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Canone Rai in bolletta, da quando scattano le rate: il calendario dei pagamenti da 90 euro e la scadenza per bloccarlo in tempo

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Canone Rai in bolletta, da quando scattano le rate: il calendario dei pagamenti da 90 euro e la scadenza per bloccarlo in tempo
Canone Rai in bolletta, da quando scattano le rate: il calendario dei pagamenti da 90 euro e la scadenza per bloccarlo in tempo

L’addebito del canone rai in bolletta scatta in automatico a partire dalla prima fattura dell’anno, quella di gennaio, e prosegue con regolarità fino al mese di ottobre. L’importo fissato a 90 euro viene ripartito in dieci rate mensili da 9 euro ciascuna, azzerandosi completamente nelle bollette dei mesi di novembre e dicembre.

Il meccanismo poggia su una presunzione legale precisa introdotta dalla legge 208 del 2015: chiunque sia intestatario di un’utenza elettrica domestica residenziale si presume detenga un apparecchio televisivo.

Questo automatismo solleva spesso dubbi pratici: quando compare la prima cifra sul conto energetico, chi è davvero obbligato a versarla e chi può fermare l’addebito prima che sia troppo tardi?

Da quando compare la voce in fattura e come funziona il conteggio

L’addebito del canone compare a scaglioni all’interno delle fatture emesse dai fornitori di energia elettrica sul mercato italiano.

Per chi riceve la bolletta a cadenza mensile, l’importo corrisponde a una rata di 9 euro al mese da gennaio a ottobre. Per chi invece riceve una fatturazione bimestrale, la cifra addebitata è pari a 18 euro a bimestre, coprendo le rate corrispondenti al ciclo di fornitura.

Nelle bollette relative ai mesi di novembre e dicembre la voce scompare completamente, poiché il totale di 90 euro risulta già interamente saldato entro l’autunno.

Un errore frequente è attendere l’inizio del nuovo anno per contestare la fattura: per bloccare le trattenute di gennaio bisogna muoversi con largo anticipo presentando la dichiarazione all’Agenzia delle Entrate.

Chi è tenuto al versamento e chi ha diritto all’esenzione

Il tributo è dovuto una sola volta per ciascuna famiglia anagrafica, a prescindere dal numero di televisori presenti nell’abitazione di residenza.

L’addebito scatta in modo automatico su qualsiasi fornitura di energia elettrica registrata come domestica residente. Chi non possiede alcun contratto elettrico domestico deve invece regolarizzare il pagamento tramite il modello F24.

La normativa prevede esclusioni precise per chi rientra in determinate condizioni anagrafiche, reddituali o tecniche:

  • Non possesso di apparecchi TV: chi non detiene alcun televisore o dispositivo atto a ricevere il segnale radiotelevisivo nella casa di residenza.
  • Cittadini over 75 a basso reddito: contribuenti di età pari o superiore a 75 anni con un reddito complessivo, unito a quello del coniuge, non superiore a 8.000 euro annui.
  • Soggetti tutelati da convenzioni internazionali: personale diplomatico, militare o consolare protetto da accordi specifici.

Mentre per i cittadini over 75 con reddito sotto la soglia non serve rinnovare la dichiarazione ogni anno (purché permangano i requisiti), chi dichiara di non possedere alcun apparecchio TV deve obbligatoriamente rinnovare la richiesta annualmente.

Mito da sfatare: la doppia spesa tra residenza e seconda casa

Un falso mito diffuso sostiene che il canone debba essere pagato sia per l’abitazione principale sia per le seconde case di villeggiatura.

La realtà operativa smentisce questa convinzione: l’addebito scatta esclusivamente sulle bollette intestate come “utenza domestica residente”. Le forniture per immobili a disposizione (seconde case) sono classificate come “non residenti” e non contengono alcuna voce relativa alla tassa televisiva.

Il calendario dei pagamenti e le modalità di addebito

Per comprendere l’impatto economico della quota sul budget familiare, il prospetto riassume le caratteristiche del prelievo:

Elemento Dettaglio applicativo
Costo annuale complessivo 90 euro totali (salvo diverse disposizioni normative)
Periodo di addebito in bolletta Da gennaio a ottobre (10 rate mensili da 9 euro)
Periodo senza addebito Novembre e dicembre (nessuna rata)
Utenze interessate Contratti elettrici domestici residenziali
Alternativa pensionati (sotto 18.000 €) 11 rate da circa 8,18 euro trattenute dal cedolino INPS

Come richiedere l’esenzione e non pagare nel ciclo annuale

Per evitare che l’importo venga addebitato sul conto della luce, il contribuente deve comunicare tempestivamente la propria condizione all’Agenzia delle Entrate tramite l’apposita dichiarazione sostitutiva.

  1. Accesso ai servizi telematici: entrare nell’area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate tramite credenziali SPID.
  2. Compilazione del modulo: compilare online la dichiarazione di non detenzione dell’apparecchio televisivo o il modello per i requisiti anagrafici e reddituali.
  3. Spedizione alternativa: in caso di mancato utilizzo del canale web, trasmettere il modello cartaceo debitamente compilato tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o posta elettronica certificata (PEC).
  4. Rispetto della finestra temporale: per ottenere l’esonero per l’intero anno, la comunicazione telematica deve pervenire tra il 1° luglio dell’anno precedente e il 31 gennaio dell’anno di riferimento. Chi la invia tra il 1° febbraio e il 30 giugno ottiene l’esonero limitatamente al secondo semestre (da luglio a dicembre).

L’opzione per i pensionati: la rateizzazione sulla pensione

Per i pensionati con un trattamento previdenziale non elevato esiste una via alternativa all’addebito sulla fornitura elettrica.

I titolari di prestazioni pensionistiche erogate dall’INPS con un reddito da pensione riferito all’anno precedente inferiore a 18.000 euro possono domandare la rateizzazione in 11 rate mensili senza interessi, con trattenuta diretta sull’assegno mensile a partire da gennaio.

La richiesta per attivare questa modalità alternativa va presentata all’INPS entro il 15 novembre dell’anno antecedente via web, contact center o patronato, evitando così il carico della quota nelle fatture di luce.

💬 Controllare le voci della propria bolletta energetica è il primo passo per verificare la correttezza degli addebiti ed evitare importi non dovuti.

📱 Se i requisiti per l’esenzione sono maturati, rispettare le finestre di trasmissione all’Agenzia delle Entrate evita lunghe pratiche di rimborso.

👇 Hai già verificato se la voce del canone è presente nella tua bolletta o hai fatto domanda di esonero? Raccontaci la tua esperienza nei commenti.

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