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Donald Trump chiama Dana White come portavoce alla Casa Bianca: la proposta con sei campioni UFC
Donald Trump ha offerto ufficialmente a Dana White, presidente e CEO della UFC, il ruolo di addetto stampa e portavoce della Casa Bianca. L’annuncio è arrivato direttamente dal profilo Truth Social del presidente statunitense, accompagnato da una richiesta insolita: affiancare al capo delle arti marziali miste una squadra composta da sei tra i più noti campioni dell’ottagono. Resta ora da capire se si tratti di una provocazione politica o di un piano operativo reale.
Il podio della sala stampa presidenziale è vuoto da settimane e l’invito pubblico ha immediatamente scosso Washington. La figura del Press Secretary richiede solitamente profili diplomatici e mediatori esperti di comunicazione istituzionale. Trump ha invece deciso di puntare sull’uomo d’affari che ha trasformato la Ultimate Fighting Championship in un impero globale da miliardi di dollari.
Cosa ha scritto Donald Trump su Truth Social?
Nel messaggio condiviso sulla sua piattaforma, Trump non ha usato mezze misure per descrivere il promoter sportivo. Il presidente ha definito il numero uno dell’UFC un profilo perfetto per reggere la pressione quotidiana delle conferenze stampa e degli attacchi dei media.
«Sono lieto di annunciare che il Grande Dana White, un Combattente violento e un Guerriero, ha ricevuto l’offerta per il ruolo di Press Secretary degli Stati Uniti.»
Come riportato da Grappling-italia.com, il post era accompagnato da un fotomontaggio che ritraeva Dana White dietro il celebre podio di Washington, sovrastato dai volti di sei fuoriclasse degli sport da combattimento. Trump ha ribadito l’appello con una frase diretta: «Abbiamo bisogno di queste persone per difenderci dalla Sinistra Lunatica. Dana sarà un Press Secretary come nessun altro. Dana, per favore, accetta il lavoro!».
La lista di atleti suggerita da Trump comprende una combinazione di lottatori d’élite, molti dei quali non hanno la cittadinanza americana:
- Islam Makhachev, campione UFC dei pesi welter;
- Khabib Nurmagomedov, ex campione dei pesi leggeri ritiratosi imbattuto con un record di 29-0;
- Justin Gaethje, vincitore del titolo dei pesi leggeri a giugno contro Ilia Topuria;
- Daniel Cormier, ex campione dei pesi massimi e medio-massimi, attuale commentatore televisivo;
- Amanda Nunes, ex detentrice della doppia cintura femminile UFC;
- Kayla Harrison, campionessa dei pesi gallo ed ex judoka vincitrice di due ori olimpici.
Questa insolita delegazione andrebbe a formare un gruppo composto da specialisti di sambo daghestano, judo olimpico, lotta NCAA e jiu-jitsu brasiliano. Ma perché la sala stampa più celebre al mondo ha bisogno di un cambio di guardia così radicale?
La crisi della sala stampa e il vuoto di potere a Washington
La proposta di Trump non nasce nel vuoto. La West Wing sta attraversando una fase di forte riorganizzazione interna, culminata con l’uscita di figure chiave dell’amministrazione.
Perché il podio della Casa Bianca è attualmente vacante?
Secondo quanto ricostruito da Vietnam.vn, la carica di addetto stampa è scoperta dal 16 ottobre. La precedente titolare, Katie Zacharia, ha rassegnato le dimissioni dopo aver tenuto una sola conferenza stampa e a meno di una settimana dal suo insediamento. Prima di lei, Karoline Leavitt aveva chiuso il proprio incarico alla fine di agosto.
Il vuoto comunicativo si è sommato alle dimissioni della capo di gabinetto Susie Wiles e alle tensioni post-elettorali. In questo scenario frammentato, la ricerca di un volto d’impatto ha spinto il presidente verso la sua cerchia di fedelissimi del mondo dello sport.
Cosa credono tutti e cosa sta succedendo davvero
Nelle ore successive al post sui social network si è diffusa la voce che Dana White avesse già respinto seccamente la proposta al mittente. Molte testate hanno parlato di un rifiuto categorico basato su indiscrezioni di corridoio. I fatti e le dichiarazioni ufficiali mostrano invece una realtà differente e ancora aperta.
Poco dopo la diffusione della notizia, il patron della UFC ha pubblicato sul suo profilo Instagram un’immagine generata tramite intelligenza artificiale che lo ritrae proprio dietro al leggio della Casa Bianca, accompagnata dalla frase «On to the next chapter». Raggiunto a margine di una riunione pugilistica a Londra, White ha chiarito di essere in partenza immediata per la capitale americana.
«Abbiamo un incontro lunedì, quindi sì, dopo avrò di più da dire.»
Il faccia a faccia servirà a definire i contorni dell’offerta. Un eventuale incarico governativo imporrebbe al manager di lasciare la guida operativa della compagnia sportiva, una scelta complessa per chi ha costruito la lega moderna dal nulla.
Il legame ventennale tra la gabbia e la politica
La sintonia tra i due protagonisti affonda le radici nei primi anni 2000. All’epoca le arti marziali miste venivano bandite da gran parte dei palazzetti americani per via della loro brutalità. Trump scelse di andare controcorrente, aprendo le porte del suo Trump Taj Mahal Casino di Atlantic City ai primi eventi numerati del circuito.
Quel gesto ha cementato una lealtà reciproca mai interrotta. White ha sostenuto apertamente la corsa presidenziale dell’imprenditore newyorkese nel 2016 e lo ha ospitato a bordo gabbia nei match più importanti. A giugno di quest’anno, l’UFC ha perfino allestito l’evento “Freedom 250” sul prato sud della Casa Bianca per celebrare i duecentocinquant’anni della nazione.
| Aspetto chiave | Dettaglio dell’offerta |
|---|---|
| Ruolo proposto | Press Secretary (portavoce ufficiale della Casa Bianca) |
| Piattaforma di annuncio | Truth Social (post pubblicato da Donald Trump) |
| Staff di atleti suggeriti | Makhachev, Nurmagomedov, Gaethje, Cormier, Nunes, Harrison |
| Stato della trattativa | Incontro fissato a Washington tra Trump e White |
| Origine del legame | Eventi UFC ospitati al Taj Mahal nei primi anni 2000 |
La decisione finale è attesa nelle prossime ore, subito dopo il vertice privato a Washington.
L’ingresso del boss delle arti marziali miste nell’amministrazione segnerebbe un precedente inedito nella storia della comunicazione presidenziale americana.
Riuscite a immaginare Dana White a gestire le domande dei cronisti alla Casa Bianca? Scrivetelo nei commenti.
Foto: Donald Trump






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