Una nuova alleanza strategica ridisegna il panorama della cooperazione internazionale italiana. A Bologna e a Brescia è stata presentata ufficialmente Terraperta ETS, una fondazione di partecipazione che unisce le competenze e le risorse di sei organizzazioni non governative attive da oltre cinquant’anni.
L’obiettivo dichiarato del nuovo soggetto è amplificare l’impatto collettivo nella cura della terra e nel sostegno alle comunità più vulnerabili. L’operatività iniziale conta già una presenza strutturata in 22 Paesi del mondo, con 80 progetti in corso che coinvolgono direttamente oltre 235.000 persone.
Le sei realtà fondatrici del nuovo polo solidale
La nascita dell’ente mette a sistema l’esperienza maturata sul campo da sigle radicate in diverse regioni d’Italia. L’intesa aggrega associazioni impegnate da decenni nella difesa dei diritti umani, nello sviluppo agricolo e nella lotta alle disuguaglianze.
- CEFA ETS (Bologna)
- No One Out ETS (Brescia)
- Amici dei Popoli ETS (Bologna)
- Centro Mondialità Sviluppo Reciproco ODV (Livorno)
- Missione Calcutta APS ETS (Bergamo)
- Apurimac ETS (Roma)
Mettendo a fattor comune strutture operative e relazioni internazionali, la fondazione punta a gestire gli interventi umanitari e di cooperazione con una voce unitaria e una maggiore capacità di mobilitazione delle risorse.
Il calendario delle iniziative sul territorio italiano
Oltre all’attività all’estero, Terraperta ETS ha pianificato un programma di sensibilizzazione e raccolta fondi da svolgersi sul territorio nazionale a partire dall’autunno.

Gli appuntamenti di ottobre e novembre
La prima mobilitazione pubblica è fissata per il 17 ottobre a Bologna con la manifestazione «Riempi il Piatto Vuoto», organizzata in coincidenza con la Giornata Mondiale dell’Alimentazione.
Il secondo appuntamento si terrà il 28 novembre a Modena con la campagna «Riempi il mondo di verde», incentrata sulla tutela degli ecosistemi e sul contrasto alla crisi climatica.
Entrambi gli eventi offriranno al pubblico la possibilità di aderire e sostenere direttamente gli interventi attivi nei contesti geografici in cui la fondazione opera.

