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Corteo Torino, parapiglia tra manifestanti e cariche: via Po nel caos

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Disordini e tensioni durante il corteo a Torino lungo le vie del centro
Momenti di forte tensione e disordini durante il corteo nel centro di Torino.

Il corteo a Torino contro il carovita è degenerato in una serie di disordini segnati da un duro **parapiglia tra manifestanti**, lanci di sassi contro le forze dell’ordine e l’assalto alla libreria Feltrinelli nella stazione di Porta Nuova. Quella che doveva essere una protesta cittadina con una convocazione apolitica si è trasformata in una spaccatura interna aperta tra i promotori originari e circa un centinaio di giovani incappucciati legati a collettivi studenteschi e movimenti d’area, culminando nell’uso di idranti e gas lacrimogeni da parte della polizia.

I primi attriti sono emersi fin dalla partenza in piazza Castello, estendendosi rapidamente lungo via Po quando gli organizzatori hanno cercato di arginare i gruppi a volto coperto per evitare derive violente.

Come è nato il parapiglia tra manifestanti nel corteo a Torino?

Come è nato il parapiglia tra manifestanti nel corteo a Torino?

La frattura all’interno del corteo non è stata improvvisa, ma è scoppiata nel momento esatto in cui i promotori hanno preteso il rispetto delle regole concordate per la mobilitazione. L’iniziativa, nata con l’intento di portare in piazza famiglie e lavoratori contro il rincaro dei carburanti, le bollette pesanti e gli stipendi insufficienti, ha subito un cambio di rotta quando un centinaio di attivisti dei collettivi ha imposto slogan e striscioni politici.

La miccia del dissenso interno si è accesa su due punti precisi del percorso:

  • Il rifiuto dei volti coperti: gli organizzatori hanno intimato direttamente a diversi giovanissimi di togliere cappucci, sciarpe e passamontagna per sfilare a viso scoperto.
  • Il blocco sotto i portici di via Po: un gruppetto di dimostranti ha cercato di superare di corsa la testa della sfilata transitando sotto i portici, ma è stato fisicamente fermato e respinto dagli altri manifestanti.

Poco dopo, all’imbocco di piazza Vittorio Veneto, la situazione è precipitata ulteriormente quando una bottiglia è stata scagliata contro i reparti di polizia schierati, segnando la rottura definitiva dell’ordine interno al corteo.

Le nostre intenzioni non erano queste. Volevamo un corteo pacifico e abbiamo fatto di tutto perché rimanesse tale.

La testimonianza diretta arriva da **Marco Liccione**, tra i promotori della sfilata e militante di Futuro Nazionale, aggredito da una quindicina di giovani a volto coperto prima di essere sottratto alla violenza grazie all’intervento dei funzionari della **Digos**, per poi sporgere formale denuncia presso la stazione dei Carabinieri di Po Vanchiglia.

La mappa dei disordini: da piazza San Carlo a Porta Nuova

La mappa dei disordini: da piazza San Carlo a Porta Nuova

Dopo i primi attriti interni, la testa della protesta è stata di fatto scavalcata dai gruppi più radicali. Rientrati verso il centro cittadino, anziché concludere il tragitto in piazza Castello come previsto, i collettivi hanno forzato il tragitto verso via Roma.

In piazza San Carlo si è verificato un nuovo momento di tensione: i manifestanti hanno aggirato il cordone predisposto dalle forze di sicurezza, provocando ulteriori spintoni e aprendosi la strada verso la stazione ferroviaria di Porta Nuova. Davanti allo scalo ferroviario è partita una fitta sassaiola e un lancio di bottiglie verso gli agenti, a cui le forze dell’ordine hanno replicato con il lancio di lacrimogeni per disperdere i gruppi.

L’incursione nella libreria e la chiusura della stazione

Nel corso del caos a Porta Nuova, una frangia si è staccata per fare irruzione nei locali della libreria **Feltrinelli**. All’interno del negozio sono stati scaraventati a terra volumi, espositori e strutture prima che l’area venisse evacuata, spingendo le autorità a disporre la chiusura temporanea degli accessi alla stazione ferroviaria per motivi di sicurezza.

Luogo del disordine Dinamica registrata
Via Po / Piazza Vittorio Parapiglia tra organizzatori e incappucciati, lancio di una bottiglia verso la polizia
Piazza San Carlo Forzamento del cordone di sicurezza e spintoni tra dimostranti e agenti
Stazione Porta Nuova Sassaiola, cariche di alleggerimento con lacrimogeni e danni alla libreria Feltrinelli
Piazza Castello Lancio di petardi e bottiglie al monumento del Duca d’Aosta, attivazione di idranti

La contrapposizione è proseguita fino a tarda ora davanti al monumento al Duca d’Aosta in piazza Castello, dove nuovi lanci di petardi e bottiglie hanno costretto la polizia a ricorrere all’uso degli idranti per disperdere gli ultimi focolai di tensione.

La convinzione comune che le tensioni di piazza scaturiscano unicamente dal contatto tra cortei e cordoni delle forze dell’ordine viene smentita dai fatti: la giornata torinese evidenzia come le prime criticità siano nate all’interno dello stesso fronte dei dimostranti, diviso tra chi intendeva portare avanti una rivendicazione sociale e chi ha cercato lo scontro aperto.

💬 **Cosa pensi delle tensioni che hanno diviso il corteo a Torino?**

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