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Prada lancia il corto Drawing Prada: la mossa di Miuccia contro l’intelligenza artificiale
Prada volta le spalle ai software digitali e punta tutto sull’animazione tradizionale con il progetto festivo «Drawing Prada: Animated by Hand». La maison guidata da Miuccia Prada e Raf Simons ha scelto di affidare il proprio immaginario invernale a matite, fogli e sequenze disegnate fotogramma per fotogramma, rifiutando qualsiasi scorciatoia generata dagli algoritmi. Questa inversione di rotta segna una distanza netta dall’estetica tecnologica che domina le passerelle recenti.
Come riportato da Style24, la casa di moda ha voluto battezzare la campagna festiva con un messaggio esplicito di ritorno al mestiere d’autore:
«Drawing Prada: Animated by Hand»
Questo titolo racchiude il manifesto con cui la maison ha scelto di presentarsi al pubblico per la stagione fredda. Nessun rendering patinato. Solo il tratto fisico degli animatori.
Dallo scetticismo verso i robot in passerella alla svolta artigianale di Miuccia Prada
La decisione affonda le radici in un episodio visivo che ha fatto il giro delle piattaforme social lo scorso settembre. A Milano, durante uno show di moda molto commentato, la passerella era stata occupata da robot umanoidi. Tra gli addetti ai lavori presenti nel parterre, lo sguardo di Miuccia Prada era apparso subito distaccato, scettico e distante dall’entusiasmo generale.
Quel fotogramma è diventato immediatamente un meme virale. Un’espressione silenziosa che ha fotografato il senso di saturazione verso l’artificio tecnologico. Piuttosto che inseguire quella tendenza, il marchio milanese ha preparato la sua contromossa per le festività.
La risposta creativa non ha cercato compromessi con la grafica computerizzata. La maison ha chiamato al tavolo da lavoro John Pomeroy, storico maestro dell’animazione Disney noto per il suo contributo a titoli leggendari come «Il libro della giungla». Insieme a lui, il progetto ha coinvolto due volti amatissimi della nuova serialità internazionale: le attrici Sadie Sink e Maya Hawke.
Il significato di Drawing Prada tra matite Disney e giovani volti di Hollywood
Il progetto non rappresenta una chiusura nostalgica verso il presente, ma una presa di posizione sul valore del tempo creativo. Pomeroy ha guidato un team di illustratori nella costruzione di paesaggi innevati popolati da creature fantastiche. Il tutto senza filtri digitali.
Le presenze di Sadie Sink e Maya Hawke si inseriscono all’interno di sfondi tracciati a grafite. Il contrasto visivo mette in risalto l’errore umano, la pressione della mano sulla carta e la grana della materia. Elementi che l’intelligenza artificiale tende a cancellare in favore di superfici uniformi.
La scelta di Prada non promette un addio permanente alle innovazioni tecniche né una condanna totale della tecnologia. Definisce un confine: l’identità del marchio resta ancorata al gesto umano. La manualità torna a essere il vero elemento di distinzione rispetto a un flusso di contenuti digitali ormai intercambiabili.
La risposta del settore del lusso e il dialogo con la Fondazione Prada
La tendenza non è rimasta isolata. A Parigi anche Dior ha intrapreso una strada affine presentando il cortometraggio «Christian Dior’s Night in Color», firmato dal regista Sylvain Chomet. L’opera, narrata da Robert Pattinson e accompagnata dalla voce di Rihanna, ricostruisce con tecniche d’animazione anni Quaranta l’incontro tra Christian Dior e Marlene Dietrich per il film di Alfred Hitchcock «Paura in palcoscenico», dove l’attrice pretese un guardaroba «full of color».
Questo richiamo alla manualità trova un parallelo diretto nelle attività culturali del gruppo milanese. Negli spazi della Fondazione Prada è allestita la mostra «Global antiquity: cultural interactions in Afroeurasian space 600 BCE–1000 CE», curata da Salvatore Settis e dall’architetto Rem Koolhaas. Il percorso espositivo riunisce oltre 150 reperti per mostrare gli scambi millenari tra civiltà premoderne, ponendo l’accento sulla concretezza fisica degli oggetti.
I vertici della maison non hanno rilasciato ulteriori dichiarazioni su eventuali future collaborazioni digitali. L’attenzione resta concentrata sulla risposta del pubblico a questo ritorno al disegno tradizionale.
Ritenete che la moda debba continuare a puntare sull’artigianato manuale o l’intelligenza artificiale prenderà presto il sopravvento anche nelle campagne di lusso?
Foto: Prada






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