Carenza di sangue in 3 Regioni: scorte ai minimi per il gruppo 0 positivo, presente nel 40% della popolazione
Il sistema trasfusionale italiano affronta una fase di forte sofferenza per la mancanza di scorte essenziali negli ospedali. L’allarme arriva direttamente dal Centro Nazionale Sangue, che segnala una situazione di emergenza circoscritta soprattutto a Lazio, Campania e Sicilia.

Sacche di sangue destinate ai reparti ospedalieri e agli interventi chirurgici
La carenza riguarda da vicino il gruppo 0 positivo. Si tratta del tipo ematico più comune sul territorio nazionale, appartenente a circa il 40% della popolazione, fattore che lo rende contemporaneamente il più richiesto nelle strutture sanitarie e quello con il bacino potenziale più ampio.
La tenuta dei reparti e l’allarme degli specialisti
I centri regionali non riescono a compensare i deficit locali attraverso le eccedenze provenienti da altre aree del Paese. Una condizione che impatta direttamente sulle attività ospedaliere ordinarie e sui reparti di pronto soccorso.
Donare resta una necessità quotidiana non sostituibile. A ricordarlo è Luca Mele, direttore dell’Uoc di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell’ospedale Grassi di Ostia: “Donare è un gesto dal quale ogni giorno tantissime persone dipendono: pazienti in emergenza, persone sottoposte a interventi chirurgici, bambini e adulti”.
Per far fronte al calo, la Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue (Fidas) ha sollecitato le proprie sezioni territoriali a moltiplicare gli appuntamenti di raccolta. L’invito si rivolge sia a chi è già iscritto nei registri dei donatori periodici, sia a chi intende effettuare per la prima volta un prelievo di sangue o plasma.
La mobilitazione e il ricambio generazionale
Per sostenere le donazioni scendono in campo anche iniziative pubbliche di raccolta sul territorio. A Roma l’appuntamento è fissato per giovedì 10 settembre a partire dalle 8.30 in piazza Mastai, a Trastevere, con una campagna promossa da Adnkronos in collaborazione con Avis Roma.
All’iniziativa ha dato visibilità il conduttore televisivo Marco Liorni attraverso un messaggio video, richiamando la cittadinanza a partecipare attivamente alla mattinata di donazione nella capitale.
Il nodo dei donatori under 25
Resta aperto il problema della partecipazione giovanile. La questione è stata evidenziata dall’ex ministra della Salute e vicepresidente dei senatori del Pd, Beatrice Lorenzin.
“Tra i giovani manca una vera cultura del dono”, ha dichiarato Lorenzin, ponendo l’accento sulla flessione evidente dei donatori nella fascia d’età compresa tra i 18 e i 25 anni, con dati particolarmente negativi registrati nel Mezzogiorno, dove la risposta si concentra quasi esclusivamente in concomitanza con le grandi campagne mediatiche.
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