Wildlife Photographer of the Year 62: le prime foto premiate arrivano a Milano dopo il record di 65.000 scatti

Wildlife Photographer of the Year 62: le prime foto premiate arrivano a Milano dopo il record di 65.000 scatti
Wildlife Photographer of the Year 62: le prime foto premiate arrivano a Milano dopo il record di 65.000 scatti

Il concorso di fotografia naturalistica più ambito a livello internazionale apre uno spiraglio sui lavori premiati della sua 62ª edizione. Tra oltre 65.000 candidature arrivate da tutto il mondo, la giuria ha iniziato a diffondere in anteprima le immagini insignite della Menzione d’onore.

I riconoscimenti ufficiali di categoria e il titolo assoluto di Fotografo dell’anno saranno assegnati il 13 ottobre 2026. L’intera selezione di cento capolavori sarà presentata al Natural History Museum di Londra prima del debutto milanese.

L’incontro ravvicinato a 83°N e le sfide sul campo

Tra le opere più spettacolari spicca Finestra sul ghiaccio del fotografo norvegese Audun Rikardsen, scattata tra le formazioni glaciali a 83°N. L’immagine adotta la prospettiva sommersa di una foca che guarda verso l’alto, scoprendo un orso polare appostato sul foro di respirazione.

© Audun Rikardsen. Menzione d
Un orso polare fotografato dal punto di vista di una foca attraverso un foro nel ghiaccio marino artico.

Rikardsen ha calato nell’apertura una Canon EOS 6D con ottica 14mm f/2.8 montata su una custodia personalizzata con sensore Camtraptions. L’orso ha afferrato il sensore tentando di estrarre l’attrezzatura, per poi addormentarsi a breve distanza e costringere l’autore a un’attesa di nove ore prima del recupero.

Comportamenti animali e contrasti ambientali

Le altre menzioni d’onore esplorano una grande varietà di habitat e dinamiche ecologiche in ogni continente. Dalle barriere coralline oceaniche alle periferie urbane, i fotografi hanno documentato interazioni predatorie e strategie di sopravvivenza estreme.

© Shane Gross. Menzione d
Un banco di carangidi dagli occhi grandi durante l’avvicinamento di una tempesta all’Isola di D’Arros, Seychelles.

Shane Gross ha catturato alle Seychelles il compatto movimento di un banco di carangidi mentre il maltempo oscurava la luce mattutina. Nelle savane africane, Jens Cullmann ha colto la precisione millimetrica mancata di una rana toro in caccia.

© Jens Cullmann. Menzione d
Una rana toro africana in un balzo verso una farfalla Babul africana.

La biodiversità sottomarina è rappresentata anche dalla sequenza di Ralph Pace lungo le coste californiane della baia di Monterey, dove una lepre di mare scivola sopra una prateria di posidonia.

© Ralph Pace. Menzione d
Una lepre di mare tra la posidonia nella Baia di Monterey.

In Sudafrica, Ernest Porter ha documentato il mutualismo tra specie immortalando un beccabue intento a pulire la pelle di un rinoceronte con un tempo di scatto di 1/5000 di secondo.

© Ernest Porter. Menzione d
Un beccabue intento a pulirsi il becco sul dorso di un rinoceronte nella riserva di Manyeleti.

Il fotografo Loren Elliott ha invece documentato le frequenti incursioni della fauna selvatica nelle aree residenziali della California meridionale, ritraendo un orso nero a mollo in una piscina privata.

© Loren Elliott. Menzione d
Un orso nero immerso nella piscina di un’abitazione nel sud della California.

Il rapporto tra presenza antropica e specie alate è al centro dello scatto di Jack Crockford nei pressi dell’aeroporto londinese di Heathrow, dove un rondone sfreccia davanti alla traiettoria di atterraggio di un aereo di linea.

© Jack Crockford. Menzione d
La sagoma di un rondone in volo davanti a un aereo di linea nei pressi di Heathrow.

Nel micro-mondo forestale dell’Ecuador, Gil Wizen ha individuato un esemplare mimetico di cavalletta drago dei licheni lungo appena 15 millimetri, ripreso con un obiettivo macro dedicato.

© Gil Wizen. Menzione d
Una cavalletta drago dei licheni nella Stazione Biologica Wildsumaco in Ecuador.

Nelle zone umide del Pantanal brasiliano, Andrew Parkinson ha isolato con un teleobiettivo da 800mm la figura di un avvoltoio nero posato sui resti di un caimano yacaré.

© Andrew Parkinson. Menzione d
Un avvoltoio nero posato sui resti di un caimano yacaré nel Pantanal brasiliano.

Andrea e Maceo Grammatico hanno invece combinato 37 fotogrammi in focus stacking per immortalare una zanzara mentre preleva sangue dalle scaglie di una fer-de-lance, serpente tra i più velenosi dell’America centrale.

© Andrea e Maceo Grammatico. Menzione d
Una zanzara mentre si nutre del sangue di una vipera fer-de-lance.

Nel Delta dell’Okavango, Allegra Hutton ha registrato l’agilità di un giovane leopardo durante l’inseguimento arboreo di uno scoiattolo.

A Tokyo, Sora Miyazawa ha documentato gli spostamenti notturni di un rospo del Giappone orientale lungo l’asfalto cittadino.

Nel deserto del Namib, Dewald Tromp ha immortalato la resistenza di un camaleonte del Namaqua investito dalle raffiche di una tempesta di sabbia.

Bence Máté ha ripreso in Kenya uno stormo compatto di quelea dal becco rosso: formazioni che in natura possono contare fino a due milioni di individui concentrati attorno alle fonti d’acqua.

Vegard Byrkjeland Aasen ha infine documentato da prospettiva aerea un’orca adulta che trasporta un piccolo deceduto, rilasciandolo e recuperandolo a fondo durante ripetute manovre interpretate come tentativi di rianimazione.

L’approdo della mostra al Museo della Permanente a Milano

L’esposizione italiana delle cento fotografie finaliste e vincitrici è curata dall’Associazione Culturale Radicediunopercento. La sede designata è il Museo della Permanente, situato in via Filippo Turati 34 a Milano.

Le immagini resteranno accessibili al pubblico milanese dal 20 novembre 2026 al 7 febbraio 2027.

  • Sede: Museo della Permanente, via Filippo Turati 34, Milano
  • Date: dal 20 novembre 2026 al 7 febbraio 2027
  • Organizzazione: Associazione Culturale Radicediunopercento

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