L’inchiesta sul giallo di Pietracatella registra un’ulteriore accelerazione con l’interrogatorio durato quasi quattro ore dell’insegnante di matematica legata da una lunga amicizia a Gianni Di Vita. Convocata a sorpresa alle otto di domenica mattina presso gli uffici della Questura come persona informata sui fatti, la donna ha risposto alle domande degli inquirenti a un mese dalle sue precedenti deposizioni, mentre la Procura intensifica gli accertamenti sull’avvelenamento letale di Sara e Antonella.
La professoressa era già comparsa davanti agli investigatori a metà agosto e successivamente il 20 dello stesso mese, data in cui si era svolto un confronto diretto con Gianni Di Vita, marito e padre delle due vittime. Nelle scorse settimane le audizioni hanno coinvolto anche suo marito, il quale potrebbe essere nuovamente riconvocato a breve per chiarire ulteriori passaggi ritenuti centrali nella ricostruzione della vita quotidiana e dei contatti del nucleo familiare.
Convocazioni a catena e versioni discordanti in Questura
Il fascicolo, coordinato dalla procuratrice Elvira Antonelli e affidato sul campo agli agenti della Squadra Mobile guidati da Marco Graziano, procede al momento con l’ipotesi di reato di duplice omicidio premeditato senza persone formalmente iscritte nel registro degli indagati. Il ritmo delle audizioni ha tuttavia subito una stretta evidente, estendendosi senza sosta all’intero fine settimana.
Prima dell’insegnante, la Questura ha ascoltato per oltre tre ore Laura Di Vita, cugina di Gianni, tornata negli uffici investigativi venerdì mattina. Poche ore dopo, un’altra cugina dell’ex sindaco è rimasta sotto torchio fino a tarda sera. Questo fitto calendario di colloqui nasce dalla necessità di sciogliere nodi precisi emersi durante i precedenti riscontri testimoniali.
A quanto pare questo nuovo giro di deposizioni è legato anche a versioni contrastanti fornite da alcuni testimoni su questioni attenzionate dagli investigatori.
Il nodo della pista sentimentale e le verifiche digitali
L’attenzione della polizia giudiziaria si concentra in particolare sulle frequentazioni private, sui comportamenti inconsueti e sulla gestione delle comunicazioni. Gli accertamenti tecnici e documentali stanno scandagliando diversi fronti operativi:
- Scambi di posta elettronica e messaggistica telefonica tra le persone vicine alla cerchia familiare.
- Verifica delle frequentazioni per delineare con precisione la pista legata alle relazioni personali nascoste.
- Confronto analitico tra le dichiarazioni rilasciate dai testimoni per appianare le incongruenze riscontrate.
- Riconvocazione programmata di ulteriori testimoni già previsti nel calendario delle prossime giornate di lavoro.
La pressione investigativa sui protagonisti della vicenda cresce di giorno in giorno, alimentata dal contrasto tra le deposizioni raccolte e i tabulati acquisiti. Ogni singola parola viene messa a confronto con i dati materiali per escludere alibi fragili o ricostruzioni di comodo.
Da Pietracatella a Berlino: la caccia scientifica alla ricina
Se sul piano testimoniale la Squadra Mobile punta a fare chiarezza sulla rete di contatti personali, il fronte scientifico viaggia parallelamente oltre confine. La sostanza utilizzata per avvelenare madre e figlia a dicembre è la ricina, una proteina tossica vegetale tra le più letali e difficili da rilevare nei normali esami chimici ordinari.

Molti ritengono che l’identificazione di un veleno biologico sia immediata, ma l’analisi della ricina impone metodiche altamente specialistiche e tempi tecnici rigorosi. Per questa ragione, il materiale sequestrato nell’abitazione di Pietracatella è stato trasferito nei laboratori di Berlino, dove specialisti tedeschi stanno conducendo accertamenti chimici per individuare residui microscopici del composto all’interno degli alimenti repertati.
| Aspetto dell’inchiesta | Dettaglio investigativo |
|---|---|
| Reato ipotizzato | Duplice omicidio premeditato (attualmente senza indagati) |
| Sostanza letale | Ricina (esami tossicologici affidati a esperti a Berlino) |
| Soggetti ascoltati | Insegnante di matematica, Laura Di Vita, cugini dell’ex sindaco |
| Filone investigativo principale | Relazioni nascoste, messaggi, email e versioni testimoniali contrastanti |
L’esito delle perizie tossicologiche in arrivo dalla Germania e il riscontro delle incongruenze emerse nelle deposizioni segneranno il prossimo passo formale dell’autorità giudiziaria, chiamata a dare un volto all’autore dell’avvelenamento.
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