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Roberto Cervellati travolto a Roma da un monopattino: chi era il fisico e la caccia al pirata
Il fisico Roberto Cervellati, storico ricercatore dell’Enea e figura cardine delle prime grandi spedizioni scientifiche italiane nei ghiacci polari, è morto al Policlinico Gemelli dopo essere stato investito da un monopattino elettrico a Roma. L’incidente è avvenuto a breve distanza dalla sua abitazione, mentre il novantaduenne camminava con alcune buste della spesa.
Chi guidava il veicolo non si è fermato a prestare i primi soccorsi, accelerando e facendo perdere rapidamente le proprie tracce nel traffico cittadino. Mentre le forze dell’ordine setacciano ogni telecamera del quartiere per dare un nome al responsabile, l’intera comunità scientifica nazionale si ritrova unita nel lutto per la perdita di uno studioso a cui è stato persino intitolato un ghiacciaio polare.
La sequenza dei fatti: dall’impatto su viale Angelico alle indagini
- Venerdì pomeriggio: Cervellati sta rincasando a piedi percorrendo la pista ciclabile di viale Angelico, nel centrale quartiere Prati, quando viene travolto alle spalle da un monopattino elettrico.
- Pochi minuti dopo l’urto: Alcuni passanti allertano il numero unico delle emergenze; sul selciato arrivano le ambulanze del personale sanitario e le pattuglie del I Gruppo Prati della Polizia Locale.
- La corsa verso l’ospedale: Il fisico viene trasportato d’urgenza in codice rosso al Policlinico Gemelli, dove le sue condizioni cliniche appaiono subito disperate a causa delle gravi lesioni riportate nell’impatto e nella successiva caduta.
- Sabato: Dopo ore di agonia e nonostante i tentativi del personale medico di stabilizzarlo, sopraggiunge il decesso.
- Nelle ore successive: Gli investigatori della polizia municipale acquisiscono le riprese degli occhi elettronici posizionati lungo la direttrice stradale per identificare il conducente fuggito.
L’impatto mortale in viale Angelico e la fuga del conducente
L’incidente si è consumato in una manciata di istanti. Cervellati, che avrebbe compiuto tra poco 93 anni, stava rientrando verso la sua casa dopo aver sbrigato alcune compere quotidiane. Secondo i testimoni ascoltati dalle pattuglie intervenute, lo scienziato stringeva ancora tra le mani le buste della spesa quando il mezzo a due ruote lo ha centrato in pieno.
La caduta sull’asfalto si è rivelata devastante. Chi conduceva il mezzo non ha esitato a scappare, lasciando l’anziano esanime a terra. La notizia ha destato profonda commozione tra i colleghi dell’ente di ricerca, che ricordano l’incredibile spessore umano e professionale dell’esperto. Come ha raccontato a Quotidiano Nazionale il climatologo polare e fisico dell’atmosfera dell’Enea Guido Di Donfrancesco, il carisma di Cervellati aveva segnato intere generazioni di studiosi:
«Lo chiamavamo ‘Il nostro Gandalf’: il carismatico mago coi capelli bianchi che guida la compagnia. Era una persona squisita dal punto di vista umano e come scienziato».
Dal ghiacciaio intitolato alla passione senza sosta per la ricerca
La carriera di Roberto Cervellati ha segnato la storia dell’esplorazione geografica e scientifica contemporanea del nostro Paese. Ha preso parte a ben 7 spedizioni nel continente bianco, operando anche nel ruolo di capo missione, per poi assumere la guida di cruciali incarichi operativi e di coordinamento. Tra il 1992 e il 2006 ha rappresentato ufficialmente l’Italia all’interno dello Scientific Committee on Antarctic Research, l’organismo scientifico internazionale preposto alla tutela e allo studio dell’Antartide.
Nel 2006 gli è stato reso un tributo rarissimo per uno scienziato vivente: l’assegnazione ufficiale del toponimo Cervellati Glacier a un imponente ghiacciaio nella Terra di Ellsworth occidentale. Come evidenziato da Zazoom Social News, la dedica polare riconosceva formalmente un lavoro decennale senza precedenti nelle terre australi. Nonostante fosse andato in pensione da tempo, il fisico continuava a offrire il proprio supporto ai progetti di ricerca dell’Unità tecnica Antartide, dedicando il resto del tempo alla figlia e agli amati nipoti.
A che punto sono le indagini e gli elementi al vaglio degli inquirenti
L’attenzione degli inquirenti è ora interamente focalizzata sulla caccia al pirata della strada. Gli agenti del I Gruppo Prati stanno incrociando le testimonianze raccolte dai passanti con i filmati delle telecamere pubbliche e private affacciate su viale Angelico e sulle vie limitrofe. I fotogrammi potrebbero aver immortalato la traiettoria di fuga del monopattino, il modello del veicolo o elementi utili a risalire ai dati del noleggio, qualora si trattasse di una flotta in sharing.
Il fascicolo aperto dalle autorità riguarda le ipotesi di reato legate all’omissione di soccorso e alle conseguenze mortali dell’impatto stradale. Chi indaga spera che il responsabile decida di presentarsi spontaneamente prima che siano i riscontri visivi a chiudere il cerchio.
Nelle prossime ore sono attesi i primi esiti ufficiali dall’analisi dei varchi video della zona di Prati e le disposizioni dell’autorità giudiziaria sui rilievi tecnici.
Riusciranno le telecamere di viale Angelico a dare un volto al pirata della strada?

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