Nuova impennata alla pompa: Brent oltre quota 100 dollari
Con le quotazioni del petrolio Brent tornate stabilmente sopra la soglia dei 100 dollari al barile, i listini dei carburanti registrano una nuova ondata di rincari. La benzina ha toccato il valore medio più alto dal 22 marzo 2022, mentre il gasolio si avvicina pericolosamente ai massimi storici.
Senza la misura sul taglio delle accise in scadenza alla mezzanotte, il costo della verde raggiungerebbe teoricamente i 2,354 euro al litro. Una cifra che supererebbe di dodici centesimi e mezzo il picco assoluto segnato il 17 marzo 2022, quando il prezzo si era attestato a 2,229 euro al litro.
I dati della rete: i prezzi medi tra città e autostrade
Lungo la rete stradale ordinaria, le rilevazioni della mattinata indicano una media in modalità self service pari a 2,077 euro al litro per la benzina, in salita di 10 millesimi rispetto alla giornata precedente. Il gasolio si posiziona invece a 2,184 euro al litro, con un incremento di 8 millesimi.
Per le altre tipologie di alimentazione, il Gpl resta stabile a 0,747 euro al litro, mentre il metano per autotrazione sale a 1,784 euro al chilogrammo, registrando un balzo di 15 millesimi.
Sui tratti autostradali la situazione evidenzia rincari ancora più marcati. La benzina in self service raggiunge una media di 2,163 euro al litro (+11 millesimi), mentre il diesel tocca quota 2,258 euro al litro (+10 millesimi); il Gpl scende lievemente a 0,883 euro al litro (-1 millesimo) e il metano si attesta a 1,753 euro al chilo (+1 millesimo).
Le mosse delle compagnie petrolifere
I monitoraggi effettuati da Staffetta Quotidiana segnalano ritocchi immediati sui prezzi raccomandati. Eni ha applicato un rialzo di un centesimo al litro sia sulla benzina sia sul gasolio, mentre IP ha aumentato di un centesimo il listino della verde.
La denuncia dell’Unione Nazionale Consumatori
I calcoli dell’Unione Nazionale Consumatori quantificano l’impatto economico diretto sulle tasche degli automobilisti. In autostrada, un rifornimento da 50 litri di benzina costa oggi 55 centesimi in più rispetto a ieri, dopo il rincaro di 45 centesimi registrato nelle 24 ore antecedenti, segnando un balzo di 1 euro in soli due giorni.
Per il gasolio autostradale l’aumento cumulato in 48 ore raggiunge i 90 centesimi a pieno, frutto di un incremento di 40 centesimi ieri e di ulteriori 50 centesimi oggi. Sulla rete stradale ordinaria, pur mancando i dati definitivi del Mimit comprensivi di Trento e Bolzano, la stima indica una crescita di 99 centesimi per la benzina e 78 centesimi per il gasolio per ogni pieno.
Massimiliano Dona, presidente dell’UNC, sottolinea la necessità di potenziare gli interventi fiscali: la proroga dello sconto sul gasolio fino a fine mese viene giudicata positiva ma insufficiente. L’associazione sollecita l’innalzamento del taglio a 30 centesimi per il diesel e 15 centesimi per la benzina, evidenziando che il persistere delle tensioni in Medio Oriente rischia di spingere il gasolio autostradale a quota 2,3 euro al litro in pochi giorni.

