Il Museo Diocesano Arborense di Oristano riapre i propri spazi alle attività educative in vista dell’imminente ripresa scolastica. Ha preso ufficialmente il via la settima edizione de “La Fabbrica dell’arte”, il percorso laboratoriale specificamente strutturato per bambini e ragazzi di età compresa tra i 6 e gli 11 anni.
Il format si articola su cinque giornate consecutive, ciascuna focalizzata su una diversa disciplina creativa. Le attività si tengono ogni mattina dalle 9:00 alle 13:00, con servizio di accoglienza attivo a partire dalle 8:30 per agevolare l’organizzazione delle famiglie.
Il calendario delle attività e i linguaggi espressivi
Il percorso didattico è stato inaugurato dall’appuntamento “L’arca prende forma”, laboratorio dedicato alla manipolazione e alla modellazione con la plastilina curato da Monica Tronci. Il secondo incontro, “Il Museo si mette in scena”, ha visto i partecipanti impegnati in un percorso di animazione teatrale condotto da Sara Dessena.
Dalla tessitura alla sperimentazione sonora
Il calendario prosegue mercoledì 9 settembre con “Fili in gioco”, sessione pratica dedicata all’arte della tessitura guidata da Marcella Sanna. Giovedì spazio invece alle tecniche pittoriche e al disegno con l’incontro “Tutti pazzi per il colore!”, coordinato da Gianluigi Concas.

La settimana di laboratori si conclude venerdì con l’esperienza musicale “Suonami una storia…!”, diretta da Ottavio Farci, incentrata sul racconto e sull’esplorazione sonora.
Spazio comunitario e sostegno alle famiglie
L’iniziativa punta a consolidare il ruolo delle istituzioni museali come presidio formativo attivo sul territorio, unendo apprendimento pratico e socializzazione in un periodo di transizione verso l’inizio delle lezioni scolastiche.
A chiarire la missione del progetto è la direttrice del Museo Diocesano Arborense, Silvia Oppo: «“La Fabbrica dell’arte” nasce come un modo concreto per sostenere le famiglie prima del rientro a scuola, offrendo ai più piccoli un luogo sicuro e stimolante dove poter imparare a fare comunità, a collaborare, a mettersi in gioco insieme agli altri, scoprendo che l’arte può essere anche un momento di puro divertimento».

