Spende 21mila euro per un viaggio da sola e azzera l’eredità: la scelta di Maria e il boom dei pensionati che non lasciano nulla ai figli

Dottor Giovanni Matano consulente fiscale
Il consulente fiscale Giovanni Matano analizza le novità su donazioni e successioni in Italia.

Quarant’anni di lavoro come impiegata amministrativa e una vita trascorsa a risparmiare, limitando le spese superflue per garantire ai due figli una formazione universitaria e un anticipo per la prima casa. Poi, a 66 anni e a poco più di dodici mesi dall’accesso alla pensione, Maria (nome di fantasia) ha scelto di rompere lo schema tradizionale della successione familiare.

La donna ha prenotato un tour in solitaria durato quasi due mesi attraverso Giappone, Nuova Zelanda e Polinesia Francese, con tappe nei ryokan tradizionali di Kyoto e nei resort su palafitte a Bora Bora. Il totale delle spese tra voli intercontinentali, pernottamenti ed escursioni ha superato i 21mila euro.

Di fronte allo stupore iniziale dei figli, ormai adulti e con una propria indipendenza economica, la spiegazione è stata categorica: “I soldi sono miei, li ho sudati io e non voglio lasciarli in eredità. Voglio godermeli finché ho la salute per farlo”.

La “generazione a eredità zero” tra autodeterminazione e indipendenza

Il caso di Maria riflette una trasformazione culturale che coinvolge una quota crescente di over 60 italiani. Questa fascia di popolazione sceglie sempre più spesso crociere mondiali, itinerari a lungo raggio ed esperienze a lungo rinviate, consumando il capitale accumulato invece di preservarlo intatto per la generazione successiva.

Le ragioni alla base di questo mutamento poggiano su fattori precisi:

  • Consapevolezza del tempo biologico: salute e autonomia fisica non sono eterne, mentre il denaro fermo sui conti correnti è soggetto a svalutazione.
  • Autonomia dei discendenti: con figli già stabili sul piano lavorativo e immobiliare, la pressione morale a lasciare patrimoni cospicui diminuisce sensibilmente.
  • Revisione del valore formativo del denaro: diversi genitori ritengono che capitali non guadagnati possano disincentivare l’impegno individuale, preferendo sostenere spese mirate nel corso della vita.
  • Diritto all’autodeterminazione: dopo decenni di impegni professionali e carichi familiari, prevale la volontà di disporre liberamente dei propri frutti economici.

Due modelli opposti: boom delle donazioni in vita e azzeramento dell’asse ereditario

Il panorama italiano della gestione patrimoniale evidenzia una spaccatura netta tra due condotte agli antipodi, entrambe in forte ascesa.

Spende 21mila euro per un viaggio da sola e azzera l'eredità: la scelta di Maria e il boom dei pensionati che non lasciano nulla ai figli

Il passaggio generazionale anticipato dal notaio

Se una parte degli anziani decide di spendere l’intero patrimonio per sé, un’altra direttrice vede oltre 260mila famiglie all’anno ricorrere a un pubblico ufficiale per trasferire beni prima del decesso. Nel 2025 le donazioni immobiliari hanno raggiunto quota 217mila, consolidando il netto incremento rispetto alle 174mila registrate nel periodo pandemico, affiancate da circa 47mila donazioni di beni mobili come denaro liquido, quote aziendali e azioni.

Tale orientamento è stato incentivato dal quadro normativo recente: l’eliminazione del coacervo successorio nel 2025 e il calcolo separato delle franchigie fiscali tra donazioni ed eredità introdotto dal 2026 permettono di pianificare passaggi patrimoniali con minore impatto tributario.


Dott. Giovanni Matano

L’esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale Dott. Giovanni Matano, laureato in Economia e Commercio all’Università Bocconi di Milano con oltre quindici anni di esperienza nell’ottimizzazione e nella pianificazione patrimoniale, monitora costantemente queste dinamiche fiscali che incidono sulle scelte di fine carriera.

La rinuncia al lascito e la copertura della terza età

Sul fronte opposto, chi sceglie di non trasmettere patrimoni lo fa anche per far fronte all’allungamento dell’aspettativa di vita, che rende incerti i costi sanitari e assistenziali della vecchiaia avanzata. In diversi casi, quote residuali di patrimonio vengono destinate a fondazioni filantropiche, enti culturali o cause ambientali, beneficiando di regimi di deducibilità dedicati.

Pianificazione patrimoniale e gestione delle risorse personali

La gestione economica dell’uscita dal lavoro richiede parametri di calcolo precisi per evitare sia il depauperamento precoce sia conflitti familiari non necessari:

  • Trasparenza intergenerazionale: illustrare apertamente ai figli le proprie intenzioni di spesa previene controversie o aspettative infondate sull’entità dell’asse relitto.
  • Ripartizione del capitale per imprevisti: isolare una riserva per l’assistenza sociosanitaria prima di destinare quote rilevanti a viaggi o beni voluttuari.
  • Formula mista: conciliare l’autonomia economica personale con erogazioni specifiche a supporto di esigenze concrete dei figli durante la loro fase di crescita professionale.

Qui condivido consigli utili e lifehack per affrontare al meglio recupero anni, diplomi, debiti ed esami universitari. Istituto Impariamo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *