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Sciopero autotrasportatori, vertice con Salvini: Sicilia revoca il fermo ma il Sud va avanti
Il vertice tra il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, affiancato dal viceministro Edoardo Rixi, e le delegazioni dei camionisti si chiude con un Paese spaccato a metà: la Sicilia decide di revocare il blocco stradale, mentre Campania, Calabria, Basilicata, Puglia e Molise confermano la prosecuzione della protesta. Sul tavolo delle trattative sono stati stanziati 480 milioni di euro dal Ministero, con il settore che segnala lo sblocco di risorse complessive fino a 1 miliardo di euro e i primi rimborsi diretti per le imprese di trasporto.
Questo pacchetto economico ha convinto gli operatori siciliani ad allentare i presidi autostradali e riaprire i varchi ai caselli, ma non è bastato a spegnere la rabbia nelle altre regioni del Mezzogiorno. I rappresentanti del resto del Sud Italia parlano apertamente di una trattativa priva di soluzioni vincolanti per le proprie priorità operative. La conseguenza immediata è una mobilitazione a oltranza che minaccia di paralizzare intere filiere produttive e logistiche.
La spaccatura territoriale: chi ferma i camion e chi riparte

La mappa dei rifornimenti si divide nettamente tra l’area insulare e la dorsale continentale del Mezzogiorno. Il Coordinamento dei trasportatori di Calabria, Basilicata, Puglia e Molise ha formalizzato un esito del tutto negativo del tavolo ministeriale, dichiarando la totale mancanza di garanzie immediate e confermando il fermo su tutte le direttrici chiave.
Nessun passo in avanti è stato compiuto in questo incontro. La mancanza di risposte concrete rende inevitabile la prosecuzione del fermo: andiamo avanti determinati così come stabilito, a tutela dei diritti e delle istanze dei nostri territori.
La situazione appare altrettanto critica sul versante tirrenico. Il delegato dei trasportatori campani Vincenzo Parisi ha chiarito che, per la quasi totalità degli operatori delle cinque regioni continentali coinvolte, la protesta andrà avanti a oltranza. L’orizzonte temporale indicato per i blocchi è di almeno altri dieci giorni, in attesa di un eventuale confronto risolutivo fissato per martedì 27 novembre, a meno di una convocazione anticipata da parte del dicastero.
I punti nevralgici della paralisi in Campania
I presidi dei mezzi pesanti rimangono attivi sui nodi autostradali cardine, a partire dai caselli della A1 Milano-Napoli e della A30 Caserta-Salerno. Il blocco non riguarda soltanto il traffico di transito, ma soffoca l’accesso agli interporti strategici di Nola e Maddaloni-Marcianise.
Le conseguenze dirette colpiscono da vicino i consumatori e i servizi urbani essenziali:
- Rifornimenti di carburante: si registrano code continue presso i distributori cittadini.
- Grande Distribuzione Organizzata: scaffali vuoti nei supermercati per l’isolamento dei poli logistici industriali tra Teverola e Carinaro.
- Igiene urbana a Napoli: l’azienda municipalizzata Asìa segnala serie difficoltà operative per gli autocompattatori nell’accedere agli impianti metropolitani di smaltimento, a partire dal polo di stoccaggio di Tufino, con il concreto rischio di accumulo di rifiuti in strada.
Fondi stanziati e realtà sul campo: il confronto della trattativa

La convinzione comune che l’annuncio dei fondi pubblici basti a disinnescare automaticamente qualsiasi mobilitazione sindacale si scontra con le complesse dinamiche della logistica su gomma. Nonostante l’erogazione di 480 milioni da parte del ministero e i primi rimborsi riconosciuti agli imprenditori del settore, l’applicazione concreta dei provvedimenti ha convinto solo una parte delle sigle autonome.
| Territorio | Stato della mobilitazione |
|---|---|
| Sicilia | Fermo revocato dopo l’intesa sui fondi |
| Campania | Blocchi confermati per 10 giorni su A1 e A30 |
| Calabria, Basilicata, Puglia, Molise | Fumata nera al tavolo, sciopero a oltranza confermato |
La linea d’azione del governo ha trovato una sponda favorevole nella rappresentanza siciliana, ma la disparità di vedute con le delegazioni continentali lascia aperti scenari complessi lungo le principali arterie di collegamento del Sud.
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