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Alberto Aquilani dopo il ko con la Roma: «Sono io il responsabile»

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Alberto Aquilani dopo il ko con la Roma: «Sono io il responsabile»
Alberto Aquilani dopo il ko con la Roma: «Sono io il responsabile»

Alberto Aquilani mette la faccia davanti alle telecamere dopo la sconfitta contro la Roma e non cerca alcun alibi: «Sono io il responsabile, non posso nascondermi dietro un dito». La quinta caduta consecutiva apre una voragine nella stagione del Sassuolo e trasforma la pausa per le nazionali nel momento più delicato della gestione tecnica neroverde.

Il verdetto dello stadio Olimpico ha lasciato strascichi pesanti. La società si è presa ore di riflessione per capire se interrompere il rapporto con l’allenatore romano o concedergli ancora fiducia per invertire una rotta diventata allarmante.

«Non è questa la gara che pensavamo di vincere, ma così poco non me lo aspettavo. Con la palla facciamo poco, c’è poca personalità, poco coraggio, altrimenti diventa impossibile. Dopo l’1-0 non c’è stato più nulla e mi dispiace, se penso a come siamo partiti, mi aspettavo e mi aspetto qualcosa di più. Sono io il responsabile, non posso nascondermi dietro un dito. Nella vita c’è anche la dignità, non si sfugge al problema, è un po’ che ne parliamo.»

L’allenatore del Sassuolo ha pronunciato queste parole ai microfoni di Sky Sport pochi minuti dopo il fischio finale della partita persa a Roma, commentando a caldo un blackout che non ha trovato spiegazioni tattiche efficaci.

I numeri della crisi neroverde prima della trasferta all’Olimpico

La partenza del campionato aveva raccontato una storia del tutto diversa. Il Sassuolo aveva raccolto 7 punti nelle prime quattro giornate, superando il Torino e centrando persino un successo di prestigio contro la Juventus, oltre al pareggio strappato sul campo del Bologna.

Da quella prima fase incoraggiante si è passati a una frenata improvvisa cominciata contro il Monza. Come riassunto da Goal.com, nelle ultime sette partite gli emiliani hanno messo insieme appena un punto, grazie al pareggio casalingo contro il Milan, incassando ben cinque sconfitte consecutive.

Il dato che allarma maggiormente l’ambiente riguarda la fase difensiva. Con 29 reti incassate in appena undici gare, la formazione emiliana detiene il peggior rendimento difensivo della Serie A.

A Roma l’assenza di Domenico Berardi e Cristian Volpato ha spinto lo staff a cambiare modulo. La squadra ha accantonato il consueto 4-3-3 per presentarsi con un 3-5-2 affidato alla coppia offensiva composta da Esposito e Armand Laurienté, ma l’esperimento non ha prodotto reazioni: dopo mezz’ora il Sassuolo era già sotto di due reti, senza che l’ingresso di Bowie al posto di Matic nella ripresa cambiasse l’inerzia.

Cosa significano le parole del tecnico sulla dignità e sulla fiducia

Nel suo intervento televisivo, Alberto Aquilani ha puntato il dito soprattutto sull’approccio mentale dei suoi calciatori. Nessuna scusa legata agli infortuni o alle scelte arbitrali, ma una presa d’atto netta dei limiti emersi in campo.

«È evidente che c’è un deficit da questo punto di vista, per giocare un determinato calcio bisogna essere più leggeri. È una situazione molto complicata, bisogna fare qualcosa in più. Se sento la fiducia della società? Sì, ma io mi metto in discussione. Devono cambiare parecchie cose.»

Il richiamo alla dignità personale chiarisce che il tecnico non intende trincerarsi dietro la durata del proprio contratto. Aquilani riconosce che il deficit psicologico blocca la manovra e toglie sicurezza nel palleggio. Allo stesso tempo, la frase sulla fiducia societaria fotografa un equilibrio precario: sentirsi sostenuto non cancella la necessità di un’autocritica radicale.

I nomi per la panchina tra tribuna e riflessioni societarie

La dirigenza neroverde valuta attentamente l’ipotesi di una svolta approfittando dello stop del campionato. I riflettori si sono accesi anche sulla presenza di due profili noti sugli spalti dell’impianto capitolino.

Come riportato da Firenze Viola, il club starebbe monitorando con attenzione le piste che portano a Roberto D’Aversa e Vincenzo Montella, entrambi spettatori della sfida tra Roma e Sassuolo.

La presenza dei due tecnici allo stadio ha alimentato le voci di un cambio imminente. Resta da capire se la proprietà deciderà di intervenire subito o se concederà ad Aquilani un ultimo margine di manovra alla ripresa dei lavori.

La decisione finale della dirigenza del Sassuolo è attesa nelle prossime ore, con la pausa del torneo che offre il tempo ideale per l’eventuale inserimento di una nuova guida tecnica.

Ritenete che il cambio di allenatore sia la scelta giusta per salvare la stagione del Sassuolo?

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