Carlo Alberto Dalla Chiesa: l’agguato del 3 settembre 1982 e l’eredità dell’art. 416-bis

Il Generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa
Il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, nominato prefetto di Palermo nel 1982.

Il 3 settembre 1982 un commando di Cosa Nostra uccise a Palermo il prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo. La strage di via Carini cancellò l’uomo simbolo della lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata.

L’attentato spinse il Parlamento ad approvare a tempo di record la legge Rognoni-La Torre. Il provvedimento introdusse nel codice penale l’articolo 416-bis per il reato di associazione mafiosa e impose la confisca dei patrimoni illeciti, gettando le basi giuridiche per il maxiprocesso di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Dalla Resistenza alle prime indagini a Corleone

Nato a Saluzzo nel 1920 in una famiglia legata all’Arma, Dalla Chiesa entra nei Carabinieri a 22 anni dopo aver prestato servizio nei Balcani. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 rifiuta ogni cooperazione con l’occupante nazista e guida formazioni partigiane nelle Marche.

Nel 1949 viene inviato in Sicilia all’interno del Comando forze repressione banditismo. A Corleone indaga sull’omicidio del sindacalista Placido Rizzotto, individuando nell’emergente Luciano Liggio il nuovo centro di potere mafioso rispetto al capomafia Michele Navarra.

Negli anni Sessanta torna a Palermo come colonnello, sviluppando una mappa organica dei mandamenti e censendo i vincoli di parentela tra i clan. I suoi rapporti dettagliati denunciano la speculazione edilizia del “sacco di Palermo” e i legami con la politica locale, anticipando di vent’anni le moderne tecniche investigative antimafia.

La guerra al terrorismo e il metodo del Nucleo speciale

Promosso generale a Torino nel 1973, Dalla Chiesa affronta l’escalation della lotta armata. Ottiene il via libera per fondare il Nucleo speciale antiterrorismo, selezionando investigatori dedicati a indagini coperte, intercettazioni e pedinamenti continui.

Lo smantellamento delle Brigate Rosse

La strategia produce risultati immediati nel 1974 con l’arresto dei vertici brigatisti Renato Curcio e Alberto Franceschini, operazione resa possibile dall’infiltrazione di Silvano Girotto. Dopo il sequestro e l’uccisione di Aldo Moro nel 1978, il governo gli affida il coordinamento nazionale della sicurezza.

Carlo Alberto Dalla Chiesa: l'agguato del 3 settembre 1982 e l'eredità dell'art. 416-bis

Dalla Chiesa guida la perquisizione del covo di via Monte Nevoso a Milano e gestisce la collaborazione del primo pentito delle BR, Patrizio Peci. Le confessioni raccolte nel 1980 portano all’arresto a catena di centinaia di militanti, disarticolando l’organizzazione armata in tre anni.

L’isolamento a Palermo e l’eccidio di via Carini

Nel 1982 il governo nomina Dalla Chiesa prefetto di Palermo durante la seconda guerra di mafia scatenata dai corleonesi di Totò Riina e Bernardo Provenzano. L’incarico si rivela privo dei poteri di coordinamento e degli strumenti operativi promessi.

Il Generale denuncia apertamente il proprio isolamento istituzionale in una lettera formale al presidente del Consiglio Giovanni Spadolini, evidenziando il divario tra la forza militare di Cosa Nostra e i mezzi a sua disposizione.

dalla chiesa ed emanuela setti
Il prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro.

La sera del 3 settembre 1982 Dalla Chiesa sale a bordo della sua Autobianchi A112 guidata dalla moglie Emanuela Setti Carraro, sposata appena 54 giorni prima. Dietro di loro viaggia l’agente Domenico Russo su un’Alfetta.

In via Carini una BMW affianca l’utilitaria del prefetto mentre una motocicletta con a bordo il killer Pino Greco blocca l’auto di scorta. Le raffiche di fucile d’assalto AK-47 uccidono all’istante Dalla Chiesa e la moglie; Domenico Russo muore dopo 15 giorni in ospedale.

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