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Igiene dentale a scuola a Cabras: il progetto si blocca a metà per il no dei docenti
Il percorso didattico sull’igiene dentale scuola a Cabras subisce una battuta d’arresto immediata: su cinque sezioni della primaria a tempo pieno, soltanto una classe registra la piena adesione, due procedono a giorni alterni e altre due sono totalmente escluse dalle attività post-mensa. L’iniziativa, intitolata «Lavaggio denti – A scuola con il sorriso», doveva garantire la cura quotidiana del cavo orale dopo il pasto comune, ma si trova ora frammentata a causa del mancato consenso di diversi insegnanti.
La situazione ha generato un’evidente disparità tra gli alunni dello stesso plesso. Mentre alcuni bambini possono recarsi regolarmente ai lavandini accompagnati dai docenti, i compagni di altre aule sono costretti a rinunciare alla routine igienica, scatenando il malcontento e le rimostranze dei genitori.
Come si dividono le classi: la mappa delle adesioni

Il piano educativo era stato pensato per consolidare buone pratiche di salute orale fin dai primi anni di studio. Tuttavia, la risposta del corpo docente ha prodotto una distribuzione a macchia di leopardo che impedisce uno svolgimento omogeneo del servizio.
Il quadro operativo all’interno dell’istituto vede una netta spaccatura tra le diverse sezioni:
- Una sola classe vede la totalità del team docente favorevole, garantendo l’attività tutti i giorni dopo la mensa.
- Due classi registrano una disponibilità parziale, legando l’uso dello spazzolino esclusivamente alla presenza in turno dei maestri aderenti.
- Due classi restano del tutto escluse dal progetto a causa dell’assenza totale di disponibilità da parte del personale assegnato.
Questo assetto alternato rende complicata l’acquisizione di un’abitudine che, per definizione scientifica ed educativa, richiede costanza quotidiana per prevenire placca e carie.
| Stato di adesione | Impatto sugli alunni |
|---|---|
| Unanimità dei docenti (1 classe) | Attività garantita quotidianamente dopo la mensa |
| Adesione parziale (2 classi) | Lavaggio possibile solo negli orari dei maestri favorevoli |
| Nessuna disponibilità (2 classi) | Progetto non avviato e totale esclusione dalle attività |
Le ragioni dell’intoppo e la posizione del dirigente

La complessità dell’iniziativa risiede nell’organizzazione materiale del momento post-prandiale. Guidare decine di scolari verso i servizi igienici, gestire tubetti, spazzolini e bicchieri richiede un presidio attento per evitare disordini e garantire condizioni di pulizia impeccabili.
Sulla vicenda è intervenuto direttamente il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo, Paolo Figus, ricostruendo i passaggi che hanno portato allo stallo attuale:
«Si tratta di un progetto che nasce assieme ai docenti stessi. Quando c’è stata la fase di strutturazione dell’iniziativa, ho chiesto la collaborazione di tutte le componenti scolastiche nell’ottica. La realizzazione del progetto richiede infatti una collaborazione coordinata tra i docenti, che devono motivare e accompagnare i bambini nello svolgimento dell’attività, e il personale Ata, che deve fornire il necessario supporto di vigilanza. La partecipazione di tutti avrebbe consentito di favorire una più ampia attuazione dell’iniziativa, valorizzandone le finalità educative. Purtroppo, però, non tutti i docenti hanno aderito. Questo fatto, come dispiace alle famiglie, dispiace anche a me».
Il nodo principale resta quello contrattuale. Trattandosi di un’attività integrativa e non di un compito d’ufficio inderogabile, l’adesione individuale avviene su base puramente volontaria.
La richiesta di ripensamento per superare lo stallo
Nonostante la proposta iniziale fosse nata all’interno dello stesso ambiente magistrale, la formalizzazione ha incontrato resistenze operative non previste. La vigilanza coordinata con il personale ATA rappresenta un tassello cruciale che non tutti gli educatori si sono sentiti di assumere.
«Capisco che non si tratta di un obbligo, visto che l’adesione era a titolo volontario, ma è anche vero che si tratta di un progetto proposto dalle insegnanti. Spero che le docenti possano cambiare idea».
La speranza della dirigenza e delle famiglie risiede dunque in un confronto interno che possa uniformare l’offerta didattica, superando una divisione che rischia di penalizzare il percorso di prevenzione sanitaria dei più piccoli.
✨ La prevenzione orale parte dalle routine quotidiane condivise.
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