A 25 anni da «La stanza del figlio», Nanni Moretti porta a Venezia una storia d’amore con Jasmine Trinca

A 25 anni da «La stanza del figlio», Nanni Moretti porta a Venezia una storia d'amore con Jasmine Trinca
A 25 anni da «La stanza del figlio», Nanni Moretti porta a Venezia una storia d'amore con Jasmine Trinca

Alla Mostra del Cinema di Venezia, Nanni Moretti spiazza con una scelta inedita per la sua filmografia: una pura storia d’amore. Il titolo è Succederà questa notte, scritto insieme a Valia Santella e Federica Pontremoli, in uscita nelle sale il prossimo 3 dicembre.

L’opera si ispira liberamente a Legami dello scrittore israeliano Eshkol Nevo, già autore del testo da cui Moretti trasse Tre piani. La trama segue Greta e Matteo: lei sta andando a sposarsi quando incrocia un campo da tennis su cui gioca lui, si sfila le scarpe, afferra una racchetta e lo sfida prima di ripartire. Da lì comincia una sequenza di incontri sfalsati che dura anni, tra altri matrimoni, separazioni e figli.

Louis Garrel Nanni Moretti e Jasmine Trinca
Louis Garrel, Nanni Moretti e Jasmine Trinca alla Mostra del Cinema di Venezia.

Il legame con Jasmine Trinca a 25 anni dal debutto

Il perno del progetto è Jasmine Trinca, che torna a lavorare con il regista a venticinque anni da La stanza del figlio. Moretti ricorda la scoperta dell’attrice durante le riprese preparatorie svolte nelle scuole romane ventisette anni fa, quando visionò i filmati registrati al liceo Virgilio.

«Gli assistenti facevano venti secondi da lontano, una figura intera, e poi un primo piano», racconta il cineasta. «Già quando vidi Jasmine inquadrata da lontano capii che era una presenza speciale». All’epoca la giovane studentessa non pensava al cinema e ripeteva di voler fare l’archeologa, intenzione ribadita anche prima di accettare ruoli successivi con Marco Tullio Giordana e nello stesso Il caimano.

L’attrice definisce il rapporto con Moretti come una formazione radicale: «Nanni mi ha dato l’idea del cinema: non di come si sta in scena con il vezzo, ma il senso delle cose. Poi, come si fa con i padri, si prende una distanza e si costruisce il proprio percorso. Sul set interviene continuamente su attori e oggetti, quasi alla pari».

Nanni Moretti
Nanni Moretti al Lido di Venezia.

Louis Garrel e il rifiuto dell’autocitazione

Nel ruolo maschile c’è il francese Louis Garrel, in cui Moretti ammette di aver ritrovato tratti personali durante la fase di montaggio. L’attore ha sperimentato la precisione maniacale del regista sul campo, dalle prove sui tiri a canestro fino alla scelta dei mezzi di scena.

Garrel sperava di salire su una classica Vespa, icona del cinema morettiano da Caro diario, ma si è visto assegnare uno scooter giapponese. Alla richiesta di spiegazioni, la risposta del regista è stata categorica: «Non amo le autocitazioni».

Louis Garrel Nanni Moretti
Louis Garrel e Nanni Moretti all’evento di presentazione veneziano.

La musica rock e il calendario della Mostra

La colonna sonora include brani di Bruce Springsteen e dei Rolling Stones. Il legame con il rocker statunitense risale al concerto visto nel 1988 allo stadio Flaminio di Roma, da cui scaturì la celebre sequenza di Palombella rossa.

Il produttore Domenico Procacci ha dovuto affrontare costi e complessità produttive notevoli per girare sequenze durante un live di Springsteen, prima che Moretti chiedesse di aggiungere anche una traccia della band di Mick Jagger. Procacci ha ammesso di aver pensato inizialmente a uno scherzo.

Louis Garrel Nanni Moretti e Jasmine Trinca
Il cast principale del film fotografato a Venezia.

Moretti ha smentito qualsiasi attrito passato con il festival lagunare, spiegando che l’assenza trentennale dal concorso dipendeva unicamente dai tempi di consegna: i suoi lavori non erano pronti in estate, mentre le riprese autunnali di questa produzione hanno allineato il montaggio con la kermesse di fine agosto.

«Non bisogna pretendere di conoscere i gusti del pubblico per andargli incontro», ha ribadito Moretti. «Bisogna raccontare la storia più urgente in quel momento, cambiando tono e stile ogni volta». La conferenza si è chiusa con un commento secco sul cronometro che impediva divagazioni: «Mannaggia, volevo tanto parlare dell’attualità politica. Sarà per la prossima volta».

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