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Briatico tra fede e territorio: a Potenzoni torna San Francesco
A Potenzoni di Briatico la comunità rinnova le celebrazioni per il co-patrono San Francesco con un articolato programma che unisce fede secolare e appuntamenti popolari. Dalla venerazione della reliquia fino al concerto conclusivo dei Gioia Popolare, la frazione costiera diventa il punto di convergenza per i fedeli dell’intero circondario vibonese.
Accanto alla dimensione religiosa che attrae visitatori da diversi centri limitrofi, l’attenzione del comprensorio rimane vigile anche sulla sicurezza delle proprie arterie di collegamento. Gli snodi viari comunali, in particolare i raccordi lungo la direttrice litoranea, continuano a richiedere la massima cautela da parte degli automobilisti in transito.
La tradizione di San Francesco a Potenzoni: una storia dal 1550

Le radici della devozione affondano nella metà del sedicesimo secolo, quando intorno al 1550 venne eretta a San Costantino di Briatico una struttura religiosa per volere di padre Giovanni Scalzo. I frati vi condussero una vita scandita da preghiera e semplicità, fino a quando il violento sisma del 1783 rase al suolo l’edificio lasciando in piedi soltanto ruderi.
In quel tragico frangente la statua del Santo rimase prodigiosamente intatta, venendo trasferita d’urgenza all’interno della chiesa di Potenzoni, risparmiata dai crolli. Da quel momento la sacra effigie è divenuta il perno spirituale delle comunità limitrofe come Zambrone, San Leo, Mandaradoni, Zaccanopoli, Zungri e Filogaso.
Un evento sismico può distruggere le mura di un convento, ma il trasferimento dei simboli sacri trasforma un borgo vicino nel nuovo custode permanente della memoria comunitaria.
Per recuperare questo ponte storico con l’antico convento di San Costantino, è stato collocato sui resti storici un bassorilievo raffigurante il patrono, opera creata dal maestro Pietro Colloca su disegno del parroco Luigi Scordamaglia.
Il calendario tra celebrazioni liturgiche e intrattenimento
Il fine settimana dedicato alle celebrazioni prevede una successione precisa di appuntamenti religiosi e civili pensati per coinvolgere residenti e pellegrini:
- Liturgia vigiliare: recita del Santo Rosario, Santa Messa e il rito dell’ostensione con il bacio della reliquia del Santo.
- Commedia a teatro: la messa in scena dello spettacolo brillante in due atti Mi ficiaru sindacu, a cura della compagnia dell’oratorio San Leonardo di Longobardi.
- Messa solenne e processione: la funzione domenicale seguita dal corteo sacro per le vie di Potenzoni, accompagnato dal complesso bandistico Acam Pernocari.
- Incanti e musica: lo svolgimento dei tradizionali incanti pomeridiani e lo spettacolo musicale serale con i Gioia Popolare.
Viabilità e sicurezza: l’incrocio critico della Sp 95
Se la cultura e la fede animano le colline, il litorale fa i conti con le insidie del traffico veicolare lungo l’ex Statale 522, oggi rinominata Sp 95 e conosciuta come la “Strada del Mare”. L’arteria registra punti di forte criticità, in particolare all’altezza dell’incrocio a raso tra le località di Punta Safò, Punta Scrugli e la diramazione verso Paradisoni.
La conformazione di questo snodo stradale è tornata al centro delle cronache locali a seguito di un violento scontro tra due vetture. La dinamica dell’impatto ha spinto uno dei mezzi fuori dalla carreggiata, facendolo abbattere contro la recinzione perimetrale di una proprietà privata e un negozio di fiori, con il conseguente trasporto d’urgenza di una passeggera in ospedale da parte dei sanitari del 118.
| Elemento del territorio | Caratteristica e contesto |
|---|---|
| Potenzoni | Frazione nota per l’Infiorata e custode dell’effigie storica di San Francesco |
| Ex convento di San Costantino | Sito originario del 1550 distrutto dal terremoto del 1783, oggi valorizzato dal bassorilievo |
| Sp 95 (“Strada del Mare”) | Asse viario litoraneo con punti critici in corrispondenza degli incroci a raso |
| Incrocio Punta Safò – Paradisoni | Snodo ad alto traffico esposto a frequenti rischi di collisione veicolare |
Miti popolari e realtà sui borghi costieri

Spesso si tende a credere che i piccoli centri costieri e collinari vivano esclusivamente in funzione del turismo balneare estivo, cadendo in un letargo totale durante il resto dell’anno. La realtà dei fatti dimostra l’esatto contrario: il tessuto sociale dell’entroterra calabrese mantiene una straordinaria vitalità aggregativa proprio nei mesi autunnali.
Le celebrazioni identitarie e il recupero della memoria storica rappresentano una leva fondamentale per preservare l’integrità culturale del territorio, attirando visitatori motivati dalla riscoperta di tradizioni comunitarie autentiche e durature.
✨ La valorizzazione delle nostre radici passa dal rispetto per i luoghi e per chi li abita ogni giorno.
📱 Raccontare queste comunità significa tutelarne il futuro e la memoria storica.
👇 Lascia un commento qui sotto e condividi la tua esperienza sulle tradizioni di questo territorio.
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