsto l’impiego di polvere di cloruro di sodio dispersa direttamente nei banchi nuvolosi e una soluzione di cloruro di calcio utilizzata come catalizzatore di condensazione.

Gli altri tre voli hanno spruzzato acqua nebulizzata ad alta quota per favorire la coalescenza delle ceneri con le goccioline d’acqua, provocandone la precipitazione al suolo sotto forma di pioggia.

Questo metodo viene regolarmente impiegato nel Paese durante i periodi di incendi boschivi, per abbattere gli inquinanti atmosferici urbani o per riempire i bacini idrici in secca.

Livello di allerta III e rischio tsunami sotto costante monitoraggio

Il livello di guardia attorno all’Anak Krakatau resta fissato a Livello III (“Siaga”), con il divieto assoluto di avvicinamento entro un raggio di 3 chilometri dalla bocca vulcanica.

I sensori estensimetrici posizionati lungo la caldera non hanno evidenziato deformazioni strutturali suscettibili di innescare cedimenti di roccia verso il mare.

Parallelamente, le boe idrometriche collegate ai sistemi d’allarme costieri non registrano anomalie riconducibili alla formazione di onde anomale nello Stretto della Sonda.

La sorveglianza rimane severa alla luce del collasso parziale del cono verificatosi alla fine del 2018, quando una frana sottomarina scatenò un maremoto costato la vita a oltre 400 persone.

L’Anak Krakatau, emerso nel corso del XX secolo sui resti della devastante eruzione del Krakatoa del 1883, aveva terminato una fase di quiete riprendendo la sequenza esplosiva il 2 luglio 2026.

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