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Lucia Battistella morta a 46 anni: la lotta al melanoma e l’ultimo gesto di solidarietà

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Ritratto in memoria di Lucia Battistella, scomparsa a 46 anni a causa di un tumore
Lucia Battistella si è spenta a 46 anni all'hospice di Cittadella circondata dall'affetto della sua famiglia.

Lucia Battistella si è spenta all’età di 46 anni all’hospice Casa del Carmine di Cittadella, sconfitta da un melanoma diagnosticato circa diciotto mesi fa. La donna, originaria di Carmignano di Brenta nell’alta padovana, lascia il marito Andrea De Mari e due figli di 15 e 11 anni, lasciando come testamento morale una raccolta fondi per sostenere l’assistenza e le cure dedicate ad altre persone colpite dalla malattia.

La notizia ha colpito profondamente il territorio veneto, dove la quarantaseienne era conosciuta per il suo impegno nel sociale e per la dedizione alla famiglia. Fino agli ultimi istanti del ricovero, la priorità di Lucia è rimasta l’attenzione verso la crescita e la scuola dei due figli, trasformando persino i momenti più duri in una testimonianza di cura e presenza materna.

La battaglia contro la malattia e la recidiva

La battaglia contro la malattia e la recidiva

Il percorso clinico era iniziato un anno e mezzo prima, quando le era stato diagnosticato il primo melanoma. Lucia aveva subito un intervento chirurgico all’ospedale di Cittadella, seguito da un ciclo di immunoterapia. Gli esami di controllo svolti a dicembre avevano inizialmente restituito un quadro rassicurante, lasciando sperare in una remissione stabile.

Durante i controlli periodici eseguiti a giugno, tuttavia, il tumore si è ripresentato in forma aggressiva. Da quel momento il decorso è stato rapido e complesso, richiedendo nelle ultime settimane il ricovero nella struttura per le cure palliative di Cittadella, dove il marito e i familiari le sono rimasti costantemente accanto.

Ha continuato a chiedere loro se avessero fatto i compiti, anche lunedì.

Questo ricordo, condiviso dal marito Andrea, sintetizza la forza con cui ha affrontato i giorni più difficili: mantenere la normalità domestica e rassicurare i figli, che si recavano in hospice per studiare accanto al suo letto, senza lasciare che la sofferenza prendesse il sopravvento sui legami quotidiani.

L’impegno nel lavoro e nella comunità di Carmignano di Brenta

Per oltre vent’anni Lucia ha lavorato con precisione e costanza come addetta al taglio in uno studio modellistico a Quinto Vicentino. Parallelamente all’attività professionale, partecipava attivamente alla vita associativa del suo paese attraverso l’associazione Sant’Anna, prestando servizio volontario al banco gastronomico durante la tradizionale sagra di Spessa.

L’altruismo ha caratterizzato anche i momenti successivi alla sua scomparsa: i familiari hanno infatti espressamente chiesto di non inviare fiori, ma di destinare qualsiasi donazione all’associazione Insieme per mano. L’ente del terzo settore aveva offerto supporto pratico e vicinanza alla donna durante il percorso oncologico, rappresentando una rete essenziale per affrontare le complessità fisiche e psicologiche della patologia.

Aspetto Dettaglio
Età e residenza 46 anni, Carmignano di Brenta (Padova)
Patologia e decorso Melanoma diagnosticato 18 mesi prima, recidiva a giugno
Professione Addetta al taglio in studio di moda da oltre 20 anni
Volontariato Collaboratrice alla sagra di Spessa con l’associazione Sant’Anna
Iniziativa solidale Donazioni devolute all’associazione Insieme per mano

Melanoma e prevenzione: sfatare i luoghi comuni

Melanoma e prevenzione: sfatare i luoghi comuni

La vicenda di Lucia Battistella mette in luce l’importanza cruciale del monitoraggio costante in ambito oncologico cutaneo. Spesso si ritiene erroneamente che un melanoma operato con successo e con esami strumentali negativi sia definitivamente debellato e non richieda più una sorveglianza serrata.

La realtà clinica dimostra invece come i controlli periodici e ravvicinati siano indispensabili per intercettare tempestivamente eventuali recidive. L’immunoterapia rappresenta un fondamentale presidio terapeutico moderno, ma la risposta biologica ai trattamenti può variare sensibilmente, rendendo centrale il supporto integrato delle reti territoriali e delle associazioni di volontariato.

La rete di solidarietà intorno alla famiglia

Oltre al consorte e ai due figli Alice e Alessandro, la donna lascia i genitori Silvana e Luigi, il fratello Roberto e i suoceri. Un ringraziamento particolare è stato espresso dai familiari anche verso la realtà aziendale del marito, che ha garantito la massima flessibilità lavorativa consentendogli di assistere la moglie fino all’ultimo.

Le esequie celebrate nella chiesa parrocchiale di Carmignano di Brenta rappresentano l’abbraccio dell’intera comunità a una donna che ha saputo trasformare il proprio dolore in un’occasione di aiuto concreto per le altre persone colpite dal male.

💚 La storia e la generosità di Lucia ricordano quanto sia fondamentale non lasciare mai sole le famiglie che affrontano una grave malattia.

✨ Sostenere le associazioni locali di supporto ai pazienti oncologici fa la differenza ogni giorno.

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