Meteo, fiammata africana fino a 38 °C: quanto durerà e quando caleranno le temperature di 10 gradi
L’estate meteorologica si è chiusa formalmente il 31 agosto, ma i termometri italiani registrano valori tipici di luglio inoltrato. La persistenza del caldo ha già portato l’estate a superare i valori storici del 2003 in varie zone del Nord: in Piemonte l’Arpa ha rilevato un’anomalia di +3,1 °C rispetto alla media 1991-2020, mezzo grado in più del precedente primato.
Una nuova espansione dell’anticiclone subtropicale africano spinge masse d’aria calda di origine sahariana verso il bacino del Mediterraneo. Il modello europeo ECMWF evidenzia isoterme di 21-23 °C a 1.500 metri di quota, con locali picchi di 25 °C.
Al suolo questi valori si traducono in temperature massime diffuse tra i 30 e i 35 °C, con vertici di 37-38 °C nelle zone interne del Centro-Sud. A inizio settembre le ore di luce giornaliere sono circa due in meno rispetto a metà estate e la radiazione solare risulta meno incidente: per toccare simili livelli termici serve una struttura anticiclonica particolarmente potente abbinata al fenomeno della subsidenza, la compressione verso il basso dell’aria che riscalda e asciuga la colonna atmosferica.
Il picco dell’ondata e la mappa delle temperature
Il momento di massima intensità della fiammata si colloca tra il weekend del 5-6 settembre e le giornate di lunedì 7 e martedì 8. Il sole sarà prevalente su tutta la penisola, mentre l’instabilità pomeridiana resterà confinata alle aree alpine e a tratti dell’Appennino centro-settentrionale.
L’anomalia termica insisterà per quattro o cinque giorni consecutivi sopra le medie climatiche della prima decade mensile. L’aria calda in quota manterrà elevati anche i valori minimi notturni, specialmente nei centri urbani e lungo le fasce costiere.
La rottura del 9 settembre: arrivano i temporali
La circolazione atmosferica cambierà fisionomia tra martedì 8 e mercoledì 9 settembre. Una depressione nord-atlantica scenderà gradualmente di latitudine, intaccando il perimetro settentrionale dell’alta pressione africana.
Il Nord Italia rappresenterà la prima linea di contatto tra le due masse d’aria differenti. Tra mercoledì 9 e giovedì 10 settembre aumenterà la probabilità di temporali intensi su Alpi, Liguria e parte della Pianura Padana, con coinvolgimento diretto della Lombardia a partire dalla seconda metà di mercoledì.
L’ingresso di correnti fredde sopra strati atmosferici surriscaldati genererà un marcato gradiente termico verticale, fornendo forte energia ai sistemi convettivi in formazione.
Il crollo termico al Centro-Sud
Tra giovedì 10 e venerdì 11 settembre la saccatura atlantica scivolerà verso il Mediterraneo centrale. I fenomeni temporaleschi si sposteranno verso le regioni centrali e parte del Sud, accompagnati da venti più freschi di origine oceanica.
Le simulazioni attuali indicano una diminuzione compresa tra 7 e 10 gradi rispetto ai giorni più caldi, in particolare al Centro-Nord. Dall’11 settembre le temperature massime scenderanno diffusamente sotto la soglia dei 30 °C, riallineandosi alle medie tipiche del periodo.
L’impatto su ghiacciai e riserve idriche
Il prolungamento delle alte temperature a settembre aggrava la situazione dei bacini alpini. Il calore fuori stagione ritarda l’arresto della fusione glaciale, riducendo l’accumulo essenziale per l’approvvigionamento dei corsi d’acqua.
I dati Arpa sui ghiacciai dell’alta Valle Anzasca mostrano una perdita complessiva di 56 milioni di metri cubi di ghiaccio tra il 2011 e il 2025, pari a circa 4 milioni di metri cubi di acqua dolce persi ogni anno. L’intensa evaporazione del terreno accelera il consumo idrico superficiale: in Piemonte le riserve d’acqua superficiali a fine agosto segnavano un deficit del 37% rispetto alla media 2007-2025, mantenendo sotto stress fiumi, falde e comparto agricolo.
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