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Carta d’identità elettronica senza microchip, scattano denunce e controlli: cosa si rischia davvero

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Carta d'identità elettronica senza microchip, scattano denunce e controlli: cosa si rischia davvero
Carta d'identità elettronica senza microchip, scattano denunce e controlli: cosa si rischia davvero

La carta d’identità elettronica priva di microchip fa scattare sequestri penali immediati e denunce per falsità materiale durante i controlli su strada. L’asportazione del supporto informatico rende infatti il documento del tutto inutilizzabile, equiparandolo agli occhi delle forze dell’ordine a un atto manomesso o potenzialmente destinato a circuiti illeciti. Il tema è rimbalzato con forza sulle bacheche social dopo gli ultimi interventi dei carabinieri, lasciando molti utenti con un interrogativo preciso: che cosa succede se il supporto si danneggia o risulta alterato?

I verbali redatti negli ultimi giorni mostrano un quadro rigoroso. Chi viene sorpreso con una tessera privata del circuito integrato rischia l’apertura di un fascicolo in procura, mentre gli investigatori cercano di capire dove finiscano i chip rimossi.

Il caso del quarantasettenne fermato a Roccasecca con il documento tagliato

La vicenda più dettagliata si è consumata nel Frusinate. Durante un servizio di pattugliamento ordinario del territorio, i militari della Stazione Carabinieri di Roccasecca hanno fermato un uomo di 47 anni, originario e residente a Cassino. L’uomo viaggiava a bordo di un veicolo insieme al fratello, il quale risultava sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune con braccialetto elettronico.

Al momento della verifica dei documenti personali, il conducente ha esibito una tessera solo all’apparenza regolare. Fotografia e dati corrispondevano alle sue generalità, ma a una verifica ravvicinata i militari hanno notato l’assenza sia del codice ologramma sia del microchip. L’intero alloggiamento del circuito risultava asportato tramite un taglio netto eseguito lungo il perimetro plastico della carta.

Come riporta FrosinoneToday, la tessera è stata sottoposta a sequestro penale ai sensi dell’articolo 354 del codice di procedura penale. L’uomo è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Cassino con l’accusa di falsità materiale e uso di atto falso. Gli inquirenti hanno evidenziato come l’asportazione dei circuiti possa essere finalizzata all’innesto su documenti clonati, impiegati per truffe, sostituzioni di persona o per aggirare i controlli doganali ed elettronici.

I controlli nel Napoletano tra veicoli rubati e tessere alterate

Una dinamica simile è emersa a breve distanza nell’hinterland partenopeo. Durante un servizio di pattugliamento straordinario condotto tra i territori di Crispano e Cardito, i militari dell’Arma hanno fermato un ragazzo di 18 anni alla guida di un Suv Audi Q2. La vettura è risultata rubata, sebbene non vi siano elementi per attribuire al giovane il furto materiale del mezzo.

La perquisizione personale ha portato alla scoperta di quattro dosi di marijuana e di una carta d’identità elettronica priva del microchip. Il diciottenne, per il quale vige la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva, è stato denunciato in stato di libertà per ricettazione, detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio e possesso o fabbricazione di documenti falsi. L’operazione complessiva ha portato all’identificazione di 121 persone e al controllo di 76 veicoli, con due mezzi sequestrati.

Come scrive Teleclubitalia, l’episodio riaccende l’attenzione sui casi di documenti privi di componente hardware nell’area napoletana, dopo analoghe segnalazioni registrate in precedenza tra Acerra, Marano e Capri. Resta da accertare il motivo per cui il microprocessore sia stato rimosso e se il titolo sia stato esibito per altre verifiche prima del fermo.

Cosa fare in caso di microchip mancante o danneggiamento della tessera

La presenza del microchip non è un semplice accessorio estetico. Il componente contiene i dati anagrafici, la foto digitalizzata, le impronte digitali memorizzate in fase di rilascio e i certificati necessari per accedere ai portali della pubblica amministrazione. Quando il chip viene estratto, la tessera perde qualsiasi valore legale di autenticazione e viene considerata a tutti gli effetti un documento manomesso.

Chiunque riscontri un’anomalia o un distacco accidentale del componente deve seguire passaggi ben definiti per non incorrere in sanzioni o contestazioni penali:

  • Non circolare mai con un documento che presenta fessure, tagli o l’assenza visibile del chip dorato.
  • In caso di deterioramento materiale dovuto a usura, è necessario recarsi all’ufficio anagrafe del proprio Comune di residenza per chiedere un duplicato, consegnando la vecchia tessera deteriorata.
  • Se il documento appare manomesso o si sospetta un tentativo di furto del microprocessore, occorre sporgere immediatamente denuncia presso i carabinieri o la polizia prima di richiedere il nuovo rilascio.
  • In caso di furto o smarrimento della sola tessera, la denuncia alle autorità resta il primo passo obbligatorio per bloccare i certificati digitali collegati al codice fiscale.

L’autorità giudiziaria di Cassino e i reparti territoriali dell’Arma proseguono gli accertamenti tecnici sui reperti sequestrati per comprendere l’estensione del fenomeno e il mercato parallelo legato ai supporti digitali asportati.

Avete mai verificato l’integrità del microchip della vostra carta d’identità elettronica per evitare spiacevoli sorprese durante i controlli?

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