Francesco Gianello, morto a 14 anni nel 2024 per un tumore
Francesco Gianello poteva sopravvivere se fosse stato sottoposto alle terapie oncologiche ufficiali. Il ragazzo vicentino di 14 anni è deceduto nel gennaio 2024 a causa di una neoplasia non trattata con i percorsi clinici ordinari.
I suoi genitori avevano scelto di affidarsi ai dettami della cosiddetta «nuova medicina germanica» ideata dall’ex medico Ryke Geerd Hamer, respingendo i protocolli raccomandati dai medici.
La perizia depositata alla Corte d’Assise di Vicenza
I consulenti tecnici Antonello Cirnelli e Franca Fagioli hanno depositato la loro perizia collegiale su incarico dei giudici del tribunale berico. Il documento analizza l’evoluzione clinica del giovane e l’efficacia potenziale delle cure omesse.
Secondo gli esperti, l’applicazione tempestiva dei protocolli chirurgici e chemioterapici previsti dalla scienza medica avrebbe garantito concrete possibilità di salvezza al quattordicenne.
La relazione smentisce integralmente la linea sostenuta dalla difesa, che puntava a escludere il nesso causale diretto tra le decisioni della coppia e la morte del figlio.
Il processo per omicidio volontario
Il padre e la madre del giovane si trovano ora a giudizio con l’accusa formale di omicidio volontario con dolo eventuale. Per l’accusa, entrambi erano consapevoli dei rischi gravissimi legati alla sospensione delle terapie validate.
L’ipotesi sull’uso di sostanze neurotossiche
I periti della Corte hanno introdotto un ulteriore elemento nel quadro probatorio: la possibile assunzione di sostanze tossiche suggerite dai seguaci delle teorie alternative. La perizia menziona la somministrazione di preparati a base di Artemisia, dotati di potenziale neurotossico.
L’udienza per la discussione e l’esame della relazione tecnica in aula è fissata per il prossimo 16 settembre davanti ai giudici della Corte d’Assise.


