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Tredicesima pensioni, accredito fissato al 1° dicembre tra busta più pesante e il nodo tasse sulla Manovra

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Tredicesima pensioni, accredito fissato al 1° dicembre tra busta più pesante e il nodo tasse sulla Manovra
Tredicesima pensioni, accredito fissato al 1° dicembre tra busta più pesante e il nodo tasse sulla Manovra

La tredicesima pensioni verrà accreditata martedì 1° dicembre per tutti i beneficiari, sia su conto corrente bancario sia su conto postale. Il rateo di fine anno risulterà sensibilmente più alto rispetto a quello ordinario, complici diverse componenti economiche che si sommano nell’ultimo cedolino, anche se sul fronte delle tasse le novità sperate hanno preso una piega imprevista.

L’erogazione avverrà in modo automatico da parte dell’Inps, senza la necessità di trasmettere alcuna richiesta telematica o domanda agli sportelli. Per molti pensionati l’assegno di chiusura anno non conterrà soltanto la gratifica natalizia, ma un incrocio di voci contabili e conguagli che modificheranno la cifra netta finale.

Calendario e cifre del pagamento di dicembre per banche e Poste

La data cerchiata in rosso sul calendario previdenziale è martedì 1° dicembre. In quella giornata scatteranno i mandati sia per chi riceve l’accredito direttamente sul proprio conto corrente bancario, sia per chi si affida ai libretti o ai conti di Poste Italiane.

Come spiega QuiFinanza, la gratifica equivale in linea teorica a una mensilità lorda completa: per fare un esempio pratico, su un trattamento di 1.500 euro lordi la somma aggiuntiva è pari ad altri 1.500 euro lordi, mentre su 2.000 euro lordi ne spettano altrettanti. Tuttavia, la cifra netta effettivamente versata è più bassa poiché su questa mensilità aggiuntiva si applica la normale aliquota Irpef in base allo scaglione di reddito complessivo.

Regole diverse valgono per chi è andato a riposo nel corso dell’anno. Per i neopensionati il calcolo non corrisponde a un’intera mensilità, ma viene parametrato in dodicesimi in base all’effettivo numero di mesi di pensionamento maturati durante l’annualità.

Accanto alla gratifica, sul cedolino incide la sospensione delle trattenute per le addizionali regionali e comunali, che nell’ultima mensilità dell’anno cessano di essere prelevate. Per specifiche fasce di aventi diritto subentrano ulteriori integrazioni: la quattordicesima per chi ha raggiunto i requisiti anagrafici e contributivi nella seconda metà dell’anno e un importo aggiuntivo fino a 154,94 euro riservato ai titolari di trattamenti minimi che rispettano determinati tetti di reddito.

Il retroscena della Manovra e l’ipotesi della detassazione

Nelle settimane precedenti alla definizione della Manovra 2027, il confronto politico si era concentrato sull’eventualità di introdurre un meccanismo di detassazione proprio sulla mensilità aggiuntiva. L’obiettivo discusso a livello governativo mirava ad alleggerire il carico fiscale attraverso un’imposta sostitutiva agevolata, evitando l’erosione provocata dall’Irpef ordinaria.

Secondo quanto riportato da Zazoom Social News, nel cedolino di fine anno non figurano arretrati legati alla perequazione annuale, a conferma del fatto che gli incrementi restano vincolati alle sole componenti ordinarie e ai conguagli fiscali. I conteggi di bilancio e la verifica delle coperture hanno quindi imposto un freno alle aspettative di una riduzione secca delle imposte sulla gratifica.

Alla prova dei numeri nel Consiglio dei ministri, il testo approvato della Legge di Bilancio 2027 non ha inserito il taglio dell’imposta sulla tredicesima, lasciando inalterato il sistema di calcolo della tassazione sul cedolino di fine anno.

Il punto in breve
Cosa Dettaglio
Data di pagamento Martedì 1° dicembre su conto bancario e postale
Calcolo ordinario Pari a una mensilità lorda, soggetta a tassazione Irpef
Neopensionati Importo erogato in proporzione ai mesi di decorrenza
Voci aggiuntive Stop addizionali locali e bonus fino a 154,94 euro per aventi diritto
Detassazione in Manovra Esclusa dal testo licenziato dal Consiglio dei ministri

Le posizioni dei partiti e il dibattito sui redditi bassi

Il mancato inserimento della detassazione della tredicesima ha riacceso il confronto tra i partiti della maggioranza. La proposta di applicare una tassazione agevolata è stata portata avanti con costanza da Forza Italia sin dalla precedente sessione di bilancio.

Anche Fratelli d’Italia aveva espresso parere favorevole alla formula, purché circoscritta ai trattamenti e ai redditi più bassi per contenerne l’impatto sui conti pubblici. Il nodo centrale, tuttavia, è rimasto quello del reperimento delle risorse necessarie a finanziare la misura a regime senza creare squilibri nei saldi di finanza pubblica.

Oltre al fattore fiscale, sul cedolino di fine anno pesano anche i conguagli Irpef derivanti dalle dichiarazioni dei redditi: operazioni che, a seconda della posizione del contribuente, possono tradursi in rimborsi a favore del pensionato oppure in ulteriori trattenute a saldo sul totale erogato.

Cosa succede adesso con il passaggio parlamentare

Il percorso della Manovra 2027 si sposta ora nelle aule della Camera dei deputati, dove si aprirà la consueta sessione di esame e discussione degli emendamenti.

L’ipotesi di introdurre l’aliquota agevolata sulla gratifica natalizia per le pensioni potrà essere riproposta soltanto attraverso modifiche parlamentari durante i lavori parlamentari. La fattibilità tecnica della misura dipenderà interamente dalla possibilità di individuare le coperture finanziarie necessarie nel corso del dibattito d’aula.

Il prossimo passo operativo resta quindi la consultazione del fascicolo previdenziale online dell’Inps per verificare il dettaglio analitico delle voci, in vista dell’accredito di inizio mese.

Ritenete che la priorità della Manovra debba essere il taglio delle tasse sulle pensioni o la tutela dei trattamenti minimi?

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