Rai 3 trasmette in prima serata alle 21.15 Io sono ancora qui, l’opera diretta da Walter Salles premiata con l’Oscar come Miglior film straniero nel 2025 dopo il passaggio alla Mostra del Cinema di Venezia.
La pellicola porta sullo schermo una delle pagine più tragiche della storia recente del Sudamerica, raccontando l’impatto distruttivo del terrorismo di Stato direttamente all’interno delle mura domestiche.
Dalla sparizione di Rubens alla lotta civile di Eunice
La vicenda si apre a Rio de Janeiro nel 1971, durante la fase più feroce della dittatura militare brasiliana. La famiglia Paiva affronta il clima di terrore cercando di preservare una routine fatta di ospitalità, mare e musica condivisa.
L’equilibrio si spezza con l’irruzione della polizia politica: Rubens Paiva, ex deputato laburista e oppositore del regime interpretato da Selton Mello, viene prelevato dalla propria abitazione e fatto sparire nel nulla.
Fernanda Torres in una sequenza del film Io sono ancora qui.
Rimasta sola con cinque figli da mantenere, la moglie Eunice si trova costretta a riorganizzare l’intera esistenza familiare tra minacce, interrogatori e ristrettezze economiche.
Dopo aver accertato l’uccisione clandestina del marito, Eunice lascia Rio de Janeiro per trasferirsi a San Paolo. Qui completa gli studi universitari in giurisprudenza, trasformandosi in una delle voci più influenti nella tutela dei diritti civili contro i crimini del regime.
La memoria privata raccontata da Walter Salles
La sceneggiatura adatta il libro autobiografico Sono ancora qui, dato alle stampe nel 2015 dal figlio dello scomparso, lo scrittore Marcelo Rubens Paiva.
Per il regista Walter Salles si tratta di una vicenda vissuta in prima persona: durante la propria infanzia era infatti un vicino di casa della famiglia Paiva.
La regia sceglie di non insistere sulla violenza esplicita, concentrando la camera sui silenzi, sui dettagli dell’architettura domestica e sul vuoto improvviso lasciato dall’assenza paterna.
Fernanda Torres e Fernanda Montenegro: due generazioni sul set
A sostenere l’impianto narrativo è la prova di Fernanda Torres, capace di restituire la resistenza interiore di Eunice evitando qualsiasi concessione al patetismo teatrale.
Il cast registra un passaggio generazionale di rilievo: nel finale, Eunice in età anziana è interpretata da Fernanda Montenegro, madre di Fernanda Torres nella vita reale e storica icona del cinema brasiliano.


