Incendio al Conca d’Oro: danni fino a 30 milioni e riapertura slittata ad almeno marzo

Incendio al Conca d’Oro: danni fino a 30 milioni e riapertura slittata ad almeno marzo
Incendio al Conca d’Oro: danni fino a 30 milioni e riapertura slittata ad almeno marzo

Il conto dei danni al centro commerciale Conca d’Oro oscilla tra i 20 e i 30 milioni di euro. L’incendio divampato il primo settembre ha sventrato parte della copertura e imposto uno stop prolungato a tutta la struttura.

Le speranze di una ripartenza lampo sono tramontate dopo i primi rilievi sul campo. Anche per il 70% della superficie rimasta intatta, rialzare le saracinesche prima della seconda metà di ottobre viene giudicato impossibile.

Tempi lunghi per la porzione distrutta

La situazione più critica riguarda il restante 30% del complesso, dove le fiamme partite dagli impianti sul tetto hanno divorato la copertura. In questa porzione rientra anche l’intera area food.

L’ipotesi riapertura slitta a primavera

Fonti interne confermano che fissare la riapertura della zona danneggiata a marzo rappresenta uno scenario fin troppo ottimistico. Tramontano del tutto le previsioni iniziali degli imprenditori, che puntavano a riaprire le gallerie a settembre e l’intero centro commerciale per Natale.

Verifiche strutturali e cantieri fermi

Prima di autorizzare la bonifica, i tecnici devono completare il collaudo degli impianti elettrici, di condizionamento e antincendio. L’intera documentazione passerà poi al vaglio dei Vigili del fuoco per il nullaosta decisivo.

Una squadra specializzata in arrivo da Milano affiancherà i periti per eseguire verifiche di tenuta statica. Sarà necessario accertare la solidità delle pareti prima di posare qualsiasi copertura provvisoria: solo per i passaggi burocratici e i preventivi serviranno almeno quarantacinque giorni.

Il tavolo istituzionale e il nodo dipendenti

Venerdì è previsto un secondo vertice promosso dall’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo. Al tavolo siederanno la proprietà del fondo, la curatela, il Comune, i Vigili del fuoco, l’Asp, l’Inps e le organizzazioni sindacali.

Tra le proprietà si fa strada l’ipotesi di sdoppiare la trattativa in due tavoli separati: uno dedicato alle verifiche edili e impiantistiche, l’altro focalizzato unicamente sulle tutele e gli ammortizzatori sociali per i lavoratori.

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