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Auto 2035, la svolta dell’Europarlamento salva i motori termici: cosa cambia per diesel e benzina
Il dossier sui motori tradizionali cambia rotta e riaccende le discussioni online tra automobilisti e appassionati. La commissione Ambiente del Parlamento europeo ha approvato una revisione sostanziale del piano per le Auto 2035, riducendo l’obiettivo di taglio delle emissioni di CO2 allo scarico dal 100% all’87,5% e aprendo uno spiraglio concreto per la permanenza sul mercato di modelli a benzina, diesel e ibridi.
Il voto in commissione ha registrato 48 voti a favore, 30 contrari e 2 astenuti. La misura modifica il tragitto verso la transizione ecologica nei Paesi membri, sollevando interrogativi su quali modelli si potranno ancora acquistare nei concessionari.
Il compromesso di Bruxelles tra quota all’87,5% e carburanti ammissibili
Come riferisce CarX.it, la proposta introduce una flessibilità che non era prevista dal Regolamento UE 2023/851, il quale imponeva lo zero assoluto allo scarico per tutte le nuove immatricolazioni. Con l’impostazione concordata tra Partito Popolare Europeo, Socialisti e Democratici e Renew Europe, i costruttori potranno utilizzare crediti legati all’acciaio a basse emissioni prodotto nel territorio comunitario: questo strumento consentirà di recuperare fino a un ulteriore 7,5%, portando la riduzione complessiva al 95% e lasciando un margine del 5% per i propulsori a combustione.
Accanto alla revisione delle quote percentuali, il testo introduce la categoria dei veicoli che funzionano esclusivamente con carburanti ammissibili. Secondo quanto illustra la Gazzetta del Mezzogiorno, questi modelli verranno considerati a impatto zero nei calcoli normativi dal 2030, a condizione che utilizzino combustibili conformi ai criteri di sostenibilità. Fino al 2032 saranno accettati tutti i carburanti previsti dalla direttiva rinnovabili capaci di tagliare del 65% i gas serra, mentre dal 2033 la lista si restringerà a biocarburanti, biogas e combustibili sintetici di origine non biologica selezionati.
I controlli saranno affidati a un meccanismo digitale sviluppato nell’ambito della normativa Euro 7, pensato per bloccare tecnicamente il funzionamento delle vetture in caso di rifornimento con benzina o gasolio convenzionali.
Le reazioni del settore da Massimiliano Salini agli industriali
Il relatore della proposta, l’eurodeputato Massimiliano Salini, ha evidenziato che l’accordo tutela il principio della neutralità tecnologica senza vincolare il mercato a una sola soluzione, consentendo l’immatricolazione di vetture a combustione se alimentate con carburanti puliti certificati.
Il mondo industriale ha reagito con posizioni articolate. Sul fronte italiano, Anfia e Federauto hanno accolto positivamente l’esito del voto. Confindustria e la federazione tedesca BDI hanno invece parlato di un passo avanti utile ma ancora prudente, ribadendo la richiesta di un taglio incondizionato al 90% senza limitazioni sulle tipologie di carburante.
Preoccupazioni di segno opposto arrivano dalle organizzazioni ambientaliste. L’associazione Transport & Environment ha contestato la decisione, sostenendo che l’inclusione dei biocarburanti rischia di rallentare gli investimenti sull’elettrificazione. In base alle stime diffuse dalla stessa sigla, un allentamento dei target ridurrebbe la quota di vetture a batteria vendute nel 2035 a circa l’85% del totale continentale.
Cosa cambia per gli automobilisti e i prossimi passaggi decisivi
Le nuove disposizioni non toccano le vetture già in circolazione. Gli standard comunitari riguardano unicamente le vetture di nuova produzione, senza vietare l’utilizzo dei veicoli a combustione acquistati in precedenza, salvo diverse restrizioni al traffico stabilite autonomamente dalle singole amministrazioni locali.
Il pacchetto votato prevede anche incentivi per la produzione interna: le vetture elettriche compatte fino a 4,2 metri fabbricate nell’Unione europea peseranno come 1,4 veicoli nel conteggio medio delle case automobilistiche, con quote più alte per i programmi di noleggio sociale. Per i furgoni, la soglia di riduzione per il 2030 scende al 35%, fissando l’obiettivo per il 2035 all’80%.
L’approvazione in commissione Ambiente rappresenta un passaggio interlocutorio: il testo sarà sottoposto al voto dell’assemblea plenaria del Parlamento europeo a dicembre, prima di approdare al tavolo dei negoziati con il Consiglio dell’Unione europea per la stesura definitiva della legge.
Ritenete che l’apertura ai carburanti alternativi sia la scelta corretta per accompagnare la transizione ecologica senza penalizzare gli automobilisti?

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