Il presidente di Panama, José Raúl Mulino, ha preso una netta posizione pubblica contro le recenti missioni intraprese da diversi deputati dell’Assemblea nazionale a Taiwan.
Attraverso i propri profili social, il capo di Stato ha chiarito che le visite e gli scambi istituzionali con Taipei non rappresentano una decisione ufficiale né concordata con l’amministrazione centrale.
La presa di distanza dell’Esecutivo
“Gli avvicinamenti, i viaggi e gli scambi dei membri dell’Assemblea con Taiwan non significano che l’Esecutivo li avalli”, ha dichiarato Mulino sui canali istituzionali.
La dichiarazione mira a bloccare sul nascere qualsiasi canale di diplomazia parallela aperto dai membri del parlamento panamense in Asia.
Le prerogative istituzionali sulla politica estera
Il presidente ha sottolineato che la conduzione delle relazioni internazionali e della politica estera spetta esclusivamente al governo e non all’organo legislativo.
L’Assemblea nazionale non possiede facoltà costituzionale di ridefinire o influenzare il posizionamento strategico estero deciso dalla presidenza.
Il vincolo con la Repubblica Popolare Cinese
L’intervento di Mulino assume una forte rilevanza geopolitica: Panama ha interrotto i propri legami ufficiali con Taipei il 13 giugno 2017.
In quella data, il Paese centroamericano ha formalmente stabilito relazioni diplomatiche con la Repubblica Popolare Cinese, abbracciando il principio di una sola Cina.

