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Decreto bollette al Cdm, slitta ancora il via libera: ecco quando arriva e il motivo dello stop

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Decreto bollette al Cdm, slitta ancora il via libera: ecco quando arriva e il motivo dello stop
Decreto bollette al Cdm, slitta ancora il via libera: ecco quando arriva e il motivo dello stop

Il decreto bollette non ha ricevuto il via libera durante l’ultima riunione dell’esecutivo e tornerà sul tavolo del Consiglio dei ministri lunedì 9 novembre. Il testo, pensato per alleggerire le spese di luce e gas di famiglie e attività produttive, è rimasto fermo per questioni tecniche legate alla contabilità statale. La decisione ha prolungato l’attesa su un provvedimento atteso da settimane.

Il provvedimento figurava al primo punto dell’ordine del giorno dei lavori di governo, ma la discussione si è chiusa senza l’approvazione formale. Restano da calibrare i dettagli finanziari per evitare contraccolpi sui conti pubblici o sulle imprese fornitrici.

Quando esce il decreto bollette in Cdm?

Il Consiglio dei ministri esaminerà nuovamente il decreto bollette lunedì 9 novembre per approvare in via definitiva il testo. La convocazione permetterà ai ministri di riprendere in mano il dossier dopo l’illustrazione iniziale dei contenuti.

Come riporta alanews, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha presentato lo schema della norma durante la riunione dell’esecutivo, definendolo già strutturato nella sua versione completa. Dal ministero fanno sapere che il documento di base è pronto e necessita solo del passaggio finale per l’entrata in vigore.

I tempi stringono per rendere operative le disposizioni prima dei rincari stagionali dei consumi. I tecnici dei ministeri economici lavorano a ritmo serrato nel fine settimana per non mancare l’appuntamento fissato per l’inizio della settimana.

Perché il decreto bollette è stato rinviato per la seconda volta?

Il rinvio del testo è legato ai dubbi contabili sollevati dagli uffici della Ragioneria generale dello Stato in merito alla copertura economica delle misure. L’esecutivo intende verificare la sostenibilità di ogni singolo capitolo di spesa prima di dare il via libera.

Si tratta della seconda battuta d’arresto per il pacchetto normativo, dopo il mancato esame avvenuto nella riunione del 28 ottobre. Come ricostruisce Antenna Sud, il Consiglio dei ministri ha accantonato temporaneamente il provvedimento intitolato «disposizioni urgenti per la riduzione del costo dell’energia elettrica e del gas in favore delle famiglie e delle imprese» per completare le relazioni tecniche. Dal governo garantiscono che l’intervento vedrà la luce senza stravolgimenti d’impianto.

Nel corso del precedente stop del 28 ottobre, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva precisato che non sussistevano contrasti con la Commissione europea né mancanze strutturali di fondi, circoscrivendo il problema a normali verifiche amministrative. I controlli però hanno richiesto più tempo del previsto.

Il nodo del tetto al prezzo del gas

L’ostacolo principale riguarda il modello individuato per calmierare il costo della materia prima usata nella generazione elettrica. Palazzo Chigi intende abbattere le tariffe senza penalizzare i bilanci delle società energetiche. Gilberto Pichetto Fratin ha tenuto incontri con gli operatori del settore proprio per concordare una formula che non generi nuovi oneri per la produzione.

Cosa ha detto il governo sui tempi di approvazione?

I rappresentanti dell’esecutivo confermano che la pausa durerà soltanto pochi giorni e che il percorso del decreto resta confermato. La linea ufficiale punta a rassicurare i consumatori sui tempi di erogazione dei sostegni.

Sulla vicenda è intervenuto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luigi Sbarra a margine dei lavori dell’Urania Policy & Business Forum, chiarendo lo stato dell’arte del provvedimento. Il sottosegretario ha spiegato la posizione di Palazzo Chigi con parole precise:

«Si sta lavorando per mettere a punto la migliore soluzione finalizzata a sostenere imprese e famiglie rispetto al caro bollette, quindi si tratta di un rinvio ma di pochissimi giorni».

L’intenzione comunicata dai vertici governativi è quella di chiudere la partita normativa senza riaprire la struttura del testo già concordata con i tecnici dell’energia.

Quali sono le reazioni di imprese e opposizioni?

Lo slittamento delle decisioni ha sollevato proteste da parte del mondo produttivo e delle forze parlamentari di minoranza. Le associazioni di categoria lamentano l’incertezza economica causata dal continuo differimento degli aiuti.

Il presidente di Confimprenditori Stefano Ruvolo ha attaccato apertamente la gestione dei tempi da parte dell’esecutivo, puntando il dito contro l’impatto economico del ritardo:

«Siamo ormai alla tragicommedia: a pagare il buio profondo del Governo sono le imprese».

Secondo l’associazione, molte realtà industriali e commerciali fanno affidamento su questi sgravi da diverse settimane per pianificare le spese correnti. Al contempo, il fronte delle opposizioni fa leva sui ritardi per contestare l’impostazione generale della manovra economica, raccogliendosi attorno alle iniziative della CGIL guidata da Maurizio Landini sui temi dei redditi e della spesa delle famiglie.

Quali sono le tappe del decreto bollette finora?

Il cammino del testo ha affrontato diversi passaggi istituzionali prima di approdare alla scadenza definitiva fissata per il prossimo Consiglio dei ministri.

Passaggio istituzionale Data
Primo rinvio in Consiglio dei ministri 28 ottobre
Illustrazione del testo e secondo stop 5 novembre
Nuovo esame annunciato per il via libera 9 novembre

Il testo è rimasto fermo per due sessioni consecutive di Cdm, accumulando complessivamente una decina di giorni di approfondimenti burocratici per allineare le coperture richieste dalla Ragioneria.

E adesso cosa succede al Consiglio dei ministri?

Il governo tornerà a riunirsi lunedì 9 novembre con l’obiettivo di licenziare il testo definitivo e trasmetterlo alla pubblicazione. Se la Ragioneria generale dello Stato darà parere favorevole sulle coperture per il gas, il pacchetto entrerà subito in vigore. In caso contrario, i tecnici dovranno rimodulare gli importi stanziati per mantenere l’equilibrio di bilancio.

Cosa ne pensate dei continui rinvii sulle misure per luce e gas? Scriveteci la vostra opinione nei commenti.

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