Il piano per l’anno scolastico 2026/2027 punta a ridefinire l’equilibrio tra nuove tecnologie e apprendimento tradizionale. Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha delineato le future linee guida in una lunga intervista concessa al settimanale Famiglia Cristiana.
La visione ministeriale poggia su un principio netto: l’avanzata dell’automazione non deve oscurare le capacità cognitive umane. L’intervento riguarda la struttura stessa dell’insegnamento, dalle prime classi fino all’esame di Stato.
Grammatica, corsivo e legame con la realtà
I nuovi programmi scolastici, definiti da Valditara come un impianto di rottura, rimettono al centro lo studio formale dell’italiano. Spazio rinnovato a grammatica, sintassi, calligrafia e scrittura in corsivo fin dalla scuola primaria.
Anche l’insegnamento della storia si focalizzerà con maggiore intensità sulle radici della civiltà occidentale. Per la matematica, l’indicazione impone di partire dall’osservazione dei fenomeni concreti per risalire alle formule astratte.
Il ministro ha richiamato l’esempio dell’ultima maturità scientifica, dove le tracce partivano da eventi fisici reali, come l’abbassamento delle acque del lago di Bracciano e il terremoto del Friuli, per applicare i modelli di calcolo.
Blocco degli smartphone e fondi per l’intelligenza artificiale
Valditara ha confermato il divieto assoluto dei cellulari in classe, anche per scopi didattici. La decisione si fonda su evidenze scientifiche che collegano l’uso precoce degli schermi alla riduzione di memoria, attenzione e sviluppo neurologico nei più giovani.
Il ministero stanzia parallelamente 400 milioni di euro per la formazione digitale del personale, affidata all’Indire, a cui si sommano altri 100 milioni destinati all’impiego dell’intelligenza artificiale nei percorsi scolastici.

L’IA seguirà binari differenziati in base al ciclo di studi: comprensione del linguaggio macchina alle elementari e supporto specialistico alle discipline scientifiche STEM nelle scuole superiori.
La memoria mnemonica e i cantautori nei licei
Alle elementari torna l’obbligo di mandare a memoria i testi poetici, citando classici come L’Infinito di Leopardi, Il cinque maggio di Manzoni e La cavallina storna di Pascoli, misura indicata per contrastare il deficit di concentrazione causato dal digitale.
Nei licei il canone letterario si allarga alla musica d’autore: nei programmi troveranno spazio i testi di Fabrizio De André, Francesco Guccini, Francesco De Gregori e Lucio Battisti, oltre alla tradizione operistica di Verdi e Puccini.
Consenso genitoriale, disabilità e piccoli plessi
Sui temi etici, il ministro ribadisce l’obbligo del consenso informato dei genitori per le attività di educazione sessuale, confermando la ferma opposizione all’ingresso di teorie di genere o impostazioni ideologiche nelle classi. Restano invece obbligatori i percorsi sull’educazione al rispetto e il contrasto alla violenza di genere.
Sull’organizzazione delle classi, Valditara boccia qualsiasi ipotesi di separazione per gli alunni con disabilità, definendo l’integrazione l’unica via per valorizzare le differenze individuali. Per gli studenti di origine straniera, l’obiettivo è evitare concentrazioni eccessive con lacune linguistiche attraverso percorsi di potenziamento dell’italiano.
Riguardo alla rete degli istituti, il calo delle nascite impone la salvaguardia delle scuole nelle aree montane, disagiate e nelle isole minori, evitando chiusure indiscriminate nei territori a rischio spopolamento.

