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Ministro Paolo Zangrillo: stop allo smart working per il caro carburanti e novità su precari e Province
Il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo respinge la richiesta dell’opposizione di potenziare lo smart working per contrastare i rincari del carburante, mentre fissa al 4% il peso dei contratti a tempo determinato statali (pari a 140.000 unità) e apre al ritorno dell’elezione diretta per le Province. Una linea decisa che ridefinisce l’assetto del lavoro pubblico, tra gestione del personale, digitalizzazione e nuove responsabilità assegnate ai vertici dirigenziali.
Le decisioni del titolare di Palazzo Vidoni accendono il confronto parlamentare sui costi vivi sostenuti dai lavoratori, proprio mentre sul tavolo del Governo arrivano i dossier cruciali legati alle carenze di organico negli enti territoriali e alla transizione tecnologica. La discussione tocca da vicino la quotidianità di milioni di dipendenti e cittadini, sollevando interrogativi immediati sulla reale flessibilità dell’impiego pubblico.
Scontro alla Camera: perché il ministro frena sullo smart working contro i rincari

Il dibattito sul lavoro agile nella Pubblica amministrazione si è riacceso con forza durante il Question time alla Camera. I deputati del Movimento 5 Stelle Carmela Auriemma e Alfonso Colucci hanno presentato un’interrogazione per chiedere di rafforzare e potenziare il lavoro a distanza, indicando questa misura come una soluzione concreta per attutire l’impatto economico del caro benzina sui bilanci delle famiglie.
La posizione assunta dal ministro Paolo Zangrillo è stata di netto rifiuto a interventi generalizzati legati all’emergenza carburanti. Il ministro ha ribadito che la regolamentazione dell’attività da remoto deve rimanere ancorata alle specifiche esigenze organizzative e alla garanzia della piena funzionalità dei servizi all’utenza, lasciando ai singoli dirigenti la valutazione sull’applicazione dello strumento.
Questa impostazione ha scatenato la dura reazione dei parlamentari pentastellati, che hanno contestato la scelta di scaricare il peso organizzativo sulla dirigenza, giudicando l’intervento privo di reale sostegno economico per chi affronta quotidianamente il tragitto casa-lavoro. Ma oltre alla flessibilità oraria, un altro nodo cruciale riguarda la composizione interna del personale statale.
Numeri e precariato: la fotografia dei 140.000 contratti a termine
Sul fronte degli organici, il ministro ha delineato una mappa quantitativa precisa del precariato nella macchina statale. I contratti a tempo determinato all’interno della Pubblica amministrazione ammontano a circa 140.000 unità, una quota che rappresenta il 4% dell’intera forza lavoro del settore pubblico.
Un mito diffuso descrive spesso la PA come un comparto dominato da una percentuale ingestibile di lavoro instabile. I dati ufficiali evidenziano invece un perimetro circoscritto, sebbene la gestione delle scadenze e la continuità delle funzioni amministrative restino elementi sensibili per l’efficienza degli uffici.
| Ambito di intervento | Posizione ufficiale del Ministro |
|---|---|
| Smart working per carovita | Richiesta respinta: la flessibilità resta vincolata ai piani organizzativi dei singoli dirigenti |
| Personale a tempo determinato | Censiti 140.000 contratti a termine, pari al 4% del comparto pubblico |
| Riforma delle Province | Necessità di più risorse, personale dedicato e prospettiva di elezione diretta dei vertici |
| Intelligenza Artificiale | Identificata come strumento di equità e modernizzazione operativa per gli uffici statali |
La delimitazione della quota di personale a tempo determinato non esaurisce tuttavia la richiesta di potenziamento strutturale che arriva direttamente dai territori e dagli enti locali.
Riforma delle Province: risorse, personale ed elezione diretta

La discussione sul rafforzamento istituzionale si è spostata a Imperia, presso il Teatro Cavour, in occasione della 39ª Assemblea nazionale dell’Unione delle Province d’Italia (UPI), alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella. Nel corso dei lavori, il ministro Paolo Zangrillo ha evidenziato la necessità di rafforzare le Province attraverso l’assegnazione di maggiori risorse, l’acquisizione di nuove competenze e l’inserimento di personale qualificato.
Accanto alla dotazione economica, il ministro ha richiamato la prospettiva di restituire ai cittadini la possibilità di eleggere direttamente i propri rappresentanti provinciali. L’esigenza di una programmazione stabile senza ricorrere a continue gestioni emergenziali è stata rimarcata dai rappresentanti degli enti locali, tra cui il presidente facente funzioni della Provincia di Vibo Valentia Franco Barbalace, impegnato sulle criticità di scuole e collegamenti viari.
La transizione digitale nei servizi pubblici
A completare il quadro delle linee guida tracciate dal ministro c’è l’approccio verso le nuove tecnologie. Intervenendo a La Livella Podcast, Zangrillo ha voluto definire la portata dei sistemi automatizzati nel ridefinire il rapporto tra uffici e cittadini.
“L’AI è la rivoluzione industriale più democratica”
Secondo la visione espressa, l’integrazione tecnologica non deve essere vissuta come un pericolo occupazionale, ma come una leva per ottimizzare le procedure amministrative interne e rendere più rapido l’accesso ai servizi per tutta la collettività.
📱 Il confronto sul ruolo e gli assetti della PA tocca direttamente la vita di dipendenti pubblici e cittadini.
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