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Luigi Chiatti verso una nuova perizia psichiatrica: la madre di Lorenzo rompe il silenzio dopo 33 anni

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Luigi Chiatti verso una nuova perizia psichiatrica: la madre di Lorenzo rompe il silenzio dopo 33 anni
Luigi Chiatti verso una nuova perizia psichiatrica: la madre di Lorenzo rompe il silenzio dopo 33 anni

Luigi Chiatti, noto alla cronaca come il mostro di Foligno, sarà sottoposto a una nuova perizia psichiatrica per accertare la sua eventuale pericolosità sociale. L’uomo, 58 anni, si trova dal 2015 nella struttura sanitaria Rems di Capoterra, in provincia di Cagliari, dopo aver espiato per intero la condanna penale inflitta per i delitti di due minorenni nei primi anni Novanta.

La decisione riapre una ferita mai rimarginata per le famiglie colpite da quella scia di orrore. Di fronte alla possibilità che la misura di sicurezza venga rivalutata, la madre di una delle due vittime ha scelto di intervenire pubblicamente per chiedere che il killer non torni mai in libertà.

La sequenza dei fatti dal 1992 alla Rems sarda

  1. 4 ottobre 1992: il piccolo Simone Allegretti, di soli quattro anni, scompare nelle campagne tra Foligno e Bevagna, venendo ritrovato senza vita due giorni più tardi lungo una scarpata.
  2. 7 agosto 1993: il tredicenne Lorenzo Paolucci viene aggredito e ucciso con numerose coltellate prima di essere abbandonato in un dirupo in località Casale.
  3. Poche ore dopo il secondo delitto: gli investigatori seguono le tracce di sangue che portano direttamente alla casa di villeggiatura della famiglia adottiva di Luigi Chiatti, il quale confessa entrambi gli omicidi.
  4. Nel 2015: terminata la pena di trent’anni di reclusione, scesa a ventisette grazie a indulto e benefici di legge, scatta il ricovero nella Rems di Capoterra per l’elevata pericolosità sociale riconosciuta dai magistrati.
  5. A fine novembre: il Tribunale di Sorveglianza di Cagliari formalizza l’incarico per una perizia psichiatrica collegiale, un passaggio tecnico che non veniva disposto da oltre dieci anni.

Il punto di svolta: l’incarico a Cagliari e il grido della famiglia Paolucci

A disporre il nuovo accertamento è stata la presidente del Tribunale di Sorveglianza di Cagliari, Maria Cristina Ornano. L’atto formale, previsto a fine novembre, mira a verificare se la patologia e la pericolosità sociale dell’uomo siano ancora incompatibili con qualsiasi forma di libertà. Un accertamento di tale portata non si verificava da oltre un decennio.

Come riporta La Nazione, la notizia ha spinto Silvana Paolucci, madre di Lorenzo, a rompere un lungo silenzio per manifestare tutta la propria angoscia di fronte a un’eventuale attenuazione delle misure di contenimento.

«I miei figli sono grandi, i nipoti sono lontani, e nonostante questo sono 33 anni che la paura non ci passa. Non abbiamo mai smesso di vivere con la paura».

La donna ha spiegato che la famiglia non ha mai cercato vendetta, ma solo la certezza che il responsabile rimanga isolato. Durante il processo emerse che l’assassino agì scagliandosi contro l’innocenza e la stabilità familiare che la sua giovane vittima incarnava, elementi che lui stesso non aveva mai conosciuto. Per la madre di Lorenzo, le patologie che portarono a simili atrocità non possono trovare remissione con il semplice trascorrere degli anni.

Cosa prevede la procedura e l’opposizione dei legali

L’avvocato Giovanni Picuti, legale di parte civile per la famiglia del piccolo Simone Allegretti, ha ribadito come la comunità folignate consideri inaccettabile qualsiasi ipotesi di scarcerazione. Nella memoria giudiziaria resta impressa la frase «se esco, ucciderò ancora», pronunciata in passato da Luigi Chiatti davanti al personale di sorveglianza.

La perizia disposta dai magistrati sardi servirà proprio a fotografare lo stato clinico attuale del cinquantottenne. Se gli specialisti dovessero confermare la persistenza della pericolosità sociale, la misura di sicurezza all’interno della struttura sanitaria di Capoterra verrà nuovamente rinnovata dai giudici.

Il conferimento formale dell’incarico peritale a Cagliari segnerà l’inizio delle valutazioni mediche sul killer di Foligno. La giustizia saprà garantire la sicurezza richiesta da chi ancora vive nel terrore?

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