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Silvia Salis tra Renzi e Schlein: l’investitura a sorpresa e il no della sindaca di Genova

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Silvia Salis tra Renzi e Schlein: l'investitura a sorpresa e il no della sindaca di Genova
Silvia Salis tra Renzi e Schlein: l'investitura a sorpresa e il no della sindaca di Genova

Silvia Salis si ritrova al centro del risiko nazionale. Matteo Renzi ha deciso di puntare forte su di lei per guidare l’area centrista in vista delle scadenze politiche, ma la sindaca di Genova ha risposto frenando subito le ambizioni romane. La sua scelta, arrivata a stretto giro, parla di fedeltà al mandato cittadino e di una convergenza esplicita con la leader dem Elly Schlein.

Una manovra repentina ha trasformato l’ex campionessa sportiva in una pedina chiave del cosiddetto campo largo. Tra offerte di leadership, incontri di coalizione e persino una pausa domenicale sugli spalti di una partita di calcio, la cronologia dei fatti chiarisce la vera traiettoria dell’ex martellista.

La sequenza dei fatti: come Silvia Salis è finita al centro del risiko

  1. L’affondo di Matteo Renzi: L’ex presidente del Consiglio rilascia un colloquio in cui candida ufficialmente la sindaca ligure a federatrice del polo moderato a partire da febbraio, prospettando un futuro incarico di governo per le politiche del 2027.
  2. Il freno pubblico della sindaca: Salis respinge l’etichetta di leader designata, bollando pubblicamente il dibattito come «discussioni sterili» e ribadendo che la priorità assoluta resta l’amministrazione del capoluogo ligure.
  3. L’abbraccio con Schlein all’evento di Volt: A Genova, in occasione della convention del movimento Volt Italia, la prima cittadina accoglie con calore la segretaria del PD, mostrando una sintonia che congela le manovre solitarie dei centristi.
  4. La trasferta allo stadio dei Marmi: A poche ore dai vertici politici, Salis si siede in tribuna a Carrara insieme alla collega Serena Arrighi per assistere alla sfida di Serie B tra Carrarese e Sampdoria, segnando un momento di normalità lontano dalle correnti di partito.

Il punto di svolta: l’investitura di Renzi e la risposta da Genova

A innescare il caso è stata l’uscita a sorpresa del leader di Italia Viva. Renzi ha individuato nella figura dell’ex atleta olimpica il profilo adatto per aggregare le diverse anime dell’area riformista e liberale, prefigurando per lei un destino ben oltre la Liguria.

Come riporta HuffPost Italia, l’ex premier ha tracciato uno schema netto per il futuro dell’esecutivo: «È evidente che Salis, non avendo la possibilità di sedere in Parlamento, avrebbe il diritto, e probabilmente anche un po’ il dovere, di sedere al governo».

«È evidente che Salis, non avendo la possibilità di sedere in Parlamento, avrebbe il diritto, e probabilmente anche un po’ il dovere, di sedere al governo».

La risposta di Silvia Salis ha disinnescato subito la sortita. Nessun passo indietro rispetto all’impegno assunto con i cittadini liguri, nessuna intenzione di farsi arruolare come bandiera di una sola componente. La sindaca ha preferito blindare il lavoro a palazzo civico, liquidando i retroscena come speculazioni premature.

La sponda di Schlein e la sosta calcistica a Carrara

La smentita politica ha trovato una conferma plastica poche ore dopo. Sul palco dell’assemblea di Volt Italia, convocata per ufficializzare la candidatura di D’Antuono per il 2027, Salis ha condiviso la scena con Elly Schlein. L’abbraccio caloroso tra le due ha inviato un segnale distensivo a tutta la coalizione progressista: nessun asse alternativo, ma un dialogo costante all’interno del fronte comune.

Subito dopo i riflettori della kermesse, la sindaca si è concessa qualche ora di sport. Come documenta Il Tirreno, Salis ha seguito dagli spalti dello stadio dei Marmi la vittoria esterna della Sampdoria sulla Carrarese per 1-0, decisa da un gol di Gennaro Tutino, sedendo accanto alla sindaca di Carrara Serena Arrighi.

Il nodo delle scadenze e la corsa al 2027

Il posizionamento della prima cittadina non chiude del tutto la partita. Nel campo progressista l’esigenza di una figura moderata e attrattiva per l’elettorato urbano resta intatta. La data chiave indicata dalle manovre renziane rimane il mese di febbraio, momento in cui la galassia riformista dovrà definire il proprio assetto organizzativo.

Resta da capire se i continui inviti nazionali costringeranno la sindaca a ricalibrare i suoi piani o se l’abbraccio con il Nazareno basterà a proteggere Genova dalle pressioni dei vertici romani.

I prossimi passi chiariranno se la proposta di febbraio cadrà nel vuoto o se vedrà nascere una nuova trattativa tra i partiti dell’alleanza. Riuscirà Silvia Salis a resistere alle continue offerte della politica nazionale?

Foto: Silvia Salis

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