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Sortino, scontro totale tra sindaco e Grande Sicilia: rottura nella maggioranza
Lo strappo politico nel comune di Sortino è ormai definitivo: il sindaco Vincenzo Parlato e i suoi consiglieri hanno annunciato l’uscita da Mpa-Grande Sicilia per fondare un nuovo percorso, ma i vertici del movimento autonomista ribaltano la narrazione affermando di aver già abbandonato l’amministrazione cittadina da mesi. La tensione esplosa nel centro siracusano segna una profonda spaccatura istituzionale a pochi mesi dalla scadenza elettorale della prossima primavera.
A far precipitare i rapporti sono state visioni opposte sulla gestione amministrativa della “città del miele”, trasformando una convivenza formale in uno scontro frontale che mette a nudo i numeri effettivi all’interno dell’aula consiliare.
Chi lascia chi: le due versioni a confronto sul caso Sortino Grande Sicilia

La scintilla dello scontro istituzionale riguarda la paternità della rottura politica. Da un lato il primo cittadino, Vincenzo Parlato, insieme alla coalizione che lo sostiene, ha comunicato l’intenzione di abbandonare la formazione Mpa-Grande Sicilia per aprire una fase diversa, orientata a coinvolgere la cittadinanza e nuove forze in vista della tornata elettorale amministrativa.
Dall’altro lato, la reazione del movimento autonomista locale è stata immediata e perentoria. Il commissario cittadino Pippo Mezzio e la presidente del Consiglio Comunale, Desirée Galati, unici componenti iscritti al gruppo consiliare di Grande Sicilia, respingono le dichiarazioni del sindaco, evidenziando come la separazione fosse già avvenuta sul piano pratico da lungo tempo.
Non è il sindaco che lascia Grande Sicilia, è il nostro movimento che ormai da mesi ha abbandonato questa amministrazione. Il sindaco, forse un po’ distratto, se ne accorge soltanto adesso.
Mentre la maggioranza consiliare descrive l’addio al cartello autonomista come una scelta strategica per rinnovare il progetto civico, gli esponenti del partito sostengono che si tratti semplicemente di una presa d’atto tardiva di un dissenso già formalizzato.
Le accuse sul governo della città: servizi essenziali contro eventi effimeri
Alla base del dissidio non ci sono soltanto dinamiche di partito o strategie elettorali, ma una divergenza sui provvedimenti concreti adottati negli ultimi anni per il territorio sortinese.
Politiche sociali, edifici scolastici e impianti sportivi
Gli esponenti autonomisti hanno indirizzato critiche severe verso la gestione delle risorse pubbliche. Secondo quanto sottolineato da Mezzio e Galati, il governo locale avrebbe progressivamente trascurato le reali priorità della comunità:
- Edilizia scolastica e strutture sportive: interventi ritenuti insufficienti a garantire spazi adeguati ai giovani e alle famiglie.
- Welfare e politiche sociali: carenza di supporto mirato verso le fasce più fragili della popolazione cittadina.
- Eventi e visibilità: preferenza per iniziative ricreative, intrattenimenti e momenti conviviali, giudicati dal movimento autonomista come scelte poco incisive e orientate a dare visibilità personale al primo cittadino.
Sortino è al degrado assoluto, ha bisogno di servizi, attenzione alle famiglie, investimenti concreti, non di un’amministrazione che pensa solo alla propria voglia di restare al suo posto.
Il contrasto evidenzia una credenza diffusa nella politica locale, secondo cui le uscite dalla maggioranza avvengano esclusivamente al momento del comunicato pubblico. La realtà amministrativa ha invece dimostrato che i voti favorevoli espressi in passato dal gruppo autonomista rispondevano a un senso di responsabilità verso la città, senza che vi fosse più un’intesa programmatica con la giunta.
I numeri in Consiglio Comunale e i nodi verso le prossime elezioni

Con l’allontanamento definitivo del gruppo autonomista, l’attenzione si sposta sulla tenuta dell’aula consiliare. Grande Sicilia ha formalmente chiesto al sindaco di rendere trasparenti i numeri sui quali può ancora contare per approvare le delibere e governare il comune fino al termine del mandato.
| Schieramento | Posizione ufficiale sulla crisi |
|---|---|
| Sindaco Vincenzo Parlato e maggioranza | Uscita da Mpa-Grande Sicilia per avviare una nuova fase partecipata in vista delle amministrative. |
| Gruppo consiliare Grande Sicilia (Galati, Mezzio) | Distanza già formalizzata da mesi; accusa al sindaco di distrazione e richiesta di verificare i voti in aula. |
La verifica politica della maggioranza chiarirà se Parlato disporrà dei voti necessari per concludere il percorso amministrativo senza scossoni, oppure se l’uscita di Grande Sicilia aprirà una stagione di instabilità politica in vista del voto primaverile.
📱 La situazione politica a Sortino si fa sempre più calda verso le prossime elezioni comunali.
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