Il red carpet della Mostra del Cinema di Venezia mette a confronto stili radicalmente diversi, dividendo i critici di moda internazionali. Le scelte sartoriali di modelle, star e registe passano sotto la lente di esperti italiani, francesi e spagnoli.
L’audacia scenografica di Bianca Balti
Bianca Balti sul red carpet della Mostra del Cinema di Venezia.
Bianca Balti ha calcato il tappeto lagunare con una creazione d’impatto firmata Ilya Migmoon, abbinata a gioielli Bvlgari e calzature Alevì. Il dettaglio centrale dell’outfit è rappresentato da una coppia di ali di piume.
Il critico italiano Federico Rocca sottolinea il carisma della modella, capace di trasformare un look rischioso in un esercizio di glamour assoluto. Il verdetto trova piena concordanza all’estero.
Sia l’edizione francese con Pierre Groppo sia quella spagnola con Paloma Simón promuovono l’outfit. Dalla Spagna rimarcano come solo Balti potesse evitare l’effetto carnevalesco, mantenendo eleganza e dignità stilistica.
Il rigore classico di Amal Clooney
Amal e George Clooney sul red carpet della Mostra del Cinema di Venezia.
Amal Clooney ha optato per un abito scuro senza spalline di Tom Ford, contraddistinto da tessuto goffrato e taglio sagomato, accompagnato da orecchini importanti.
Pierre Groppo elogia la precisione millimetrica della caduta dell’abito e la lucentezza discreta del materiale. Per la critica spagnola, il capo disegnato da Haider Ackermann valorizza un’immagine sofisticata, supportata da un’acconciatura meno voluminosa del solito.

Più tiepida la reazione della controparte italiana: Rocca definisce la scelta impeccabile ma eccessivamente convenzionale, priva di veri spunti di rottura rispetto al classico stile hollywoodiano.
La rottura delle regole di Maggie Gyllenhaal
Maggie Gyllenhaal sul primo red carpet della Mostra del Cinema di Venezia.
In veste di presidente di giuria, Maggie Gyllenhaal ha portato sul red carpet un abito a colonna in raso di seta firmato Celine, completato da una collana Serpenti di Bvlgari.
Scarpe basse e coerenza formale
La vera deviazione dai canoni del festival riguarda le scarpe: stringate flat al posto del tacco alto d’ordinanza. Paloma Simón celebra questa decisione come un segnale di sicurezza personale e funzionalità contemporanea.
Mentre la critica francese esprime qualche riserva sulla pesantezza cromatica della silhouette nera, l’Italia premia la totale aderenza tra il profilo artistico della cineasta e la natura minimale delle sue calzature.




