Un pomeriggio di pura violenza ha sconvolto il reparto di emergenza degli Ospedali Riuniti Padova Sud, situato a Schiavonia nel comune di Monselice. Un uomo di 52 anni, residente a Montagnana, ha seminato il panico per oltre due ore all’interno dell’area rossa, distruggendo arredi sanitari e aggredendo gli operatori presenti.
L’uomo era giunto nel presidio ospedaliero a bordo di un’ambulanza del 118 intorno alle 17:30. Fin dai primi istanti del triage, il cinquantaduenne ha mostrato una forte insofferenza e un chiaro rifiuto verso qualsiasi tipologia di accertamento clinico.
La devastazione del reparto e l’attacco al personale
In evidente stato di alterazione psicofisica, il paziente ha rapidamente perso il controllo, iniziando a urlare minacce contro medici e infermieri. La situazione è degenerata quando l’aggressore ha iniziato a scagliare per aria oggetti e presidi medici, arrivando a lanciare con violenza persino una barella.
L’uomo si è poi asserragliato all’interno di uno dei servizi igienici dell’area rossa, dove ha divelto completamente il lavabo e mandato in frantumi i sanitari. Brandendo i pezzi del lavandino distrutto, ha tentato di scagliarli contro gli operatori sanitari intervenuti nel disperato tentativo di riportarlo alla calma.
La mossa decisiva per bloccare l’aggressore
A evitare il peggio è stato il sangue freddo di un’infermiera in turno. La sanitaria è riuscita a richiudere prontamente la porta del locale verso l’esterno, sbarrandola all’istante con una pesante barella e confinando l’uomo all’interno fino all’arrivo dei soccorsi.
L’intervento tempestivo delle forze dell’ordine ha consentito di immobilizzare e prendere in carico il cinquantaduenne senza che alcuno dei presenti riportasse lesioni fisiche. L’emergenza ha visto direttamente impegnati circa dieci operatori tra medici, infermieri, OSS e guardie giurate.

Danni pesanti e turni riorganizzati d’urgenza
«È stato un episodio molto critico», ha riferito Roberta Volpin, direttrice dell’Unità Operativa Complessa di Pronto Soccorso del presidio. «La violenza dell’aggressione e la forza dell’uomo hanno creato una situazione di estrema pericolosità, causando ingenti danni al pronto soccorso. Determinante è stata la prontezza dell’infermiera che ha isolato l’aggressore».
L’intera ala rossa danneggiata è stata immediatamente evacuata e l’assistenza agli altri pazienti è stata deviata in un settore alternativo del polo ospedaliero, supportata da un rinforzo del personale infermieristico. Dopo i rilievi, la messa in sicurezza e le lunghe operazioni di pulizia e bonifica, il reparto ha ripreso la regolare attività soltanto intorno alle 22:00.
La scia di violenze negli ospedali del Veneto
L’episodio di Schiavonia segue a distanza di poche ore un’altra aggressione consumata nella notte tra sabato e domenica all’Ospedale dell’Angelo di Mestre. In quella circostanza, una donna andata in escandescenza all’interno della sala d’attesa è stata tratta in arresto dopo aver aggredito un medico e devastato i locali.
Il ripetersi di simili episodi ha richiamato l’attenzione delle istituzioni regionali sulla tutela dei sanitari in prima linea, con il presidente Alberto Stefani che ha evidenziato come il fenomeno delle aggressioni stia ormai assumendo dimensioni allarmanti.

