Ceuta, 17enne trovato morto nel centro d’accoglienza La Esperanza: era arrivato a luglio

Ceuta, 17enne trovato morto nel centro d'accoglienza La Esperanza: era arrivato a luglio
Ceuta, 17enne trovato morto nel centro d'accoglienza La Esperanza: era arrivato a luglio

Ceuta
Veduta dell’exclave spagnola di Ceuta.

Un ragazzo marocchino di 17 anni è stato trovato senza vita nella mattinata all’interno del centro di accoglienza per minori La Esperanza, gestito dall’amministrazione locale di Ceuta. A scoprire il corpo sono stati alcuni compagni che alloggiavano nello stesso stabile.

La notizia è stata confermata da fonti della polizia e delle autorità sanitarie all’emittente pubblica Tve. Il minorenne era giunto nella città autonoma spagnola durante la massiccia ondata di ingressi registrata alla fine di luglio.

L’ipotesi medica: una crisi ipoglicemica

Il giovane era affetto da diabete mellito di tipo 1 e risultava insulino-dipendente. Per questo motivo seguiva un piano terapeutico specifico ed era sottoposto a controlli medici regolari fin dal momento del suo arrivo.

Secondo le ricostruzioni riportate dal quotidiano El País attraverso fonti sanitarie, il decesso sarebbe legato a una grave crisi di ipoglicemia. L’ultimo monitoraggio clinico sul paziente era stato effettuato il 1° settembre.

Forte sovraffollamento e disordini

La morte del 17enne avviene all’interno di una situazione logistica al limite della capienza per l’exclave iberica. Molti migranti rimangono accampati per strada per intere settimane nell’attesa di ottenere un posto nelle strutture governative.

Due giorni fa le forze dell’ordine hanno esploso colpi a scopo intimidatorio nella zona di Loma Colmenar per disperdere una violenta rissa, scoppiata per il mancato rispetto delle file d’ingresso all’esterno di una struttura provvisoria appena allestita.

I numeri delle violenze registrate

La tensione nell’area ha prodotto anche risvolti giudiziari pesanti nelle ultime settimane. I dati raccolti dalla Procura locale segnalano un quadro di forte allarme per la sicurezza dei soggetti più vulnerabili.

Dal picco migratorio di fine luglio sono state registrate 21 denunce per reati contro la libertà sessuale nell’enclave, inclusi cinque casi di stupro ai danni di donne e minori.

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