Ceuta, cucciolo di delfino ucciso a bastonate ed esibito sulla spiaggia del Trampolín
Un cucciolo di delfino è stato trascinato fuori dal mare e ucciso sulla spiaggia del Trampolín, a Ceuta. L’animale, apparso disorientato a pochi metri dalla riva, è stato colpito ripetutamente alla testa con un bastone.
I responsabili hanno sollevato ed esibito la carcassa dell’esemplare come un trofeo. Le registrazioni video, verificate dal quotidiano El Faro de Ceuta, documentano un gruppo di persone mentre avanza verso la scogliera trasportando il cetaceo, per poi sparire dietro grandi blocchi di cemento.
Chi ha filmato la scena ha confermato che il gruppo ha provato in un secondo momento a rigettare il delfino in acqua quando era ormai privo di vita. I resti dell’animale non sono stati recuperati.
La violazione delle norme sulle specie marine protette
I delfini sono sottoposti a rigida tutela dalle leggi spagnole ed europee. Qualsiasi contatto, cattura o danno arrecato a questi esemplari costituisce un reato penale.
La procedura standard impone di allertare tempestivamente il numero di emergenza 112. Anche in caso di spiaggiamento o di decesso naturale, la carcassa deve essere prelevata unicamente da personale scientifico e veterinario autorizzato.

Uccello legato con fascette nella riserva del Pantano
A distanza di ventiquattr’ore, giovedì 3 settembre, un secondo caso di maltrattamento ha allarmato la cittadinanza nella zona del Pantano, area naturale protetta di Ceuta.
Un uomo è stato ripreso mentre trasportava un volatile selvatico con le zampe bloccate da fascette da elettricista. Nonostante l’intervento di un passante che ha tentato di bloccarlo in attesa delle forze dell’ordine, l’individuo è fuggito facendo perdere le proprie tracce.
La mobilitazione popolare e la richiesta di intervento al Seprona
Sulla piattaforma Change.org è stata attivata una raccolta firme per chiedere l’identificazione e l’incriminazione dei responsabili dell’uccisione del cetaceo.
L’istanza chiama in causa la delegazione del governo di Ceuta, l’assessorato all’ambiente e il Seprona, il nucleo operativo della Guardia Civil specializzato nei reati contro la fauna. Il testo definisce l’episodio un atto di violenza ingiustificabile compiuto su una specie a massimo livello di protezione.
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