Piazzale Flaminio, dal 1929 a oggi: la metamorfosi dell’ex Caffè dell’Orologio tra tram e turismo

Piazzale Flaminio, dal 1929 a oggi: la metamorfosi dell'ex Caffè dell'Orologio tra tram e turismo
Piazzale Flaminio, dal 1929 a oggi: la metamorfosi dell'ex Caffè dell'Orologio tra tram e turismo

Prima dei coni gelato e delle comitive di passaggio c’era il capolinea del tram. Prima degli itinerari turistici a tappe forzate, c’era una formula semplice che bastava a orientare intere generazioni: «Ci vediamo all’Orologio».

A piazzale Flaminio il vecchio chiosco dominato dalla torretta Zenith a quattro quadranti ha cambiato pelle e insegna. Sotto la struttura in ferro, cemento e vetro è arrivata la catena La Romana, ma il punto di riferimento urbano conserva quasi un secolo di cronaca cittadina.

Un punto di riferimento nato per i tram nel 1929

La storia dell’edificio comincia nel 1929 durante la riorganizzazione municipale della mobilità. Il Comune decise di rimpiazzare una fragile struttura in legno, impiegata a inizio Novecento per i tram a trazione animale, con una sala d’attesa coperta destinata ai passeggeri.

In breve tempo lo spazio divenne un chiosco con bar, rivendita tabacchi e biglietteria dell’Atac. Sulla sommità venne montato un orologio Zenith elettrico, progettato per offrire l’ora esatta a chiunque attraversasse il piazzale.

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Clienti in fila davanti a un locale nel centro storico della capitale.

Negli anni Trenta la piazza funzionava come snodo cruciale per il tempo libero e il lavoro. Sotto il quadrante passavano le famiglie dirette a Villa Borghese, gli operai all’alba e le coppie in partenza verso le osterie di Ponte Milvio.

Il battito della rete tranviaria romana

Il legame con il trasporto pubblico non era solo logistico. Tra il 1950 e il 1970 la Zenith fornì circa mille cronometri meccanici destinati alle cabine dei tram romani, posizionati accanto al manovratore e visibili all’utenza.

Quegli strumenti a carica manuale garantivano un’autonomia di otto giorni, sincronizzando i turni e le partenze della capitale. Il sistema fu definitivamente smantellato negli anni Settanta con l’introduzione di nuovi modelli di vetture tranviarie.

Dalla vincita milionaria ai sigilli antimafia

Nel gennaio 2016 il Caffè dell’Orologio tornò all’attenzione della cronaca nazionale per la vendita di un tagliando della Lotteria Italia da 1,5 milioni di euro. L’evento rappresentò l’ultimo squillo di una gestione storica.

Nel maggio 2017 l’attività abbassò la saracinesca all’improvviso, inaugurando due anni di degrado. Nel 2019 arrivò il tentativo di rilancio attraverso l’insegna Katanè Sapori di Sicilia, durato appena qualche mese.

A maggio 2020 il chiosco finì sotto sequestro giudiziario nell’ambito di un’operazione antimafia che coinvolse diversi esercizi commerciali del medesimo marchio, lasciando la postazione nuovamente abbandonata.

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Area urbana del centro storico interessata dai flussi turistici continui.

Il cambio d’epoca e l’approdo della gelateria

Con il passare dei mesi piazzale Flaminio ha consolidato il suo ruolo di snodo primario tra i capolinea, le linee sotterranee e l’ingresso monumentale verso piazza del Popolo. L’area accoglie quotidianamente migliaia di viaggiatori e turisti.

A fine luglio la riapertura come gelateria ha ridefinito il perimetro dell’ex biglietteria d’epoca. L’insegna commerciale è diversa, i flussi pure, ma lo Zenith continua a scandire i minuti in cima al tetto.

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