Gianmarco Tamberi vince l’Ultimate Championship di Budapest superando l’asticella a 2,37 metri e firmando due volte nello stesso evento il nuovo primato mondiale stagionale. L’atleta azzurro delle Fiamme Oro ha conquistato il gradino più alto del podio e il relativo montepremi al termine di una gara spettacolare, confermandosi ancora una volta il saltatore più alto del pianeta.
A 34 anni il campione marchigiano ha costruito il successo con una progressione entusiasmante, salendo a 2,35 metri al primo tentativo per poi eguagliare il 2,37 con cui aveva conquistato la medaglia d’oro agli Europei di Roma 2024. Questo doppio traguardo ha ribadito la sua superiorità tecnica nel confronto diretto con i principali avversari della scena internazionale.
La sfida sulla pedana ungherese ha rinnovato la rivalità con lo statunitense JuVaughn Harrison, già argento iridato a parità di misura (2,36) ai Mondiali di Budapest 2023. Per comprendere la portata dell’impresa compiuta dall’azzurro, è utile analizzare nel dettaglio come si è sviluppata la serie di salti.
La progressione di gara e la conquista del vertice
L’avvio di Gianmarco Tamberi è stato caratterizzato da un approccio progressivo. Entrato in pedana a 2,22 metri, l’azzurro ha superato la quota scambiando un sorriso ironico con la telecamera, prima di eseguire un salto limpido a 2,26 metri. A quota 2,30 è arrivato il primo errore di giornata, ma al secondo tentativo l’asticella è rimasta intatta, permettendogli di prendere il comando solitario della classifica.
A quel punto la prestazione è decollata. Tamberi ha superato 2,33 metri alla prima prova, migliorando di un centimetro la misura ottenuta in precedenza a Birmingham. Pochi minuti dopo è arrivato il pulitissimo 2,35 al primo assalto, prima di toccare il vertice di 2,37 metri alla seconda prova, misura che Harrison non è riuscito a replicare fermandosi a 2,39 metri dopo aver tentato l’inseguimento.
| Misura tentata | Dettaglio del salto |
|---|---|
| 2,22 m | Superata al primo tentativo |
| 2,26 m | Superata al primo tentativo |
| 2,30 m | Superata al secondo tentativo |
| 2,33 m | Superata al primo tentativo |
| 2,35 m | Superata al primo tentativo (primato mondiale stagionale) |
| 2,37 m | Superata al secondo tentativo (nuovo primato mondiale stagionale) |
| 2,41 m | Tre prove non riuscite in crescendo tecnico |
L’assalto a quota 2,41 e l’omaggio alla famiglia
Rimasto solo in gara, Tamberi ha chiesto di posizionare l’asticella a 2,41 metri, inseguendo la quota raggiunta nella storica serata di Montecarlo dieci anni fa. Nonostante tre tentativi falliti ma tecnicamente validi, l’attenzione del pubblico si è concentrata sulla dedica mostrata sul braccio: la scritta “showtime babe”, rivolta alla moglie Chiara e alla figlia Camilla presenti sugli spalti.

«Sapevo di poter saltare molto più alto in questa stagione, di poter fare altre misure e finalmente sono arrivate. Poi con l’asticella a 2,41 ho un po’ rivissuto la mia carriera che mi ha insegnato a non aver paura di niente. Ho dimostrato a me stesso che sono al livello dei miei migliori anni.»
Mito e realtà sulla longevità agonistica nel salto in alto
Una convinzione diffusa nell’atletica leggera vuole che, superata la soglia dei trent’anni, un saltatore in alto perda progressivamente l’esplosività necessaria per competere ai massimi vertici mondiali. I riscontri cronologici e le misure registrate dimostrano l’esatto contrario nel caso dell’azzurro: eguagliare 2,37 metri a 34 anni conferma una stabilità tecnica e una gestione dei picchi di rendimento pienamente paragonabili agli anni d’oro della sua carriera.
La continuità mostrata a Budapest apre ora scenari precisi per il prosieguo del percorso sportivo, con obiettivi dichiarati verso le prossime edizioni dei Giochi di Los Angeles e l’ipotesi suggestiva di disputare i Mondiali casalinghi a Roma nel 2029 come coronamento finale dell’attività agonistica.
✨ Gianmarco Tamberi continua a scrivere pagine straordinarie per l’atletica italiana, dimostrando una determinazione senza confini.
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