Skip to content

NotizieNew

Taranto, bimba esclusa dalla mensa scolastica: tra i 12 euro denunciati e la replica del Comune

/ 4 min read 0
Taranto, bimba esclusa dalla mensa scolastica: tra i 12 euro denunciati e la replica del Comune
Taranto, bimba esclusa dalla mensa scolastica: tra i 12 euro denunciati e la replica del Comune

Una bambina di 9 anni è rimasta esclusa dal servizio di mensa Taranto a causa di una morosità contestata ai genitori. La denuncia pubblica del padre ha aperto un caso immediato, parlando di un blocco scattato per soli 12 euro non versati.

L’amministrazione comunale ha risposto ricostruendo una dinamica differente sia sulle cifre contestate sia sulle notifiche trasmesse. Dietro il singolo episodio emergono verifiche interne e una frattura istituzionale sulle modalità di gestione delle rette scolastiche.

La denuncia del genitore: il blocco del servizio per 12 euro

Il caso è esploso dopo la segnalazione del padre della bambina. Secondo quanto ricostruito da NotizieVirgilio, la famiglia ha diffidato l’amministrazione, spiegando che alla figlia di 9 anni era stato negato l’accesso al cibo a causa di un debito insoluto di appena 12 euro.

Il racconto paterno descriveva l’esclusione come un provvedimento punitivo ricaduto direttamente sulla minore. La vicenda ha generato sdegno immediato tra gli altri genitori degli istituti cittadini. La disparità tra l’esiguità della somma e la privazione del servizio mensa ha spinto gli uffici comunali a effettuare un controllo sui registri.

I controlli incrociati avviati dalla direzione Pubblica Istruzione hanno portato a una versione molto diversa da quella circolata nelle prime ore.

La replica dell’assessora: i dettagli su notifiche e cifre

L’assessora all’Istruzione del Comune di Taranto, Maria Lucia Simeone, ha diffuso una nota ufficiale per chiarire la posizione dell’ente. L’amministrazione ha respinto la ricostruzione secondo cui l’alunna sarebbe stata allontanata direttamente davanti ai suoi compagni di classe durante la distribuzione dei pasti.

Il Comune ha specificato che il referente scolastico della mensa aveva avvisato la famiglia prima dell’orario del pranzo. I genitori avevano quindi concordato il prelievo anticipato della figlia dall’istituto prima della pausa refezione.

Il debito reale e la soglia dei 30 euro

Il nodo centrale dell’intervento comunale riguarda l’ammontare economico della morosità. I conti forniti dagli uffici competenti non coincidono con la versione paterna.

La direzione Pubblica Istruzione ha precisato che la prima comunicazione formale inviata alla famiglia risale allo scorso 15 aprile. Il saldo negativo era inoltre visibile ogni giorno sulla piattaforma informatica usata per la prenotazione dei pasti.

La famiglia avrebbe continuato a prenotare i pranzi fino alla fine del precedente anno scolastico, per poi riprendere regolarmente a ottobre senza saldare il dovuto. L’alunna ha così usufruito del servizio a titolo gratuito per diversi mesi, fino a toccare un debito complessivo di 38 euro, superando il tetto massimo di 30 euro stabilito dal regolamento comunale per la sospensione automatica.

La discrepanza tra le versioni ha spinto l’opinione pubblica a interrogarsi su cosa sia realmente accaduto all’interno della scuola.

Cosa si credeva fosse successo contro i dati accertati

La narrazione iniziale parlava di un pasto sottratto al tavolo mentre la classe mangiava regolarmente. Le verifiche dell’amministrazione hanno chiarito che l’alunna non è stata privata del piatto al refettorio, bensì prelevata prima dell’inizio del servizio proprio per evitarle una simile situazione.

Resta il contrasto tra il rigore formale delle delibere e l’impatto psicologico vissuto dall’alunna.

Aspetto contestato Dati forniti dal Comune
Entità del debito 38 euro accumulati (soglia di tolleranza fissata a 30 euro)
Prima comunicazione Inviata il 15 aprile con solleciti visibili su piattaforma online
Modalità di esclusione Avviso preventivo e uscita da scuola prima della refezione
Stato del servizio Sospensione prevista dal regolamento per utenti morosi

L’applicazione rigida delle norme ha aperto un fronte polemico anche all’interno dello stesso Comune.

La reazione di Gianni Liviano: «Sarebbe un fatto aberrante»

Sulla vicenda è intervenuto Gianni Liviano, presidente del consiglio comunale di Taranto. Come riportato da Noi Notizie., Liviano ha richiamato l’amministrazione a una riflessione sul limite tra rispetto delle regole contabili e tutela dell’infanzia.

«Se fosse confermato che a una bambina sia stato impedito di consumare il pasto a scuola per una morosità della famiglia, saremmo di fronte a un fatto aberrante, che non può lasciare indifferenti.»

Liviano ha precisato che la mensa scolastica non può essere considerata soltanto una prestazione a domanda individuale, ma un presidio di socialità e inclusione per prevenire ogni forma di disagio.

«Ma una cosa deve essere chiara: il debito di un genitore non può mai diventare una colpa da far scontare a un bambino.»

Le indagini amministrative proseguiranno per stabilire con precisione se tutte le procedure di tutela della minore siano state rispettate.

L’assessorato sta completando la raccolta degli atti per verificare la correttezza dei passaggi tra plesso scolastico e uffici centrali.

Ritenete corretto sospendere il servizio di mensa per debiti della famiglia o i bambini devono mangiare a prescindere? Dite la vostra nei commenti.

Stay in the loop
Prefer this source in Google
Taranto, bimba esclusa dalla mensa scolastica: tra i 12 euro denunciati e la replica del Comune

Top tips this week

Sei a un solo clic di distanza! 🎉

⚠️ QUELLA SOTTO È SOLO UN'IMMAGINE DI ANTEPRIMA: Per abbonarti, fai clic sul pulsante nero "Vai su Google..." in basso, quindi tocca "Segui" su istitutoimpariamo.it nella schermata successiva come nell'esempio. 100% gratis.

Go to Google & Tap 'Follow' 🚀
Sicuro: è la pagina ufficiale di Google. Non vediamo il tuo account.
Cos’è?

Le fonti preferite sono una funzione di Google: scegli i siti di cui ti fidi e Google mostra le loro notizie più in alto per te. Senza, un sito piccolo come il nostro arriva in cima di rado. Basta una spunta su google.com: niente password, niente registrazione, e puoi toglierla quando vuoi nello stesso posto. Grazie, per noi conta davvero.