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Protocollo Green Film: come funziona la certificazione di sostenibilità per i set cinematografici
Il protocollo Green Film rappresenta il sistema strutturato ideato per certificare la sostenibilità sul set, trasformando la gestione di energia, trasporti e materiali in un processo misurabile e verificabile. Nato su iniziativa della Trentino Film Commission, questo modello operativo fissa criteri obbligatori e opzionali per abbattere l’impronta ecologica della produzione audiovisiva.
I set concentrano consumi notevoli in tempi ristretti, coinvolgendo decine di professionisti tra allestimenti, riprese e logistica. Comprendere i requisiti necessari permette alle case di produzione di accedere a vantaggi competitivi e relazioni solide con enti e finanziatori.
Come funziona la certificazione per il cinema sostenibile

La struttura di valutazione unisce verifiche documentali a controlli sul campo per garantire che ogni scelta ecologica corrisponda a un’azione reale. Il meccanismo assegna punteggi a scelte facoltative che si sommano al rispetto di regole obbligatorie, raggiungendo una soglia minima indispensabile per ottenere il marchio.
La figura cardine del processo è il green manager di produzione, incaricato di coordinare i singoli reparti e raccogliere contratti, schede tecniche e fatture. La valutazione finale viene poi affidata a verifiche indipendenti, evitando qualunque rischio di greenwashing.
Un errore molto comune è rimandare le scelte ecologiche alle fasi avanzate delle riprese: decidere in pre-produzione permette di attuare pratiche a costo zero che diventerebbero onerose se gestite all’ultimo minuto.
Le 6 aree chiave per accumulare punteggi sul set
L’impianto operativo analizza la vita del set attraverso sei ambiti specifici, ciascuno dotato di indicatori precisi:
- Energia: incentivazione di forniture da fonti rinnovabili per uffici e location, lampade a LED, generatori a basse emissioni e sistemi di accumulo.
- Trasporti: ottimizzazione degli spostamenti con flotte ibride o elettriche, navette, car pooling, utilizzo di treni e selezione di alloggi vicini ai luoghi di ripresa.
- Scenografie e materiali: progettazione modulare, riutilizzo di strutture esistenti, noleggio tramite magazzini dedicati, acquisto di materiali riciclati e donazione o recupero a fine lavorazione.
- Catering: impiego di stoviglie riutilizzabili, erogatori d’acqua alla spina, fornitura di cibo locale, riduzione di ingredienti ad alta intensità di emissioni e donazione del cibo in eccesso.
- Rifiuti: abolizione dei prodotti monouso, stazioni presidiate per la raccolta differenziata e accordi con aziende autorizzate per tracciare e pesare i materiali avviati al recupero.
- Comunicazione: sessioni di formazione e briefing per cast e troupe, cartellonistica informativa sul set e rendicontazione finale accessibile.
Guida pratica: i passaggi per ottenere il marchio
- Nominare il green manager prima dell’inizio delle attività preparatorie e analizzare i criteri operativi.
- Definire il piano operativo fissando traguardi specifici per ciascun reparto.
- Inserire vincoli ambientali nelle gare di appalto e nei contratti con i fornitori esterni.
- Raccogliere sistematicamente le prove documentali, inclusi formulari dei rifiuti, bollette energetiche, documenti di trasporto e registri fotografici.
- Sottoporre la documentazione all’ente terzo per la verifica finale e l’attribuzione del punteggio.
Green Film, albert e Berlinale: standard a confronto

Nel panorama europeo esistono differenti metodologie per favorire la transizione verde nel settore audiovisivo. Il modello italiano ideato dalla Trentino Film Commission si distingue per un approccio pragmatico incentrato sulla conformità contrattuale e documentale delle lavorazioni.
| Metodologia | Elementi distintivi |
|---|---|
| Protocollo Green Film | Sistema a punti su 6 aree operative, verifiche indipendenti sui set e requisiti integrati nei contratti. |
| albert (BAFTA) | Focus su calcolatore delle emissioni (carbon calculator), formazione della troupe e livelli per genere produttivo. |
| Linee green Berlinale | Quadro di buone pratiche per eventi e manifestazioni focalizzato su trasporti pubblici, riuso e riduzione della carta. |
Mentre il protocollo britannico promosso da BAFTA punta sul calcolo matematico della carbon footprint e sulla cultura di reparto, la certificazione ideata in Trentino convalida la correttezza delle filiere di fornitura. Molti produttori scelgono oggi di combinare entrambi gli strumenti per garantire trasparenza analitica e rigore operativo.
💚 Integrare la sostenibilità nelle produzioni cinematografiche è ormai un passo obbligato per un’industria audiovisiva responsabile.
✨ Conoscere i protocolli ambientali permette a troupe e registi di valorizzare il proprio lavoro artistico senza pesare sul territorio.
📱 Hai mai partecipato a lavorazioni che applicano criteri green o vuoi saperne di più su questi standard operativi?
👇 Condividi la tua esperienza o poni le tue domande nei commenti qui sotto!
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