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Silvia Salis frena sulla politica nazionale: “Altri quattro anni a Genova”, poi il fronte unito sull’ex Ilva

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Silvia Salis durante un incontro istituzionale
La sindaca Silvia Salis impegnata tra i dossier industriali e il dibattito politico nazionale.

Silvia Salis spegne le speculazioni su una sua discesa immediata nell’agone romano: ha ancora quattro anni di mandato alla guida di Genova e non intende candidarsi a ruoli nazionali nel prossimo ciclo elettorale. La prima cittadina ligure chiude così le ipotesi che la indicavano come possibile figura federatrice per l’area centrista del centrosinistra, ribadendo l’impegno prioritario per la sua città proprio mentre affronta dossier territoriali incandescenti.

Tra questi spicca la vertenza industriale legata all’ex Ilva, per la quale ha preso parte a un asse istituzionale congiunto tra Liguria e Piemonte per difendere i livelli occupazionali e la produttività degli stabilimenti del Nord. Le ultime prese di posizione dell’amministratrice tracciano una linea netta che unisce pragmatismo amministrativo, gestione delle crisi produttive e visione sul futuro assetto della coalizione progressista.

Politica nazionale e centrosinistra: la linea di Silvia Salis

Le voci su una chiamata a Roma come perno di una federazione moderata sono state respinte con fermezza dalla diretta interessata. Nel corso di un intervento televisivo a Otto e mezzo su La7, la sindaca ha chiarito i termini del confronto con i vertici del Partito Democratico e con la segretaria Elly Schlein, ribadendo il proprio ruolo locale.

Ho altri quattro anni di mandato a Genova. Se per me ci sarà un giro per me in politica nazionale, non sarà il prossimo.

Pur confermando la piena sintonia e il sostegno ricevuto dal Partito Democratico per l’amministrazione del capoluogo ligure, Salis ha analizzato la situazione interna dell’alleanza, a partire dal meccanismo delle primarie fino all’allargamento del campo politico per costruire un’alternativa competitiva.

Con Schlein ci sentiamo spesso, non mi ha chiesto formalmente di fare la “federatrice”, ma mi sostiene a Genova come Pd. Credo si vinca ovunque, anche al centro che ha un peso come l’estrema sinistra. Per me tutti dentro, anche Renzi: l’obiettivo è vincere.

Il posizionamento della sindaca non elude i nodi programmatici più dibattuti, tra cui la gestione della sicurezza urbana e le politiche fiscali. Salis ha criticato la tendenza dell’esecutivo a intervenire sulla cronaca attraverso la decretazione d’urgenza, sostenendo che le norme sanzionatorie già esistano e che serva invece investire in prevenzione, scuola aperta, sport e supporto al disagio giovanile per non scivolare da uno Stato sociale a uno Stato unicamente penale. Sulla proposta di un’imposta patrimoniale, la prima cittadina invita alla cautela: ritiene che lo strumento vada spiegato con chiarezza per non allarmare chi detiene piccoli patrimoni, rimandando ogni definizione tecnica su eventuali soglie a valutazioni ponderate.

Vertenza ex Ilva: il fronte compatto tra Liguria e Piemonte

Dalle questioni politiche al tavolo produttivo: l’attività istituzionale di Silvia Salis ha registrato un momento chiave nel vertice interregionale tenutosi a Torino insieme al presidente ligure Marco Bucci, al presidente piemontese Alberto Cirio e al vicesindaco Alessandro Terrile. L’incontro ha riunito amministratori, sindacati, vertici aziendali e commissari straordinari di Acciaierie d’Italia e di Ilva in amministrazione straordinaria.

Al centro del summit c’è la tutela occupazionale degli stabilimenti dell’area settentrionale. A Genova Cornigliano il fermo produttivo interessa 280 dei 917 lavoratori, a cui si sommano 193 dipendenti dell’amministrazione straordinaria e i 50 lavoratori della Sanac di Vado Ligure, tutti collocati in cassa integrazione. Una situazione analoga tocca il Piemonte tra i siti di Novi Ligure, Racconigi e la Sanac di Gattinara, con centinaia di richieste di ammortizzatori sociali in corso.

Il documento in 5 punti inviato al governo

L’esito del vertice ha prodotto una posizione unitaria indirizzata alla Presidenza del Consiglio dei ministri e al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per garantire la sostenibilità operativa:

  1. Unità del gruppo senza esclusività: preservare l’integrità del gruppo siderurgico nazionale consentendo agli stabilimenti di Genova, Novi Ligure e Racconigi di acquistare materie prime anche fuori dal bacino di Taranto.
  2. Piano operativo ordini: presentazione alle amministrazioni di un programma certo su acquisti e commesse industriali.
  3. Parità di tutele: estensione degli ammortizzatori e delle protezioni anche all’indotto, equiparando il trattamento a quanto previsto per i lavoratori pugliesi.
  4. Anticipo della cassa integrazione: attivazione immediata di misure regionali per anticipare i fondi ai dipendenti coinvolti.
  5. Tavolo permanente: mantenimento di una cabina di regia costante tra le due Regioni fino al superamento dell’emergenza.

Fatti a confronto: le cifre della crisi siderurgica

Fatti a confronto: le cifre della crisi siderurgica

Contrariamente all’idea comune che la siderurgia del Nord sia marginale rispetto ai volumi del Mezzogiorno, gli stabilimenti liguri e piemontesi rappresentano un asse produttivo strategico che sconta un forte sottoutilizzo degli impianti.

Territorio / Stabilimento Dati occupazionali e operativi
Genova Cornigliano (Liguria) 280 lavoratori fermi su 917 totali; capacità produttiva ferma al 38%
Ilva AS e Sanac (Liguria) 193 dipendenti Ilva AS e circa 50 lavoratori Sanac Vado Ligure in CIG
Piemonte (Novi Ligure e Racconigi) 614 lavoratori coinvolti; richiesta CIG per 585 dipendenti totali
Sanac Gattinara (Piemonte) Circa 55 addetti complessivi, di cui 50 collocati in cassa integrazione

Oltre alle vertenze di settore e alla gestione cittadina, le ultime uscite pubbliche della sindaca hanno toccato anche la sfera culturale e personale, tra il tour di presentazione del suo volume edito da Feltrinelli e il dialogo registrato nel podcast di Alessandro Cattelan.

📱 Il posizionamento di Silvia Salis ridefinisce gli equilibri del centrosinistra e fissa le priorità amministrative per la Liguria.

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