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Agricoltori Caserta verso la protesta: costi fuori controllo e crisi dei prezzi

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Agricoltori riuniti per organizzare la protesta contro i rincari e la crisi dei prezzi
Costi di produzione insostenibili e tagli ai compensi spingono i produttori agricoli campani a far sentire la propria voce.

I produttori agricoli del territorio casertano si preparano a raggiungere la sede della Regione Campania per denunciare costi di produzione divenuti ingestibili e una politica dei prezzi che rischia di azzerare la redditività delle campagne. Con rincari diffusi su energia, carburanti e risorse idriche, affiancati da accordi commerciali rescissi senza preavviso, le aziende di Terra di Lavoro sono pronte a portare la propria vertenza direttamente alle istituzioni competenti.

La federazione provinciale di Coldiretti Caserta ha infatti formalizzato l’adesione compatta alla manifestazione regionale prevista a Napoli, davanti all’assessorato all’Agricoltura in via Santa Lucia, con una delegazione guidata dal presidente Enrico Amico e dal direttore Giuseppe Miselli. Al centro delle richieste urgenti figurano l’immediata dichiarazione dello stato di crisi e controlli ferrei per fermare le speculazioni che comprimono i margini degli operatori locali.

Cosa spinge alla protesta: energia, forniture e mercato al collasso

Cosa spinge alla protesta: energia, forniture e mercato al collasso

La spirale che soffoca l’agricoltura campana parte dall’impennata delle bollette e dei carburanti necessari per le lavorazioni nei campi, a cui si sommano i rincari dei fertilizzanti e le spese per l’irrigazione. Contemporaneamente, le condizioni di vendita non garantiscono il recupero dei costi vivi sostenuti durante il ciclo produttivo, riducendo al minimo l’accesso al credito per gli investimenti ordinari.

Il direttore di Coldiretti Caserta, Giuseppe Miselli, ha riassunto così la posta in gioco per l’economia provinciale:

Abbiamo scelto di esserci con una rappresentanza numerosa perché la situazione non è più sostenibile. Non si tratta solo di numeri sui bilanci, ma di famiglie che rischiano di chiudere le proprie aziende e di un patrimonio di qualità che rischia di andare perduto. A Napoli porteremo le istanze di migliaia di agricoltori casertani che non chiedono assistenzialismo, ma condizioni eque per poter lavorare. Chiediamo alla Regione risposte rapide, a partire dallo stato di crisi, e controlli rigorosi per fermare le speculazioni che stritolano i nostri produttori. La politica ci ascolti prima che sia troppo tardi.

A rendere il quadro ancora più critico interviene la pratica delle disdette contrattuali unilaterali, che lasciano improvvisamente scoperte centinaia di realtà produttive senza canali alternativi di collocamento per il raccolto e il pescato agricolo.

Dalla filiera bufalina all’ortofrutta: i settori più colpiti

La crisi non risparmia i comparti di punta dell’agroalimentare campano, a partire dagli allevamenti di bufale, pilastro essenziale per la trasformazione lattiero-casearia a marchio d’origine. Qui le pressioni commerciali mirano a comprimere costantemente il compenso riconosciuto agli allevatori, minando le basi di una filiera d’eccellenza.

Il presidente di Coldiretti Caserta, Enrico Amico, ha sottolineato la necessità di contrastare le anomalie della filiera:

Scendiamo in piazza con determinazione e spirito di unità. Anche il comparto bufale, simbolo del Made in Italy nel mondo, sta subendo pressioni inaccettabili con disdette che mirano a comprimere i prezzi a scapito del lavoro degli allevatori. Non possiamo permettere che l’illegalità o le logiche di mercato opache distruggano un’eccellenza che dà lavoro a migliaia di persone. La nostra presenza a Napoli sarà la testimonianza che l’agricoltura casertana è viva, unita e pronta a difendere il proprio futuro. Chiediamo alla Regione di ascoltare il grido di un settore che garantisce cibo sano ai cittadini e chiede solo di poter continuare a farlo con dignità.

Parallelamente, i comparti ortofrutticolo e olivicolo si trovano a fare i conti con la concorrenza di importazioni selvagge e fenomeni speculativi lungo i passaggi intermedi, che allargano il divario tra il costo di coltivazione e il ricavo finale percepito sul campo.

Falso mito: aumenti al dettaglio e guadagni per chi coltiva

Molti consumatori ritengono che i rincari visibili sui banchi dei supermercati si traducano automaticamente in maggiori profitti per i coltivatori. La realtà operativa smentisce nettamente questa percezione: mentre il prezzo finale al consumo subisce gli incrementi della catena logistica e distributiva, la remunerazione riconosciuta alla produzione primaria rimane spesso al di sotto del costo netto di gestione del terreno e degli animali.

Criticità denunciata Impatto sulle imprese casertane
Caro energia e carburanti Spese di gestione dei macchinari e dell’irrigazione insostenibili rispetto ai ricavi.
Disdette unilaterali Perdita improvvisa di commesse stabili e pressione al ribasso sui prezzi di conferimento.
Importazioni e speculazioni Concorrenza sleale nei comparti strategici di ortofrutta, olivo e latte bufalino.
Difficoltà di accesso al credito Mancanza di liquidità per far fronte alle scadenze e rischio concreto di chiusura.

Le richieste sul tavolo della Regione

Le richieste sul tavolo della Regione

La mobilitazione degli agricoltori Caserta converge su rivendicazioni mirate a restituire stabilità economica alle aziende del territorio, articolate su più livelli operativi:

  • Riconoscimento dello stato di crisi da parte dell’amministrazione regionale per sbloccare interventi di emergenza e misure di tutela.
  • Controlli stringenti sui prezzi di filiera per arginare speculazioni e garantire l’applicazione del principio del prezzo equo.
  • Freno alle disdette contrattuali unilaterali per impedire che i produttori primari rimangano privi di sblocco commerciale dall’oggi al domani.
  • Azioni di difesa delle filiere locali contro l’ingresso incontrollato di partite estere a basso costo che svalutano le produzioni protette.

La partenza della delegazione casertana alla volta di Napoli sancisce un momento cruciale di confronto politico e sindacale per definire la sostenibilità futura del comparto.

💚 Segui gli aggiornamenti sul settore primario e la vertenza delle campagne locali.

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