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Allerta meteo Protezione Civile: codice arancione in 6 regioni e temporali intensi

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Cielo plumbeo e pioggia battente durante un avviso della Protezione Civile
La mappa delle criticità idrogeologiche e idrauliche emanata dalle autorità nazionali.

Una nuova e severa fase di maltempo fa scattare l’allerta meteo arancione in 6 regioni italiane, con rovesci di forte intensità, raffiche di vento e grandinate. Il bollettino ufficiale del Dipartimento Protezione Civile evidenzia criticità moderate e ordinarie lungo la penisola a causa del transito della perturbazione numero 5 del mese, spingendo le amministrazioni locali a monitorare con la massima attenzione bacini idrografici e versanti montani.

I territori maggiormente esposti al livello arancione comprendono l’intera Liguria e ampi settori di Piemonte, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Lazio e Campania. Al contempo, una vasta allerta gialla copre gran parte delle restanti regioni da nord a sud, tracciando un quadro di vulnerabilità idraulica e idrogeologica diffusa che impone precauzioni immediate.

Quali sono le zone colpite dal bollettino di allerta arancione?

Quali sono le zone colpite dal bollettino di allerta arancione?

Il provvedimento diramato d’intesa con le autorità regionali distingue tra pericoli derivanti direttamente da piogge torrenziali e minacce legate al dissesto del suolo. Sul fronte dei temporali intensi, la criticità moderata riguarda tutti i bacini marittimi e padani della Liguria e le aree piemontesi di Scrivia, Belbo e Bormida.

La preoccupazione cresce soprattutto per il rischio idrogeologico. Frane, scivolamenti di terra e colate detritiche minacciano cinque territori principali:

  • Campania: sorvegliate speciali l’Alta Irpinia, il Sannio, la Piana campana, Napoli, le isole del golfo, l’area vesuviana, l’Alto Volturno, il Matese e la penisola sorrentino-amalfitana.
  • Lazio: allerta focalizzata sui bacini di Roma, del Liri e della fascia costiera meridionale.
  • Veneto: criticità estesa tra l’alta pianura trevigiana, le Prealpi bellunesi, il Feltrino, il bacino del Piave e l’area vicentina.
  • Friuli-Venezia Giulia: monitoraggio fitto sui bacini di Livenza, Lemene, Tagliamento e Torre.
  • Liguria: attenzione puntata sui bacini marittimi di centro e levante e sul versante padano occidentale.

Questo tipo di allertamento presuppone fenomeni violenti capaci di saturare i bacini idrici in tempi brevissimi. Come viene gestita la risposta sul territorio dai vari enti operativi?

Il Dipartimento della Protezione Civile emette gli avvisi di condizioni meteorologiche avverse d’intesa con le regioni coinvolte, alle quali compete l’attivazione dei singoli sistemi di protezione civile locali.

Il quadro dell’allerta gialla da nord a sud

L’estensione della perturbazione verso levante porta con sé una lunga lista di aree in allerta gialla. Tra le regioni coinvolte figurano Trentino-Alto Adige, Toscana, Umbria, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, oltre a comparti di Lombardia ed Emilia-Romagna.

I fenomeni meteo portano accumuli d’acqua repentini accompagnati da frequente attività elettrica e raffiche di vento, creando disagi alla viabilità e rigurgiti delle reti fognarie urbane.

Differenza tra rischio idraulico e rischio idrogeologico

Esiste spesso confusione tra i termini tecnici impiegati nelle comunicazioni di emergenza. Un errore comune consiste nel ritenere che l’allerta riguardi esclusivamente la quantità di pioggia che cade dal cielo, trascurando la risposta del suolo.

Il rischio idrogeologico interessa l’interazione tra l’acqua e il terreno, traducendosi in frane, cedimenti strutturali dei pendii e ruscellamenti superficiali carichi di fango. Il rischio idraulico, invece, riguarda l’espansione dei corpi idrici principali e secondari, con allagamenti provocati dall’esondazione di torrenti, canali e fiumi che superano gli argini naturali o artificiali.

Tipologia di rischio Fenomeni associati
Rischio idrogeologico Frane, smottamenti, colate di fango e caduta massi lungo i versanti montani o collinari.
Rischio idraulico Esondazione di fiumi, piene torrentizie, allagamenti di pianura e rigurgito fognario.

Come comportarsi durante le fasi di emergenza

Come comportarsi durante le fasi di emergenza

Di fronte a un quadro di instabilità marcata, il sistema di sicurezza raccomanda l’adozione immediata delle norme di autoprotezione per ridurre al minimo l’esposizione al pericolo.

  1. Limitare gli spostamenti: mettersi in viaggio solo in caso di reale necessità ed evitare strade storicamente soggette ad allagamenti o smottamenti.
  2. Evitare i locali interrati: non sostare in cantine, seminterrati o garage durante le fasi di precipitazione intensa.
  3. Stare lontani dai corsi d’acqua: non sostare su ponti, passerelle o argini di fiumi e torrenti durante il passaggio delle onde di piena.
  4. Consultare i canali ufficiali: seguire costantemente gli aggiornamenti emessi dal proprio comune e dal Dipartimento Protezione Civile attraverso i portali istituzionali.

La tempestività delle decisioni individuali fa la differenza quando i sistemi fognari e i bacini montani raggiungono la soglia di saturazione.

🌧️ Resta sempre aggiornato sulle allerte meteo emanate per la tua zona.

📱 Segui le indicazioni della tua amministrazione locale e condividi le informazioni con i tuoi familiari.

💬 Hai notato allagamenti o disagi vicino a casa tua? Lascia un commento qui sotto per raccontare la situazione.

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