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ExoMars, il rover supera il test nel deserto: 220 metri guidati da Torino verso Marte

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Prototipo del rover della missione ExoMars durante i test di navigazione su terreno desertico
Il prototipo del rover europeo impegnato nelle simulazioni di marcia su terreno arido per la missione ExoMars.

Il prototipo del rover europeo della missione ExoMars ha concluso con successo un’intensa sessione di prove sul campo, completando 220 metri di navigazione nel deserto sotto il controllo a distanza della sala operativa di Torino. La campagna di collaudo ha messo sotto torchio i sistemi di bordo in un ambiente analogo a quello marziano, convalidando le capacità di movimento e di analisi scientifica in vista dell’atterraggio sul Pianeta Rosso programmato per il 2030.

L’esercitazione ha visto come protagonista Charlie, il prototipo ingegneristico del rover intitolato a Rosalind Franklin, sviluppato per individuare eventuali tracce biologiche nel sottosuolo alieno. Durante gli otto giorni di attività nel deserto di Tabernas, nel sud della Spagna — scenario arido storicamente celebre per le riprese cinematografiche —, il veicolo ha affrontato pendenze, ostacoli rocciosi e sabbia fine, rispondendo ai comandi inviati a oltre 1.200 chilometri di distanza dal centro di controllo piemontese.

Come ha funzionato il test nel deserto di Tabernas

Come ha funzionato il test nel deserto di Tabernas

La simulazione organizzata dall’ESA (Agenzia Spaziale Europea) ha coinvolto un team composto da circa cento tra ingegneri e scienziati provenienti da diversi Paesi europei. Il gruppo ha operato con l’obiettivo di verificare la catena decisionale: identificare le aree a maggiore potenziale scientifico, pianificare i tragitti ed eseguire le manovre riducendo al minimo i pericoli di insabbiamento o ribaltamento.

Costruito da Airbus, il prototipo Charlie impiega lo stesso software di navigazione, guida e controllo destinato al modello definitivo che volerà nello spazio. Durante la missione simulata, gli esperti a terra hanno esaminato l’ambiente circostante affidandosi a un pacchetto integrato di sensori:

  • Le telecamere ottiche di bordo per la ricostruzione visiva del terreno;
  • Il radar sotterraneo per scandagliare la composizione del sottosuolo;
  • La strumentazione per l’analisi spettrale, fondamentale per mappare la composizione chimico-mineralogica delle rocce.

Questo flusso di dati ha permesso di stabilire le priorità d’indagine esattamente come avverrà durante le operazioni reali sul suolo marziano, dove le comunicazioni con la Terra subiscono ritardi temporali significativi.

Navigazione autonoma: il dato record del prototipo

Uno degli elementi più rilevanti emersi dalla sessione di lavoro riguarda l’autonomia decisionale del computer di bordo. Nel corso della sesta giornata di attività, i tecnici hanno delegato completamente il percorso all’algoritmo di navigazione, consentendo al veicolo di muoversi senza comandi diretti dall’Italia.

Il rover ha funzionato alla perfezione. Abbiamo persino lasciato Charlie a esplorare da solo e, il sesto giorno, ha percorso più di 60 metri senza alcun operatore al comando, con un errore di navigazione inferiore all’1%.

Questa dichiarazione di Luc Joudrier, responsabile delle operazioni del rover Rosalind Franklin, sintetizza la precisione raggiunta dalla piattaforma. Muoversi su sabbia non compatta mantenendo una deviazione inferiore all’uno per cento rappresenta un parametro fondamentale per evitare crateri e spuntoni rocciosi quando il veicolo si troverà a milioni di chilometri dalla base operativa.

Mito contro realtà sui veicoli marziani

Spesso si immagina che i rover planetari vengano pilotati in tempo reale tramite joystick da una sala comandi terrestre. La realtà tecnica è completamente diversa: a causa della distanza tra la Terra e Marte, i segnali radio impiegano diversi minuti per compiere il tragitto di andata e ritorno. Di conseguenza, il rover deve essere in grado di calcolare da solo il tragitto migliore, individuare gli ostacoli imprevisti e fermarsi autonomamente in caso di pericolo, senza attendere l’intervento umano.

Parametro operativo Dettaglio della prova
Distanza complessiva percorsa 220 metri in 8 giorni
Tratto in totale autonomia Oltre 60 metri continuativi
Precisione di navigazione Margine di errore inferiore all’1%
Coordinamento da terra Centro di controllo a Torino (1.200 km)
Tecnologie scientifiche testate Radar sotterraneo, spettroscopia e imaging

I prossimi passi verso il lancio del 2030

I prossimi passi verso il lancio del 2030

Il collaudo nel deserto spagnolo rappresenta una tappa intermedia nel cronoprogramma stabilito dall’Agenzia Spaziale Europea. La tabella di marcia prevede un’ulteriore campagna di test sul campo fissata per l’estate del 2027, concepita per alzare notevolmente il livello di difficoltà operativa.

Nel 2027 le prove integreranno collegamenti complessi dall’orbita con il coinvolgimento diretto della sonda ExoMars Trace Gas Orbiter, simulando l’intero ponte radio che collegherà il rover marziano, il satellite orbitante e le stazioni di ascolto terrestri. Sarà l’ultimo grande banco di prova per perfezionare le procedure prima della missione finale che porterà il rover Rosalind Franklin sul Pianeta Rosso.

🚀 Segui gli aggiornamenti sull’esplorazione spaziale europea per non perdere i dettagli tecnici verso il lancio.

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Frequently asked

Quando atterrerà su Marte il rover Rosalind Franklin?

L'atterraggio del rover sul Pianeta Rosso è programmato per il 2030.

Da dove è stato guidato il prototipo Charlie?

Il veicolo è stato controllato a distanza dalla sala operativa di Torino, a oltre 1.200 chilometri dal deserto di Tabernas.

Cosa prevede la prossima fase di test di ExoMars?

Per l'estate del 2027 è programmata una nuova sessione di prove che integrerà collegamenti con la sonda orbitante Trace Gas Orbiter.

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